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WING CHUN E TAI CHI, FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

Wing Chun e Tai Chi, facce della stessa medaglia

Settembre è il mese della ricerca di nuovi corsi, di nuove esperienze da fare, e, trattando di difesa personale e di arti marziali, anche chi non è pratico del mondo delle arti marziali conosce il Tai Chi, ma il Wing Chun è ancora un mostro sconosciuto ai più.

di Pasquale Di Matteo

Di ritorno dal mare, quando le fabbriche riaprono e gli uffici si riempiono, prevale il desiderio di dedicarsi a nuove esperienze, di imparare qualcosa di nuovo.

Oggi, nel contesto che viviamo, il tema della difesa personale e delle arti marziali è tornato prepotentemente di moda, ma quando ci si informa sui corsi in circolazione, non tutti sanno cosa cercare e che cosa sia ciò che l’offerta propone.

A tutti, anche a chi non ha familiarità con il mondo delle arti marziali cinesi, pensando al Tai Chi, vengono in mente i nonnini cinesi che praticano quell’affascinante ginnastica, fatta di movimenti lenti ed eleganti, con i quali sembrano afferrare l’aria e oggetti invisibili.

Quando, invece, si parla di Wing Chun, il nome resta ancora terra arida per molti.

Ma cosa sono il Wing Chun e il Tai Chi?

Eppure, si tratta di due arti marziali talmente simili, con così tanti principi in comune da poter affermare tranquillamente che si tratti della medesima arte o di due facce della stessa medaglia.

Entrambe sono espressione del pensiero taoista, perseguono il benessere del praticante e l’armonia con l’infinito, ed entrambe hanno nella pace l’essenza del loro esistere e della loro pratica.

A occhi inesperti i movimenti sembrano talmente diversi da ritenere il Tai Chi e il Wing Chun due mondi opposti, ma ciò è vero solo quando si osservano praticanti alle prime armi dei due stili di kung fu.

Il Wing Chun si muove in spazi stretti, con movimenti retti e brevi, a distanza di gomito, mentre il Tai Chi disegna cerchi ampi e tiene l’avversario a distanza.

Questo è ciò che si vede in quasi tutti i video caricati sul Web, ma la gran parte di quei video sono caricati per presentare i vari stili e solo in rari casi sono espressione di persone qualificate da anni di addestramento.

E’ vero che, durante i primi anni di corso, mentre il Wing Chun insegna la linea retta, il Tai Chi ragiona su cerchi ampi, ma ad alti livelli, le due arti marziali si muovono quasi in maniera similare, fin quasi a divenire sovrapponibili.

Nel Wing Chun, una volta appreso il perché della linea retta e della centralità, si introducono i cerchi e i movimenti a spirale, con diametri corti, quasi impercettibili, così come nel Tai Chi i cerchi si fanno via via sempre più stretti, fin quasi ad apparire linee rette ad occhi inesperti.

Gli stessi spazi e le distanze di combattimento diventano identiche.

L’unica cosa che distingue notevolmente queste due discipline marziali cinesi sono la metodologia d’apprendimento: nel Tai Chi, inizialmente si lavora in maniera esclusiva sulle forme, quelle che nelle arti marziali giapponesi si chiamano katà, sviluppando tutto il sistema fino alla cintura nera, e solo dopo si comincia a lavorare sull’aspetto marziale e sulla difesa personale; nel Wing Chun, invece, tali aspetti sono il punto focale dei primi anni di apprendimento, mentre dopo l’ottenimento del grado di istruttore si comincia a sviluppare gli aspetti più legati alla sensibilità e alla ricerca del sé, attraverso le linee circolari e i movimenti su nuovi angoli.

Ovviamente, per meglio esporre la tesi della similarità tra questi stili di Kung Fu si dovrebbe trattare anche delle diverse Scuole e delle famiglie, cose molto importanti per le arti cinesi, ma significherebbe dover scrivere un libro, perché impossibile sintetizzare in un articolo la vastità dell’argomento.

Infine, per esperienza personale diretta, una cosa che posso affermare con certezza è che, a certi livelli, il muoversi dei grandi maestri diventa simile, a prescindere dall’arte marziale praticata, dove i movimenti diventano talmente economici e brevi da non essere nemmeno più colti.

Il consiglio che mi permetto di dare a chi volesse avvicinarsi al mondo delle arti marziali per imparare a difendersi è quello di provare a praticare, perché le arti marziali non possono essere spiegate attraverso una presentazione, scritta od orale che sia, ma solo attraverso la sinergia di corpo e mente è possibile comprenderle.

Pasquale Di Matteo insegna Wing Chun presso la Palestra Energy a Crema.

Negli anni, ha studiato anche Aikido e Kali.

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Leggi anche IL KUNG FU NON ESISTE, cliccando qui.
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