Annunci
Skip to content

RIMBORSI CINQUE STELLE, COSA DA UN PAESE NORMALE

Rimborsi Cinque Stelle, cosa da un Paese normale

La truffa dei rimborsi ai danni del Movimento 5 Stelle, per la stampa italiana, diventa un “Buco di bilancio”, un danno per i cittadini, dimenticandosi che si tratta di stipendi legittimamente percepiti e che solo per libera scelta il Movimento ha deciso di restituire in parte, cosa mai imitata da altri.

di Pasquale Di Matteo

In un Paese normale, i giornalisti impegnati a far domande ai candidati alle prossime elezioni del 4 marzo insisterebbero sull’unica novità positiva introdotta nella politica italiana negli ultimi sessant’anni, ovvero il fatto che un nutrito gruppo di Parlamentari abbia deciso di restituire alla popolazione parte dello stipendio legittimamente percepito.

Pazzia, stupidità, delirio allucinatorio… Sta di fatto che un gruppo di persone che in un Paese normale sarebbero definite perbene e non fesse, come invece capita talvolta, di propria spontanea iniziativa hanno deciso di tagliarsi parte dello stipendio per ridarlo ai cittadini.

In Italia, uno dei Paesi più corrotti del mondo, una cosa del genere dovrebbe far notizia.

Il Movimento 5 Stelle, infatti, in questa legislatura ha restituito ai cittadini una cifra intorno ai 23 milioni di euro, non proprio bruscolini, grazie ai quali circa 7000 imprese hanno potuto vedere la luce.

Una Stampa seria chiederebbe ai vari Renzi, Berlusconi, Meloni, Salvini e Grasso perché in questi anni non abbiano mai ritenuto necessario tenere un simile atteggiamento, aspettando che fossero dei novellini della politica a introdurlo.

Degli incompetenti, come spesso vengono definiti.

E si chiederebbe loro anche come mai, visto che molti vizi sono stati copiati negli anni, tipo la corruzione, la truffa e la compravendita di voti, questo strano atteggiamento di restituire parte dello stipendio non abbia invece trovato proselitismo tra le fila degli altri schieramenti di competenti.

In un Paese normale, dando il beneficio del dubbio e prendendo per buone tutte le eventuali giustificazioni, i giornalisti avrebbero almeno l’ardire di chiedere quanto vorrebbero restituire nella prossima legislatura i Parlamentari del Partito Democratico, di Forza Italia, di Potere al Popolo, di Fratelli d’Italia e della Lega.

Da cittadino, mi piacerebbe anche capire come mai solo il Movimento 5 Stelle pretenda la fedina penale pulita ai suoi candidati, ma capisco che i vari Vespa, Gruber e Fazio abbiano qualche evidente difficoltà a porre certe domande. E anche su questo problema mi piacerebbe venissero fornite delle spiegazioni almeno credibili.

Invece, a Renzi, a Berlusconi e a tutti gli altri leader viene permesso di esternare beatamente le proprie critiche nei confronti del Movimento 5 Stelle, reo di essere a loro dire disonesto poiché ci sarebbe un ammanco nelle restituzioni. Restituzioni, ripetiamo, di stipendi legittimi.

In pratica, alcuni Parlamentari del movimento avrebbero presentato la ricevuta del bonifico di restituzione, salvo poi annullare l’operazione entro i termini concessi dalle banche.

La cosa è, ovviamente, una truffa ai danni del Movimento e non certo ai danni di un cittadino italiano!

Un danno che il Movimento, grazie alle rigide regole interne, affronterà probabilmente con l’espulsione, sebbene, di fatto, i Parlamentari furbetti in oggetto non abbiano compiuto alcun reato previsto dal nostro ordinamento giuridico.

Ed è probabile che, quando costoro verranno espulsi, i giornalisti grideranno allo scandalo e alla dittatura, proprio perché sono sempre sul pezzo.

Bisogna precisare, cosa che i quotidiani avrebbero dovuto sbattere in prima pagina, ma probabilmente avevano altri interessi, che non esiste alcuna legge che obblighi un Parlamentare a restituire una parte del proprio stipendio, motivo per il quale la cosa avrebbe dovuto suscitare almeno giubilo; i furbetti pentastellati si sono semplicemente macchiati di un comportamento indecoroso in quanto si fa parte di un Movimento che richiede due regole fondamentali: presentare una fedina penale pulita e restituire una quota dello stipendio.

Ma cosa fa la stampa? Parla della truffa ai danni del Movimento 5 Stelle? Sottolinea che il Movimento ha restituito 23 milioni di euro, grazie ai quali molte persone hanno trovato lavoro? Scrivono dello scandalo di qualche furbetto che danneggia l’immagine del Movimento? Si domanda come mai chi critica non abbia mai restituito neppure l’ossigeno che consuma?

No.

La stampa è impegnata ad amplificare le proteste degli altri politici, quelli che lo stipendio se lo sono sempre tenuto ben stretto e fan parte di partiti in cui qualcuno ha trovato modo di arrotondare illecitamente, con esperienze di alta caratura, spaziando dalla truffa al falso in bilancio, dall’attività mafiosa alla corruzione.

I titoloni si sprecano, inneggiando alla truffa ai danni dei cittadini, fino al buco nei conti, dimenticandosi di specificare che l’ammanco e il buco non sono nelle casse dello Stato, ma in quelle del Movimento 5 Stelle.

Non sono, per esempio, né soldi rubati, tanto meno miliardi regalati alle banche degli amici e parenti di qualche ministro e sottosegretario, quelli sì buco nelle casse dello Stato e ammanco per i cittadini!

Se non fosse grave, la cosa risulterebbe anche tragicomica, pensando a un nonno che, come scritto nero su bianco in alcune sentenze della Magistratura, pagava Cosa Nostra e oggi pontifica, o a un Renzi, partito in treno nella sua campagna elettorale, finito oggi in bicicletta e domani, chissà… Vista la sua manifesta inaffidabilità, che sta trascinando il PD verso la peggior sconfitta della sua storia, lo troveremo agli angoli delle strade a chiedere un passaggio.

Addirittura, si mettono in discussione i metodi di selezione dei candidati, quando si parla da pulpiti di partiti che hanno centinaia di incandidabili nelle proprie liste, gente che, in un Paese normale, andrebbe bene giusto per i dettagli di un corso di affari illeciti presso le Facoltà di Giurisprudenza.

Si pontifica dall’alto di partiti costretti a candidare a Bolzano persone che si sono bruciate sul campo tutte le chance di credibilità e che annoverano tra le proprie liste personaggi che  nell’arco della loro carriera politica hanno cambiato più simboli che mutande.

Insomma, diciamocelo: l’Italia è un Paese che funziona alla rovescia!

Con questo non significa certo che i 5 Stelle siano la panacea di tutti i mali e, anzi, bisognerà vedere se saranno in grado di mantenere la rotta dell’onestà nel caso in cui dovessero entrare nelle stanze dei bottoni, laddove la Nutella fa gola a molti, tuttavia, se a parlare da pulpiti marci si corre il rischio di cadere, è vero anche che, non avendo mai fatto meglio su certi temi, né neppure ipotizzato di fare cosa analoga, sarebbe meglio tacere. E, certo, qualche maggiore accortezza nello scegliere i candidati, in futuro, andrà fatta, sebbene non vi siano paragoni con gli altri.

Tacere, se non si è mai stati un esempio.

Non si miglioreranno le cose, ma almeno si eviterà di peggiorare la propria situazione con ben magre figure.

In un Paese normale si farebbe anche questo.

Ma noi non siamo un Paese normale.

Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo sui social utilizzando i pulsanti qui sotto.

Se lo ritieni giusto, senza alcun impegno, puoi effettuare una donazione anche di pochi centesimi: per info clicca qui.

Iscriviti a Eventi Armonici, è gratis.

Segui la nostra Pagina Facebook mettendo un “mi piace”.

Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: