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SANREMO 2018, ULTIMO ARRIVA PRIMO

Sanremo 2018, Ultimo arriva primo.

Anche nella serata di venerdì, 9 febbraio, oltre 10.300.000 spettatori hanno seguito il Festival di Sanremo, un successo impressionante se aggiunto ai 23 milioni di contatti Social; uno spettacolo che ha decretato la vittoria di Ultimo tra le nuove proposte.

di Pasquale Di Matteo

Che il Festival di Sanremo targato Claudio Baglioni fosse un successo, l’avevamo capito, così come è fuori discussione il fatto che il direttore artistico sia riuscito ad allestire uno spettacolo capace di coinvolgere oltre la metà degli Italiani incollati al televisore e il 60% di quelli con un’identità sui Social.

Tuttavia, credo che nessuno potesse ipotizzare che Sanremo riuscisse nel miracolo di portare al primo posto Ultimo, uno che sembrava predestinato fin dal nome a ben altra fine, anche se qualche malizioso faceva notare come nei casinò siano sempre girate personalità legate alla mafia, come Lucky Luciano e Joe Adonis, e sentire il nome di battaglia di un noto uomo di legge sotto copertura, poteva spingere qualcuno a dargli la vittoria pur di tenerselo buono.

(Per sapere di Luciano e Adonis, leggi qui).

C’è anche da pensare alla poesia dell’ossimoro ultimo primo…

Che poi, ma è solo il mio umile giudizio, se Ultimo si facesse chiamare Niccolò Moriconi, come qualcuno ha scritto sulla sua carta d’identità, risulterebbe più musicale.

Comunque, Sanremo è Sanremo, come si è detto per anni, quindi è capitato che a prevalere nelle nuove proposte non sia stato un brano forte, incisivo, dall’intensità emotiva prepotente, un brano di spessore, come Stiamo Tutti Bene o Il Congiuntivo, insomma, ma una bella canzone più vicina allo stereotipo delle vincitrici del festival di Sanremo.

Il Ballo delle Incertezze, però, non è affatto una canzone banale e miscela il tema dell’amore, rigurgitato in ogni salsa, con l’incertezza che vive la società di oggi, soprattutto il mondo giovanile.

Quindi, diciamo che Ultimo non ha rubato proprio nulla.

Ciò malgrado, sembrava proprio che ci fossero almeno due brani di un’altra categoria.

D’altro canto, vuoi mettere il rumore di quella parte di pubblico abituata a non comprendere molto oltre l’orecchiabilità, se, e lo dico per pura eventualità, senza voler passare per blasfemo, a vincere fossero stati Lorenzo Baglioni, con Il Congiuntivo, oppure Mirkoelicane, con Stiamo Tutti Bene?

Certamente, al di là dei gusti personali, questo Ultimo canta bene, ha una bella voce e madre natura gli ha donato un bel viso, che qualcuno ha trasformato in bello e dannato, come piace alle donne, quindi ha tutte le carte in regola per vendere qualche disco.

Inoltre, quella dedica commossa alla lotta del fratello, lo rende umano e degno di ogni rispetto, soprattutto per l’umiltà, visto che molti altri avrebbero cominciato a ringraziare i nonni, le zie e persino il vicino di casa.

Tuttavia,  restiamo in attesa di sentire prossimamente qualcosa che sia all’altezza dei brani di Lorenzo Baglioni e Mirkoeilcane, così da legittimare la vittoria sul campo e per tirare fuori tutte le qualità di un ragazzo che, a mio parere, può valere molto di più del brano presentato al festival, non fosse altro per il fatto che studia musica da quando aveva otto anni.

Per il resto, è stata la serata dei duetti, scivolata via senza infamia, ma nemmeno senza far gridare al miracolo, i cui vagiti si sono sentiti nella proclamazione del vincitore delle nuove proposte.

O erano le grida dell’indignazione di chi pensava che la vittoria dovesse andare a un brano di spessore?

Mah…

Si è visto che Noemi ha finalmente trovato un vestito per coprirsi, mentre Max Gazzè ha proposto un soprabito accettabile, evidentemente non acquistato da Poltrone Sofa come gli altri ammirati durante le prime due esibizioni.

Quanto alle performance, non pervenuta Paola Turci, la cui esigua voce è stata polverizzata dalla ruggine del timbro di Noemi; appena sufficiente Skin, rimasta con il freno a mano tirato e… Chi ha visto Michele Bravi, asfaltato dalla potenza delle corde vocali di Annalisa?

Bella, invece, l’esibizione di una sorprendente Serena Rossi.

Da segnalare che a Sanremo si sono accesi anche i distorsori, con Midge Ure e con l’istrionico Piero Pelù.

Cosa dire di Gianna Nannini?

Una carriera che non si discute, ma l’errore devastante di tonalità sull’ultimo cambio di tono di Amore Bello, in duetto con Claudio Baglioni, mi fa ricordare ancora il dolore per i crampi allo stomaco.

Tuttavia, al di là del gusto personale, a Ultimo vanno i complimenti e l’augurio di una florida carriera, inoltre mi permetto di dargli l’umile consiglio di non fidarsi molto dei giudizi degli altri, sia di quelli ostili, che di quelli favorevoli, poiché l’arte si giudica con il sentimento, non con i diplomi o con gli addetti ai lavori, tanto meno con i “Lei non sa chi sono io…”.

Per la serie: “No, non lo so. E non mi interessa!”.

Con buona pace di critici, professori, maestri e guru, se smuovi il sentimento, vendi, altrimenti, non appena arriverà un nuovo sex symbol, finirai nel cassetto dei ricordi.

Stasera è già tempo di finalissima tra i cosiddetti campioni.

Se prevarrà lo spessore del testo, Ermal Meta e Fabrizio Moro saranno i vincitori.

Se prevarrà la classe del brano, potrebbe aggiudicarsi il premio una signora di ottantatré anni, capace di cantare meglio di quando ne aveva quaranta ed essere certamente più comprensibile di allora. O sarà dovuto alla bravura di due autori del calibro di Bungaro e di Pacifico?

Se prevarrà la musica, Max Gazzè è già in odore di interviste, dopo la vittoria.

Se prevarrà il personaggio dotato di una voce caratteristica e di una bella canzone, potrebbero vincere Annalisa o Noemi.

E se, invece, a prevalere fosse chi con il Festival di Sanremo c’entra come i cavoli a merenda?

A chi non piacerebbe trascorrere una vita intera in vacanza?

Leggi anche Perché il Festival della Canzone italiana a Sanremo e i nostri articoli nella Pagina Mistery, sull’11 settembre, sull’omicidio di Lady D e sul caso Rudolf Hess.

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