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SANREMO 2018, IL VINCITORE E’ FAVINO

Sanremo 2018, il vincitore è Favino

Anche il 68° Festival di Sanremo è giunto al termine, accompagnato dalle note di “Strada Facendo” dal suo direttore artistico, poco prima della proclamazione della canzone vincitrice. Tuttavia, il vero vincitore è Pier Francesco Favino.

di Pasquale Di Matteo

Si è concluso anche il 68° Festival della Canzone italiana e già si scatenano i soliti “Premetto che non ho visto il Festival, ma…” , veggenti capaci di analisi minuziose che neppure tu, che il festival invece lo hai seguito, saresti in grado di fare.

Un Festival, quello di Claudio Baglioni, in cui ha vinto innanzitutto il direttore artistico, perché i record di ascolti rendono sterile qualunque polemica si volesse avanzare.

E ha vinto Baglioni anche per aver scelto due compagni di avventura simpatici e capaci come Michelle Hunziker e Pier Francesco Favino, scartavetrando sul campo ogni lamento della vigilia.

Ha vinto la canzone migliore, “Non Mi Avete Fatto Niente”, di Ermal Meta, Fabrizio Moro e Andrea Febo, interpretata dal duo Meta e Moro, un brano che ha ritmo, coinvolge e tratta il sentito tema del terrorismo, con un testo che, quanto a spessore, era di un’altra categoria, secondo solo a “Stiamo Tutti Bene”.

Infatti, ha vinto anche Mirkoeilcane, perché la sua “Stiamo Tutti Bene” si è aggiudicata il premio per il miglior testo, cosa che si era intuita già dopo trenta secondi della sua prima esibizione, quando cominciavi a percepire che la storia del bimbo di sette anni “…sette e mezzo per la precisione…” non era banale e non sarebbe finita bene…

Perché si parla di gente che muore anche mentre specchiamo i nostri bei faccioni grassi nelle vetrine di un negozio o quando facciamo i conti per comprare un’auto nuova.

E… Sì, si parla anche di bambini che muoiono come carne da macello.

Ha vinto la donna, per il testo importante del brano di Nina Zilli e per l’interpretazione di Ornella Vanoni, che, come il vino buono, con qualche primavera in più risulta persino più gradevole.

Ma la donna ha vinto anche per la simpatia e l’invidiabile forma della nonnina ballerina de Lo Stato Sociale, nonché per la tenacia e l’umiltà di Laura Pausini, una che, con la voce presa a schiaffi dalla febbre, è comunque andata a cantare tra la gente, ricordando a tutti come, in fondo, anche chi se la tira e pensa di vivere su piedistalli dorati deve il successo a chi compra i dischi e fruisce di musica.

Si deve anche a un poliziotto che per sicurezza di una Noemi di turno si piglia del coglione da chi crede di essere di un altro livello.

Ha vinto anche Max Gazzè, perché l’armonia dell’arrangiamento della sua “La Leggenda di Cristalda e Pizzomunno” è una sinfonia  che ti desta dal divano come poche altre cose in questa gara.

Ma il vero vincitore di questa edizione del Festival di Sanremo è stato indiscutibilmente Pier Francesco Favino.

Lo abbiamo visto a suo agio nel presentare, nell’assistere e coadiuvare la brava e impeccabile Michelle Hunziker.

E’ stato istrionico, eccelso cantante nel suo mix di brani eseguito durante la prima sera, divertente e autoironico, in grado di dimostrare che gli Italiani possono anche parlare un Inglese fluente e, soprattutto, capace di strappare sorrisi e applausi senza essere mai banale, né volgare.

Cosa non scontata al giorno d’oggi.

E Pier Francesco Favino non ha vinto ai punti, ma per ko all’ultima ripresa, in un match che stava conducendo in vantaggio, ma in cui ha steso con un montante tra i denti una parte del pubblico in sala e di quello sdraiato sui divani di casa, quando si è calato nei panni di un extracomunitario per introdurre la canzone di Ivano Fossati “Mio Fratello che Guardi Il Mondo”, eseguita da Fiorella Mannoia.

Chissà, forse qualcuno avrà capito che si tratta di persone e non di merce che si può rispedire al mittente, richiamando rastrellamenti che hanno il sapore di un passato di cui dovremmo ancora vergognarci, ma ho imparato, purtroppo, a non illudermi.

Sicuramente, a distanza di anni, Favino sarà la cosa più bella che verrà ricordata di questo festival.

Ricorderemo anche la vertiginosa scollatura di Noemi, i cappotti in stile Poltrone Sofa di Mag Gazzè, le stecche della Nannini e i continui litigi tra l’intonazione e alcuni partecipanti alla gara.

Ricorderemo anche Il Cogiuntivo di Lorenzo Baglioni, nella speranza che possa spronare qualcuno a ristudiarlo.

E come dimenticare la nonnina de Lo Stato Sociale?

Ovviamente, venga messo a verbale che non abbiamo ascoltato pezzi di bravura al livello di Joe Satriani, dei Dream Theater o dei Marillion, ma Sanremo è Sanremo e piace anche perché è popolare e non solo per appassionati e addetti ai lavori.

Inoltre, il Festival di Sanremo vince perché ancora una volta è stato un successo, grazie al lavoro di milioni di persone che vivono proprio grazie al festival, uomini e donne che, per stipendi normali, ogni anno contribuiscono ad allestire lo spettacolo più seguito e importante d’Italia.

Pensiamo agli attrezzisti, ai montatori, agli autisti, agli staff dei cantanti, ai musicisti, ai dipendenti delle case discografiche, ai costumisti, agli arrangiatori, ai parolieri, agli editori…

E come dimenticare il personale dei negozi e degli alberghi di Sanremo e di tutta la riviera ligure, che grazie al Festival costruiscono la metà delle entrate annue?

Io stesso, quando vado a Sanremo durante la manifestazione canora, soggiorno a Bordighera, perché è sostanzialmente impossibile trovare una camera libera nella città dei fiori.

Parliamo di milioni di persone che, senza questa manifestazione, dovrebbero cercarsi un altro lavoro.

E parliamo di un Festival che è immagine dell’Italia nel mondo, una manifestazione grazie alla quale abbiamo instaurato rapporti diplomatici e commerciali con Paesi importanti per le nostre imprese.

Tutte cose che sfuggono ai pressapochisti del “I compensi dei presentatori sono uno scandalo“.

Tuttavia, non potendo criticare i dati di ascolti del Festival, gli irriducibili contrari alla manifestazione già si stanno organizzando per deridere i brani e analizzare la classifica.

E anche per questo motivo il Festival di Sanremo è uno degli show più seguiti e copiati al mondo.

Leggi anche Perché il Festival della Canzone italiana a Sanremo e i nostri articoli nella Pagina Mistery, sull’11 settembre, sull’omicidio di Lady D e sul caso Rudolf Hess.

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