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QUESTIONE DI COMPETENZE

Questione di competenze

In Italia si parla spesso di competenze, di istruzione, di cultura generale, e quando si tenta di fotografare il quadro della situazione, ciò che emerge non è sempre positivo.

di Pasquale Di Matteo

Nel nostro Paese, il concetto di competenza è oggetto di interpretazioni più o meno perspicaci, azzeccate o palesemente forzate per sostenere il proprio pensiero.

C’è chi ritiene competenti tutti i laureati e chi no, per esempio, e chi salta da un’idea all’altra a ogni morso dato alla brioche a colazione.

C’è chi ritiene un ministro Calenda competente, laureato e dirigente d’azienda, e incompetenti quelli non in possesso di una laurea; tuttavia, si cambia idea quando si parla dei ministri Orlando, Lorenzin e Fedeli se si appoggia quella parte politica, perché, lo sappiamo bene, lo sport più praticato in Italia è quello dell’arrampicarsi sugli specchi pur di ottenere ragione.

Ma la ragione è l’ambizione più elevata dell’ignoranza, in quanto la cultura sa che esistono punti di vista differenti e non una verità assoluta.

Quindi, è competente Calenda? Sono incompetenti gli altri? Sono tutti competenti o..?

L’istruzione può certamente aiutare in determinate competenze: ci si può improvvisare informatici, idraulici, persino medici, ma solo una formazione specifica  fornirà le conoscenze necessarie per determinate mansioni, ovviamente.

Tuttavia, più sono tecnici e specifici i titoli, minore è l’applicazione su temi di cultura generale, di conseguenza, anche le capacità di analisi offrono possibilità limitate.

E la cultura è formata da gocce di sapere che l’istruzione può fornire solo marginalmente, perché essa matura attraverso le letture, gli studi, i viaggi e le conoscenze che si sviluppano dopo l’età scolare.

In verità, la Scuola dovrebbe fornire un metodo per acculturarsi all’infinito, perché nessun medico, nessun avvocato, nessun ingegnere potrà mai contare solo sugli studi universitari per essere sempre attuale.

Ciò vale ancora di più per la cultura e per le competenze.

Perciò, chi ha detto che un laureato in Ingegneria meccanica sia più competente del ministro Lorenzin alla guida della Sanità o del ministro Fedeli all’Istruzione? Come e perché potrebbe esserlo un laureato in Scienze motorie?

Chi può sostenere che un laureato in Giurisprudenza si sia poi fatto una cultura in merito alla gestione del personale, alla storia del mondo della Scuola, al funzionamento della Sanità, al mondo del Lavoro..?

Quando si parlerà di ammortizzatori sociali, a una conferenza, quanto si sa della loro storia? E del movimento ameboide? Della chemiotassi positiva? Delle DSA? Della differenza tra Impresa e Azienda?

In un Paese in cui, nelle chiacchiere da bar, si scambiano le Tasse per le Imposte, queste sono domande più che legittime.

Magari, sarebbe buona norma posizionare ai ministeri laureati esperti del settore di quello specifico ministero, anche se la vecchia politica ha sempre preferito fare i conti con lo scambio di poltrone in cambio dell’appoggio ai governi, ma…

Qui si aprirebbero altri discorsi che porterebbero a chiedersi come mai, ora che i 5 Stelle hanno presentato i loro futuri ministri, tutti docenti universitari e/o esperti di livello internazionale, chi la menava tanto sulle competenze ora stia storcendo il naso per il fatto che i governi siano sempre stati formati dopo il voto, dimostrando la palese incomprensione verso la cultura del nuovo, che passa anche dall’evitare la svendita di poltrone per apparentamenti fittizi che al Paese non hanno mai dato nulla di buono.

Apparentamenti che, invece, la vecchia politica non vede l’ora di riproporre, visti i malumori.

Ma torniamo al tema delle competenze.

Di laureati in Parlamento ne sono passati parecchi, ma chi ha avuto modo di vedere i servizi di diverse inchieste televisive sul tema della cultura generale, ha potuto notare come l’unica cosa che in Italia appare trasversale sia l’ignoranza.

(Clicca qui per vedere il video)

Servizi analoghi sono stati girati davanti agli atenei e agli istituti superiori, dove alle domande di cultura generale erano capaci di rispondere davvero in pochi.

Sai in quale periodo Tambroni fu presidente del consiglio? Sai elencare i presidenti della Repubblica?

Sai collocare nel tempo la rivoluzione francese? La Seconda Guerra Mondiale?

Domande all’apparenza banali, ma che fanno cadere dai piedistalli tutti quelli che sotto i piedi hanno le furtive sbirciate a Google e non pigne di libri letti.

E ci si accorge di come l’ignoranza dilaghi nel momento in cui si parli del saggio appena letto con gli amici, quando le compagnie generalmente si sgretolano in gruppetti, dove i più numerosi preferiscono mettersi intorno a un Tablet per sbirciare gli inquilini del Grande Fratello o gli avventurosi naufraghi su un’isola dispersa, in cui malcostume, pettegolezzi e chiacchiere riempiono ogni spazio, compreso il vuoto creato dall’ignoranza e dal nulla che esprimono.

Recentemente, gira un video esilarante sui Social, nel quale uno sbigottito reporter pone domande semplici a persone di ogni età, compresi giovani freschi di studi, dove le risposte sono in linea con le inchieste condotte fino a oggi.

Si scopre che la Rivoluzione Francese è avvenuta a cavallo della Prima Guerra mondiale, intorno al 1850; che l’Unità d’Italia è del 1950; che ora c’è un altro presidente della Repubblica che è… Mmh… Boh… Perché Napolitano è morto; che il primo re d’Italia fu Vittorio Emanuele I, con Roma capitale…

(Clicca qui per vedere il video).

Per carità, la nozionistica è roba da cruciverba, ma quando mancano le basi, quando non si conoscono neppure i confini dell’Italia o la sua storia, come si fa a comprendere i discorsi sulla TAV e sulle politiche economiche, facendosi un’idea supportata da solide basi?

Se non si conosce la geografia politica e la storia recente di una città gigantesca come Roma, come si può giudicare l’operato di una giunta?

Se non si ha la più pallida idea nemmeno di chi sia il Presidente della Repubblica, come si può disquisire sulla formulazione di una nuova legge elettorale?

Se non si conosce la storia dello sviluppo della Lombardia e della famiglia degli Azzaretto, come si può valutare l’operato di certi politici?

Perciò, non stupisce che ci siano persino esponenti giovani portati al potere dal Renzismo, come la Serracchiani, convinti che la seconda più alta carica dello Stato debba sottostare ai voti espressi dalla maggioranza dell’assemblea di un partito, uno che, nel caso di impossibilità di Mattarella ad assolvere ai suoi compiti, assumerebbe i poteri del Presidente della Repubblica.

E di competenze parla anche il direttore de Il Giornale, Sallusti, uno che afferma di fronte a un D’Alema sbigottito, in diretta televisiva, che il Movimento 5 Stelle ha votato la fiducia all’attuale legge elettorale e scrive che la terra dei fuochi non esiste.

Ma ci crede davvero o ci fa?!

Il problema grave è che questa ignoranza porta ad apporre una bella X su simboli di partiti senza nemmeno conoscere quando si andrà in pensione grazie a quei partiti, quante tasse sono state aumentate e quante aumenteranno se torneranno ancora al potere.

Cosa vorrebbe fare per noi e per il futuro dei figli chi sta per ricevere la nostra X, se hanno mai avuto a che fare con la delinquenza, la mafia, o sono stati corrotti, evasori, elusori…

Con ciò non intendo dire che gli ignoranti votino da una parte e gli altri no, altrimenti saremmo tutti ignoranti dal punto di vista di ciascuno, ma che tanta gente vota per sentito dire, per le chiacchiere da bar, perché crede a fake news e non perché ha maturato un proprio pensiero strutturato e ha il sacrosanto diritto di scegliere in base alla propria legittima libertà d’opinione.

C’è una totale disconoscenza delle cose per cui gli avversari sono l’incarnazione del male, mentre il proprio credo è la Verità assoluta.

Ci sono persone che ti cancellano dai Social se ti permetti di dissentire in merito a un avvenimento o a una nomina,  per la quale i partiti e i movimenti di appartenenza si trasformano in divinità infallibili, capaci di dispensare esclusivamente il bene, laddove una tessera racchiude il pensiero all’interno di mura tinte solo dei propri colori.

Una deriva, questa dell’ignoranza, che alimenta personaggi abilissimi nel mentire e nel cavalcare il contrario di quanto affermato, come Renzi e Berlusconi, per i quali la disinformazione di un Sallusti e l’ignoranza endemica sono il profumo della vita.

L’ignoranza non permette di affrontare i veri problemi della società, poiché la Siria si trova, boh, in Africa..? … Mmh… Non lo so… Le armi sono create dall’ISIS e non dalle multinazionali occidentali e il Jobs Act ha creato un milione di posti di lavoro a tempo indeterminato, con diritti certi che permetteranno di sorridere al futuro, senza contare il fatto che il prodotto interno lordo è aumentato dell’1,4% e tutti stanno meglio perché quella maggior ricchezza è stata distribuita ai soggetti più deboli del mercato.

E magari il Benevento non vince lo scudetto perché gli arbitri tifano Napoli e Juventus.

Allora, domenica tutti in coda all’alba, per essere i primi, per avere la chance di cambiare la nostra vita, dimostrando le nostre qualità, le nostre competenze, quanto teniamo davvero a fare di tutto affinché possiamo dare il nostro glorioso contributo alla società che vorremmo per i nostri figli.

Pensavate mi riferissi al 4 marzo?

Sbagliato.

Mi riferivo ai prossimi casting del Grande Fratello, dove non serve saper cantare, avere una bella voce, saper recitare, saper suonare, scrivere, comporre, saper ballare.

E dove nessuno se ne fotte se avete una cultura.

Bastano solo una bella faccia, un paio di gambe da urlo, un bel culo e tette da mostrare alle telecamere, magari durante un litigio sotto la doccia, nonché la capacità di dare un senso al trascorrere delle ore con un’infinità di luoghi comuni e parolacce.

Questione di competenze.

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