Annunci
Skip to content

QUANDO LA SCUOLA SI PIEGA ALLA SOCIETA’

Quando la Scuola si piega alla società

Il caso del Professor Falsone, punito dall’istituto presso cui insegna per essere stato preso a schiaffi dai familiari di un alunno, è solo l’ultimo episodio che testimonia come il mestiere dell’insegnante e il ruolo della Scuola siano ormai considerati meno importanti di un qualunque finto protagonista delle pubblicità, con la Scuola piegata alla società.

di Pasquale Di Matteo

Il 21 dicembre 2017, presso la scuola media di Casteller di Paese, in provincia di Treviso, il professor Giuseppe Falsone rimprovera un alunno, reo di non aver rispettato il regolamento, né l’autorità dell’insegnante.

Falsone insegna Matematica ed è riconosciuto dai colleghi come persona perbene, dal comportamento irreprensibile, e mai si sarebbe sognato che il semplice esercizio delle sue funzioni di educatore potesse attirare le attenzioni dei media.

In seguito all’episodio del rimprovero, l’istituto viene tempestato di telefonate da parte dei genitori del ragazzo, che chiedono di incontrare il docente.

Ai miei tempi, quando agli insegnanti si portava rispetto perché trasmettevano il sapere ai più giovani ed erano considerati il vero motore della crescita di un Paese, i genitori si sarebbero presentati da Falsone per chiedere conto della dinamica dell’accaduto, per scusarsi a nome del figlio, e per trovare insieme la giusta punizione che potesse far capire al giovane come, in una società civile, le regole si possono discutere, si possono cambiare, ma, prima di ogni altra cosa, si rispettano.

Invece, dall’incontro con i genitori e il fratello più grande dell’alunno redarguito, Falsone ha rimediato un paio di schiaffi e qualche ora trascorsa al Pronto Soccorso.

Di rientro dalle festività natalizie, l’insegnante ha scoperto persino che nei confronti dell’allievo l’istituto non ha preso alcuna iniziativa, mentre è stata aperta una contestazione disciplinare nei suoi confronti, come se fosse diventato il protagonista di una barzelletta.

Una beffa che in una situazione normale risulterebbe scandalosa, ma che collocata nella società italiana di oggi ha un peso assai minore.

Innanzitutto, basta vedere le discussioni dell’ultima campagna elettorale per capire lo stato attuale delle cose: disonestà, corruzione, concussione, frodi e associazione a delinquere sono le vere protagoniste.

Ci sono liste di pregiudicati che vengono difesi dai leader come se si trattasse di una cosa normale e non si fa nemmeno caso al fatto che interdetti da Pubblici Uffici e in odore di mafia, per sentenze della Magistratura, vengano intervistati in ogni tribuna elettorale.

E’ tutto normale.

La società si è a tal punto assuefatta al rifiuto delle regole che quando qualcuno ne chiede il rispetto e punta il dito contro i malfattori viene ridicolizzato e messo all’angolo, così come si definisce fesso, incapace di stare al mondo chi non voglia cadere in comportamenti poco limpidi ma redditizi, come nel caso dell’evasione e dell’elusione, dove i furbi diventano esempi da seguire.

Mentre una volta i figli erano dei cuccioli da educare e a cui far capire che in una società civile esistono delle regole, perché la stessa possa funzionare e perché la libertà di un individuo comincia al confine di quella di chi gli sta accanto, oggi alcuni genitori si sono trasformati in bamboccioni ignoranti educati dai figli.

I bambini decidono cosa guardare in TV, quale film andare a vedere al cinema, dove andare in vacanza, cosa mangiare a cena, come vestirsi…

E se da un lato far partecipare i bimbi alle piccole “decisioni” familiari è positivo per il loro corretto sviluppo psicologico e l’assunzione di una propria identità, non lo è affatto, invece, trattarli come dei piccoli Buddha, come affermato da Paolo Crepet, il noto Psichiatra e Sociologo italiano.

Ci sono dei genitori che spingono i figli a praticare sport che si svolgano al chiuso per difenderli dal freddo, altri arrivano a sconsigliare eventuali periodi di studio all’estero ossessionati da mille paure.

I figli sono diventati degli dei, verso i quali mostrarsi incondizionatamente devoti, anche se quel figlio è stato maleducato, indisciplinato o è un delinquente. Dio è Dio e se ha fatto qualcosa di male, ammesso che poi si tratti di qualcosa di male, in quanto Dio, avrà avuto comunque un valido motivo.

Una difesa perenne persino di fronte all’evidenza e anche in presenza di fatti ben più gravi in cui si è coinvolti da adulti. Ma, si sa, un figlio è sempre un figlio.

Ci sono persino delle madri che accompagnano ventenni al primo colloquio di lavoro in azienda, i cui neuroni, evidentemente, non sono neppure in grado di formulare l’ipotesi che la loro presenza valga già dieci punti a sfavore di quel figlio che vorrebbero proteggere e che, invece, presentano come uno sfigato.

E quale valore educativo potrà mai suggerire quel genitore che si permette di alzare le mani nei confronti di un insegnante e che a casa si gongolerà dei propri muscoli, come un picciotto qualunque?

Quant’anche il professore in oggetto avesse sbagliato, esistono gli organi competenti a cui rivolgersi, non ci si fa certo giustizia da sé, inoltre il ragazzo protagonista della vicenda della scuola in provincia di Treviso si sentirà oggi più forte e intoccabile, visto che l’istituto non ha preso alcun provvedimento, e si arrogherà il diritto di essere ancora meno rispettoso nei confronti degli insegnanti ogni volta che lo riterrà opportuno, secondo i propri capricci.

D’altronde, il mondo della Scuola è sotto attacco a causa di un’ignoranza sempre più endemica e perniciosa che porta milioni di famiglie a ritenere che lo studio non sia indispensabile per il futuro dei figli.

“Troppi laureati che prendono due soldi” e “non ci sono vantaggi ad avere una cultura superiore”, affermano, mentre sbavano di fronte ai sorrisi costruiti del tizio che guida la nuova auto di lusso e della top che mostra con orgoglio la sua nuova collana di diamanti, nelle pubblicità. (Leggi anche qui).

Una società in cui molti svenderebbero moglie e mariti per qualche soldo in più, proprio per quell’auto di lusso e quella collana vista in televisione.

Leggere, acculturarsi, impegnarsi negli studi è vista per molti genitori una perdita di tempo, perché quelle ore potrebbero essere spese in altre attività, più idonee a raggiungere il livello dei nuovi veri eroi.

Sì… Del tipo alla guida dell’auto di lusso e della snob con la collana di diamanti.

Perché tutto ormai si riduce a quello, a imitare i protagonisti delle pubblicità, giovani, belli, ricchi, persone perfette che conducono vite perfette. (Leggi anche qui).

Di conseguenza, i nostri figli si trasformano in esseri perfetti, persino superiori, dei Buddha da proteggere perché non si può insegnare nulla a un Buddha.

Un figlio è un figlio, mica uno squallido professore delle medie, d’altronde!

Un distacco sempre più profondo dall’attività didattica proprio in un momento di deriva culturale in cui servirebbe, invece, una maggiore sinergia tra famiglie e insegnanti, per far capire agli alunni che la scuola non è un luogo in cui degli adulti cattivi scaricano le proprie frustrazioni sugli allievi, ma, al contrario, l’unico posto in cui trovare degli amici veri, che, senza chiedere nulla in cambio, sono disposti a coadiuvare i genitori nell’educazione e capaci di insegnare ciò che più di ogni altra cosa servirà nella vita: il sapere.

Sapere per non essere posti agli angoli della società; sapere per lavorare; sapere per non essere truffati; sapere per capire che bisogna accrescere continuamente il proprio sapere per non restare ai margini.

Nella società delle pubblicità, questo distacco si avverte prepotentemente nel mondo dell’istruzione proprio in virtù del fatto che sembra di vivere una caccia alle streghe, dove queste ultime non hanno più capelli grigi e spettinati, né pentoloni pieni di liquidi fumanti, ma libri sotto il braccio e delle penne in mano, strumenti grazie ai quali trasmettono la loro magia: la trasmissione della cultura.

Viviamo in una società dove ci sono delle persone che sui Social ti eliminano l’amicizia perché non ti conformi al loro pensiero, perché ti permetti di dissentire nei confronti di tesi rette da fake news.

E, se è vero che tutti ignoriamo qualcosa, mentre lo stolto si arrocca sulle proprie convinzioni, senza accettare un contraddittorio, né il fatto che possano coesistere punti di vista differenti, la persona intelligente sarà invece sempre pronta a conoscere qualcosa di nuovo e ad accettare altre opinioni.

Ma chi si arrocca alle proprie assolute verità non risulta solo un nome con una piccola foto sulla bacheca di un Social, ma spesso si tratta di un genitore, magari capace di andare a prendere a schiaffi un insegnante perché ha rimproverato suo figlio, permettendosi di dissentire in merito alla sua perfezione.

Dove lo schiaffo di un genitore a un insegnante rappresenta, in realtà, un pugno allo stomaco tirato al mondo della cultura da parte della società della non cultura. (leggi anche qui).

Un distacco tra ignoranza e cultura che porta anche molte famiglie a non seguire i consigli degli insegnanti di fronte a casi di alunni che potrebbero presentare alcune difficoltà, come nel caso di DSA, facilmente superabili con l’aiuto di Psicologi.

Anche in questo caso, spesso l’ignoranza pretende di sostituirsi al giudizio di un insegnante e persino a quello di uno Psicologo, senza intuire neppure vagamente che a farne le spese è sempre il bambino.

Dunque, il problema non è confinato al rapporto Scuola – Famiglia, né si può relegare al contesto educativo dei più giovani, ma coinvolge un’intera società alla deriva, senza più fondamenta, né punti cardinali per orientarsi, che non siano il politico corrotto, il mafioso, il furbo elusore o il protagonista delle pubblicità che ne incarna gli aspetti più apparentemente positivi.

Una società in balia solo della ricerca sfrenata del raggiungimento a ogni costo di una vita zeppa di edonismo e benessere condito di finta perfezione, in cui i valori veri e gli spessori più elevati vengono posti in secondo piano perché non più compresi.

Uno stato di cose in cui i governi sembrano impotenti, perché la politica è sempre a caccia di voti e i bacini d’utenza risultano più folti tra chi insegue le nuove tendenze

La cosa grave è che se si continua a ritenere questa società normale, se si continua a non intervenire, a non educare i giovani a valori che non siano l’auto di lusso e la collana di diamanti, se si continua a offrire come modelli furbi e delinquenti di successo, il futuro non potrà che essere fatto di genitori picciotti che prendono a schiaffi degli squallidi insegnanti.

Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo sui social utilizzando i pulsanti qui sotto.

Se lo ritieni giusto, senza alcun impegno, puoi effettuare una donazione anche di pochi centesimi: per info clicca qui.

Iscriviti a Eventi Armonici, è gratis.

Segui la nostra Pagina Facebook mettendo un “mi piace”.

Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: