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SANREMO 2018, SECONDA SERATA

Sanremo 2018, seconda serata.

Mercoledì 7 febbraio è andata in onda la seconda serata del Festival di Sanremo 2018, con un Pier Francesco Favino sempre più a suo agio sul palco dell’Ariston, Michelle Hunziker più sciolta e rilassata rispetto alla prima sera e il direttore artistico più simile a Claudio Baglioni che al Lurch della famiglia Addams che avevamo visto martedì.

di Pasquale Di Matteo

La seconda serata si è aperta con la gara dei giovani, che hanno presentato brani interessanti, soprattutto “Stiamo tutti Bene” di Mirkoeilcane, che, dopo un minuto che parlava (non cantava) mi aveva portato a domandarmi cosa ci facesse su quel palco, fino a quando non ho capito cosa raccontavano le sue parole, drammatiche e commoventi. Certamente, un testo che ha già il profumo del premio della critica.

E in un’edizione in cui non è che si sia osato tanto, finora risulta il miglior testo, insieme a quello di Ermal Meta e di Fabrizio Moro?

Non male nemmeno “Il Congiuntivo” di Lorenzo Baglioni, che piace fin dal primo ascolto; spaccano il brano di Giulia Casieri, “Come Stai” e la sua voce; più tradizionale, ma decisamente intrigante, Alice Caioli, con “Specchi Rotti“.

Spiace che non ci siano generi più metallici tra i giovani, ma c’è ancora stasera.

Poi si sono esibiti dieci campioni tra i venti in gara, ma sono stati posticipati a questa sera Ermal Meta e Fabrizio Moro, sospesi in via precauzionale poiché il loro brano è sotto esame per essere simile a una canzone scritta da A. Febo, coautore di “Non Mi Avete Fatto Niente”.

Silenzio, la canzone che sarebbe stata plagiata, fu presentata a Sanremo Giovani nel 2016, cantata da Ambra Calvani e Gabriele De Pascali e nel ritornello recitava: “Non mi avete tolto niente, non avete avuto niente, questa è la mia vita che va avanti oltre tutto e oltre la gente”. Nel brano di Ermal Meta e Fabrizio Moro, il ritornello è: “Non mi avete fatto niente, non mi avete tolto niente, questa è la mia vita che va avanti, oltre tutto, oltre la gente”. (ascoltale qui).

Indubbiamente si tratta dello stesso brano, senza girarci troppo intorno, tuttavia, pare che Silenzio non sia mai stata esibita davanti a un pubblico, né mai inserita in un album, perciò  Ermal Meta e Fabrizio Moro hanno chiesto a Febo di rielaborarlo per portarlo al festival, pertanto, il brano rispetta il regolamento, e nemmeno si può parlare di plagio, poiché si tratta dello stesso autore.

Oltretutto, bisogna ricordare che, se proprio si volesse esaminare ogni singolo testo e ogni nota melodica, salterebbero fuori così tante assonanze da far rabbrividire il caso Al Bano e Michael Jackson, come, ma solo come esempio, la canzone di Mario Biondi, che riporta una frase di Eternità dei Camaleonti: “Stare qui ha il sapore dell’eternità”, contro “Averti qui ha il sapore dell’eternità”.

Solo che la canzone di Mario Biondi non dice nulla di interessante o di politicamente scorretto, pertanto, probabilmente  non dà fastidio a qualcuno impegnato in campagna elettorale in questi giorni come il brano di Ermal Meta e Fabrizio Moro.

Tornando alla serata di ieri, lasciando perdere le scemenze, a un certo punto il palco è stato teatro dell’esibizione di uno dei più grandi artisti al mondo, Sting, uno che va tranquillamente a fare la spesa in paese, nella sua residenza toscana, senza scorta, senza auto di lusso e cortei sfarzosi al seguito.

Senza tirarsela, insomma, lui che non ha vinto un talent qualche mese fa.

E anche per questo, dimostra la sua immensità umana, prima ancora di quella artistica.

Sting è anche occasione per Favino di dimostrare che in Italia non si parla solo l’Inglese da macchietta folcloristica di Renzi, ma si può essere famosi e scelti per dirigere Sanremo o per interpretare un ruolo al fianco di Tom Hanks perché si è meritevoli per davvero.

La bella sorpresa di Favino, inoltre, mette a tacere anche chi, erroneamente, punta il dito sui compensi di organizzatore e presentatori, dimenticandosi che il Festival di Sanremo va in onda solo per cinque sere, ma richiede un lavoro che inizia la prima settimana di ottobre e termina due mesi dopo la finale della gara, un lavoro che coinvolge milioni di famiglie nel nostro Paese, con compensi, quelli sì, che varrebbe la pena analizzare, perché troppo bassi.

Senza Sanremo, infatti, non ci sarebbe il suo indotto e resterebbero privi di occupazione milioni di persone, tra i quali: attrezzisti e montatori da palco; addetti alla scenografia e alle luci; musicisti; editori; addetti alle stamperie; masterizzatori di cd; dipendenti delle case discografiche; negozianti di musica; negozianti di strumenti musicali; insegnanti di musica, ballerini…

Senza dimenticare le persone che lavorano negli staff degli artisti, dei costumisti, dei fotografi, degli alberghi della riviera ligure e dei casinò.

Insomma, il Festival di Sanremo è una fabbrica di soldi senza il quale l’Italia avrebbe problemi occupazionali molto più gravi di quanto non abbia già.

Inoltre, il successo del Festival di Sanremo è anche un successo d’immagine del nostro Paese, anche per chi lo denigra e non lo segue, ma ne trae comunque benefici in virtù dei rapporti diplomatici e commerciali che l’Italia ha instaurato negli anni con altri Paesi, (Russia e Sud America in primis), proprio grazie al successo delle canzonette.

E anche quest’anno, il successo sembra sorridere al Festival della Canzone italiana.

Per fortuna, ieri sera si è presentato sul palco anche Claudio Baglioni, finalmente, uscendo un po’ dai panni ingessati del maggiordomo della Famiglia Addams, regalando alcuni raggi di sole del suo sublime repertorio, duettando magistralmente con i ragazzi de Il Volo e, soprattutto, con il grande Biagio Antonacci, accompagnato, come sempre, dall’immancabile Massimo Varini, uno dei più grandi chitarristi del nostro Paese.

Alla fine, con oltre 9.600.000 spettatori e uno share poco sotto il 48%, il Festival di Sanremo 2018 ha fatto registrare un nuovo record, superando quello dello scorso anno anche nella seconda serata, a dispetto della moltitudine di persone che si divertono sui Social a denigrare la manifestazione canora, per poi raccontarne dettagli come solo chi lo ha seguito in TV potrebbe fare.

Visto lo spettacolo sicuramente più incalzante e coinvolgente rispetto a quello soporifero della prima sera, è probabile che il successo possa accompagnare questa edizione fino alla fine.

Se poi Baglioni si lasciasse andare del tutto…

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