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SANREMO 2018, TERZA SERA

Sanremo 2018, terza sera

La terza serata del Festival di Sanremo 2018 è scivolata via in scioltezza, con un Claudio Baglioni sempre più Baglioni e ospiti che hanno arricchito uno spettacolo piacevole e premiato dai dati Auditel.

di Pasquale Di Matteo

Che Claudio Baglioni si sia finalmente convinto del successo del suo Festival lo abbiamo scoperto in apertura della terza serata, perché solo con tale convinzione puoi avere l’ardire di cantare “Voglio Andar Via” proprio all’inizio.

Tuttavia, una cosa che resterà di questo Festival di Sanremo 2018 è la stravaganza dei nomi di alcune nuove proposte, da Mirkoeilcane di mercoledì, si è passati a Ultimo, uno che proprio se la tira sui piedi da solo.

I brani di ieri sera, pur non avendo testi forti come quello di Mirkoeilcane e di Lorenzo Baglioni, mi sono sembrati più piacevoli all’ascolto.

Da “Il Mago” di Mudimbi, che se non fosse esploso Francesco Gabbani sarebbe risultato anche innovativo, a Leonardo Monteiro, che con la sua “Bianca” ha dimostrato di aver ascoltato milioni di volte “A Chi mi Dice” dei Blue, a colpirmi è stata l’eleganza dei due, una cosa che di questi tempi fa notizia.

Non male “Il Ballo delle Incertezze” di Ultimo, augurandomi che non se la tiri addosso.

Niente male anche “Cosa ti Salverà”, interpretata dalla particolare voce di Eva, già brava e coperta di tatuaggi a un’edizione di X Factor di qualche anno fa; il suo brano ti fa immaginare di ascoltarlo mentre viaggi verso il mare , con il sole che comincia a colorare il cielo e già pregusti le lievi carezze del vento che sa di salsedine sulla pelle.

Poi, è ricominciata la gara, con tutti i dieci campioni che mancavano, compresi Ermal Meta e Fabrizio Moro, riammessi perché il fatto non sussiste, quindi hanno potuto ricominciare il loro cammino verso il podio, certi di avere un testo di un’altra categoria.

Indimenticabile la vertiginosa scollatura di Noemi, che è sembrata volersi giocare il tutto per tutto, cantando decisamente meglio rispetto alla prima sera, come sa fare molto bene, del resto.

La serata è stata allietata da diversi ospiti, come la bravissima e simpaticissima Virginia Raffaele, capace di far sembrare Claudio Baglioni un ballerino, anche se con le vertebre saldate a filo dall’atlante al coccige, e di dimostrare che, su quel palco, farebbe una figura migliore rispetto a tante corde vocali in gara che devono nutrire un’inspiegabile idiosincrasia nei confronti dell’intonazione.

I Negramaro, hanno ricordato perché le classifiche del Festival non contino niente, interpretando anche “Mentre Tutto Scorre”, brano che può vantare anche di essere stato eseguito una seconda volta a causa di un problema tecnico che aveva compromesso la prima performance, durante il Festival 2005; pare che fosse sparito il metronomo in cuffia, ma non si è mai capito se il responsabile audio lo tolse per mascherare la perdita del tempo del batterista o per suo errore.

Sta di fatto che il brano fu rifatto, anche se la band fu scartata: infatti, Mentre Tutto Scorre era troppo avanti rispetto ai soliti du, du, du, da, da, da cui era abituato il vecchio pubblico sanremese, che aspettava ancora la chioma cotonata di Toto Cutugno e gridava al miracolo se Al Bano non ci restava secco in un suo acuto.

Bellissimo il duetto con Baglioni, d’altra parte, “Poster” è un’istantanea che ha fermato il tempo in quei quattro minuti e poco più, costruendo uno dei pochi veri capolavori della musica italiana.

E cosa dire della straordinaria interpretazione di Giorgia, al fianco di un pezzo di storia della musica mondiale del calibro di James Taylor, sulle note di  “You’ve got a friend”, celebre brano di Carole King?

In chiusura ci hanno pensato Gino Paoli e Memo Remigi a ricordare che, quanto a testi delle canzoni, l’Italia ha solo da insegnare al resto del mondo.

Lo show di Baglioni piace sempre di più e gli oltre 10.800.000 spettatori della serata di giovedì lo testimoniano, rispedendo al mittente critiche maliziose e le speranze di chi aspetta già dai dati Auditel di mercoledì mattina un pretesto per fulminare il direttore artistico, colpevole di essersi lasciato sfuggire particolari simpatie politiche nei giorni scorsi.

Stasera, i campioni reinterpreteranno i brani in chiave diversa e/o accompagnati da altri artisti, mentre per le nuove proposte è già tempo di proclamare il vincitore.

Lorenzo Baglioni e Mudimbi sembrano giocarsi il trofeo, mentre non dovrebbe essere un problema per Mirkoeilcane aggiudicarsi un premio per il miglior testo del festival, a pari merito con il brano di Ermal Meta e Fabrizio Moro.

Poi, magari, sapremo dove sia il cane.

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