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SFRUTTARE IL WEB PER FAR CRESCERE LE IMPRESE

Sfruttare il Web per far crescere le imprese

Internet offre potenzialità infinite per lo sviluppo delle imprese, ma serve trovare gli strumenti più opportuni e saper leggere le persone, altrimenti si finisce con il gettar via dei soldi e perdere tempo, anziché sfruttare il Web per far crescere le imprese.

di Pasquale Di Matteo

Mi capita sempre più di frequente di imbattermi in video di aziende che cercano di sfruttare il Web per ampliare i propri bacini da cui attingere potenziali clienti.

Tuttavia, se vi sono rare eccezioni in cui si evince una strategia pianificata e vincente alle spalle, nella stragrande maggioranza dei casi, invece, noto video che, sebbene siano montati spesso in maniera professionale, vengono lanciati in Internet senza un adeguato piano di marketing e senza alcun monitoraggio.

Mi è capitato, per esempio, di notare alcuni video sulla piattaforma di Youtube girati da un’azienda di meccanica robotica che, a distanza di qualche mese, vantano poche centinaia di visualizzazioni e qualcuno non arriva a 100.

Un po’ poco perché si possa ampliare il ventaglio dei clienti.

Innanzitutto, bisogna considerare che, tra le visualizzazioni di chi effettua il video, dei titolari e dei dipendenti, delle loro famiglie e dei loro amici, raggiungere 500/600 visualizzazioni è una base di partenza da cui cominciare un calcolo effettivo che non sia inutile.

In secondo luogo, è altresì opportuno chiedersi quali fasce di pubblico costituiscano le successive visualizzazioni e in quali località del mondo si trovino.

Senza prendersi in giro, quando un’azienda mette la faccia, con il proprio logo in un video o in un articolo, si espone per trovare nuovi sbocchi, altrimenti resta solo una visibilità sterile, persino dannosa, come quelle imprese che, durante la partecipazione ad eventi, riempiono le proprie pagine Facebook e i siti con delle interviste a politici locali o ad altre imprese giá affermate, le quali, se nell’immediato possono agevolare l’ascolto da parte delle istituzioni e sono un ottimo mezzo per entrare in certi meccanismi, per altri versi, invece, si tratta di scelte poco felici in ambito comunicativo guardando al futuro.

Un domani, infatti, una volta raggiunto il potere, chi oggi sta all’opposizione in un Comune o in una giunta provinciale potrebbe mal digerire le richieste di chi per anni è stato quasi portavoce degli avversari politici.

Senza considerare il fatto che, in una simile tipologia di intervista, in cui non figurino i titolari dell’azienda, ma un non meglio identificato interlocutore, l’unico a trarne vantaggio in termini di immagine e di curriculum è proprio l’intervistatore.

Al contrario, se un’azienda partecipa a un evento importante, la cosa indispensabile è scrivere un articolo nel blog aziendale proprio sull’evento, dove raccontare la storia dell’azienda e come si sia arrivati a quella partecipazione; all’interno dell’articolo andranno messi un paio di video, relativi all’evento stesso e a una proposta innovativa nel mercato di appartenenza.

Come a dire: QUESTI SIAMO NOI E OFFRIAMO COSE CHE ALTRI ANCORA NON OFFRONO!!!

Perciò, invece di crogiolarsi di qualche “mi piace” di genitori e amici per video che non presentano l’azienda, ma il politico locale o altro, si invierà l’articolo a tutti i contatti presi durante l’evento, a tutti i clienti già in dote e, successivamente, a tutte quelle aziende preventivamente individuate con le quali piacerebbe interloquire.

Perché, alla fine, l’azienda deve presentarsi per vendere.

Quindi, il primo punto da tenere sempre in mente per un’azienda è: mai aprirsi a una sola area politica e meglio se dalla politica si resta lontani.

Secondo: il Web deve essere utilizzato per raccontare se stessi e che cosa si offre di nuovo nel mercato, non per dare voce ad altri interlocutori.

Nell’immediato può sembrare una scelta sbagliata, ma, alla lunga, si evitano molti guai in seguito a inchieste, cadute del partito di riferimento o a terremoti elettorali vari e, nell’epoca storica che stiamo vivendo, restare ai margini è senza dubbio la scelta più saggia per un’azienda che voglia crescere anche in futuro.

Perché un video di promozione di una macchina o di un accessorio abbia l’effetto auspicato, cioè quello di trovare nuovi clienti, non serve postare il video tra gli amici dei Social o tra quelli dei dipendenti, a meno che non si conoscano De Benetti, Marchionne, il direttore della ABB o altri personaggi del genere.

E’ necessario, invece, creare un blog aziendale, in cui costruire una rete di pubblico attraverso sponsorizzazioni di articoli, in cui proporre anche dei video, mirati proprio a fornire delucidazioni in merito a un’invenzione, a una novità, a un prodotto diverso da quanto già offra il mercato, individuando solo il pubblico che interessa e solo nelle località in cui l’azienda desidera penetrare.

Non ha alcun senso arrivare a centinaia di visualizzazioni, se voglio proporre una nuova macchina che confeziona trucchi per donne, quando il mio articolo e i miei video vengono visualizzati dal panettiere di Roma, dal musicista di Milano o dall’insegnante di Firenze, soprattutto se intendevo rivolgermi a possibili interlocutori in Russia, in Brasile e negli Stati Uniti d’America.

E nemmeno possono interessarmi i “mi piace” su Facebook.

Il blog mi dà il vantaggio di non dover tradurre in decine di lingue un articolo perché tutti gli hosting più professionali offrono dei semplici traduttori immediati che, se è vero che non traducono in maniera perfetta, raggiungono, tuttavia, lo scopo di COMUNICARE ciò che l’azienda desidera.

eventiarmonici.com, per esempio, è seguito negli USA, in Australia, in Canada, in alcuni Paesi europei, e ha persino 2 utenti in Giappone, proprio grazie al traduttore.

In un secondo tempo, se un cliente russo o brasiliano fosse interessato, attraverso i canali di contatto l’azienda proporrà esperti di Portoghese, Russo o Inglese per eventuali incontri, ma è fondamentale ottenere un primo approccio proprio attraverso un articolo ben strutturato del blog aziendale, in cui mostrare sia la professionalità del prodotto proposto, sia quella comunicativa del nuovo millennio.

Attraverso la stesura costante di articoli che riguardino il lavoro dell’azienda, (non solo uno ogni 15 giorni, per intenderci), con un blog aggiornato quotidianamente e con molta dedizione, le aziende hanno l’enorme possibilità di dire a Facebook, piuttosto che a Instagram, di far vedere l’articolo solo in una determinata zona degli Stati Uniti e/o della Cina, per esempio, e solo tra quegli utenti che abbiano interessi in campo meccanico, ingegneristico e robotico, se si tratta di azienda meccanica.

A quel punto, non interessano più i numeri delle visualizzazioni effettive, perché se l’azienda producesse anche solo 200 visualizzazioni in un mese di campagna, si tratterebbe di 200 persone effettivamente più interessate e probabili clienti rispetto al panettiere di Roma o alla zia curiosa del dipendente.

Purtroppo, se è vero che il Web offre infinite possibilità di sviluppo, è altrettanto vero che, spesso, le aziende si affidano a persone capacissime nel vendersi, nel ritenersi esperti del comportamento, quando, in realtà, non hanno alcun titolo di studio che certifichi le competenze in ambito psicologico comunicativo e che non hanno la più pallida idea di come leggere i tratti prosodici e gli indicali in una normale comunicazione verbale, né hanno alle spalle studi strutturati sul comportamento umano, così come si approcciano al Web senza essersi nemmeno documentati.

Bisogna capire che, se il Web è un’autostrada a 10 corsie per lo sviluppo delle imprese, la gestione di un buon blog è l’auto più vincente per percorrerla.

Anche perché, solo attraverso la stesura e la pubblicazione costante di articoli in ambiti specifici, l’impresa sarà in grado di essere posta in prima pagina su tutti i motori di ricerca ogni qualvolta, in qualunque parte del mondo, un utente digitasse una parola chiave inerente all’argomento, generando clienti senza nemmeno cercarli.

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