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PRIMA PERSONALE DEL PITTORE THEOPA

Prima Personale del pittore THEOPA

Sabato 13 ottobre, si inaugura la prima Personale del pittore THEOPA, presso la Galleria Ciak Albatros, a Parma. Una mostra in cui l’artista cremasco racconterà la propria visione della società.

di Enza Katia Mazzei

THEOPA è il nome d’arte di Pasquale Di Matteo, artista poliedrico della bassa pianura lombarda, particolarmente attento all’evolvere del presente e della quotidianità.

La sua è una pittura viscerale, che imprime colori vivaci sulle tele atti a raccontare messaggi forti e inequivocabili, urlati a gran voce, perché tutti abbiano ad ascoltare.

Si parla delle guerre che flagellano alcune zone del pianeta, conflitti che THEOPA definisce panacea per i ricchi imprenditori delle armi dell’Occidente, per i quali le persone che muoiono ogni giorno sono danni collaterali che non devono infastidire il gonfiore del loro portafogli.

Grovigli Umani

Grovigli Umani. Acrilico su tela 80×60

Theopa mette a nudo l’inganno di un sistema finanziario che riduce le persone in schiavi, erogando soldi inesistenti spacciati per debiti da restituire.

L'Inconsistenza dei Debiti

L’Inconsistenza dei Debiti, Acrilico su tela 90×65

Somme che, se da un lato non esistono, perché nessuna persona denota mancanze di denaro, dall’altro testimoniano la fragilità del sistema capitalista, pronto a crollare se questi enormi flussi di moneta virtuale non venissero più immessi nel mercato.

Tuttavia, il tema centrale della Personale di THEOPA è l’identità.

Quasi tutti i protagonisti ritratti dal pittore cremasco sono privi di volto, qualcuno persino di genere, e rappresentano la società di oggi, in cui tutti cercano l’identità dei vincenti raccontati dalle pubblicità.

Non si cerca più di raggiungere delle mete perché lo si sente, ma perché si vuole assomigliare al calciatore famoso, al ricco imprenditore, al tronista.

Non per il ruolo in sé, ma per tutte le maschere che quei ruoli possono permettersi, per tutte le cose materiali di cui possono circondarsi.

Nell’era dell’immagine e di Internet, sta prendendo piede la moda secondo cui conoscere, studiare, applicarsi siano perdite di tempo proprio in virtù della possibilità di trovare ogni risposta sul web.

Il vuoto culturale che ne consegue, sempre più evidente e pernicioso, va mascherato con l’ostentazione.

Orologi vistosi, abiti firmati, auto di lusso… Tutto quanto contribuisca a costruire il ruolo che si vuole assumere per meglio apparire diventa fonte di desiderio.

In questo quadro desolante, ne consegue che persino i sentimenti e i valori vengano posti in secondo piano.

Theopa ha l’abitudine di rappresentare i valori sani attraverso la figura della donna, raffigurata con volti spesso bellissimi, a simboleggiare un’identità matura e forte, al contrario dei manichini senza volto, la cui unica pienezza è il desiderio di accumulare oggetti per sentirsi qualcuno.

Dialogando con il pittore su questi contenuti, THEOPA ricorda che, durante l’apice della crisi economica, si sono suicidati più imprenditori che dipendenti senza lavoro.

“Ciò è dovuto al fatto che, in molti casi, i ricchi sono portati fin da piccoli a giudicare gli altri in base all’ampiezza del portafogli, non per lo spessore, per la personalità”, dice THEOPA.

“Quando chi ragiona in tal maniera resta senza niente, si sente additato da tutti, senza aria e, non potendo contare su valori e spessore culturale, quando si è vuoti dentro, il suicidio diventa una via di fuga”.

Per THEOPA è importante raccontare attraverso la sua arte il presente che viviamo, con messaggi chiari e forti che siano moniti per le generazioni future.

paranoia Theopa

PARANOIA – Acrilico su tela 80×50

Al pittore cremasco è stata dedicata una pagina intera della rivista d’Arte As Art, nel numero di marzo/aprile 2018.

Nel giugno scorso è stato scelto tra tanti per entrare a far parte della collettiva a numero chiuso organizzata dalla nota Semiologa e Critico d’Arte, Nadia Celi, Contemporary art, che si è tenuta nella suggestiva cornice del Palazzo Pincini Carlotti di Garda (VR).

La stessa Semiologa ha definito le opere presentate da THEOPA ricche di segni e cariche di contenuti e messaggi prepotenti, quanto inequivocabili.

La sua opera, L’INGANNO DEL PROGRESSO, notata dal critico d’Arte Antonio Castellana, ha suggerito allo stesso Professore la seguente analisi:

Un’opera che stratifica gli eventi del tempo in una scenografia che esalta il progresso come desiderio inalienabile della nostra società. Theopa, sia nella sua fase di preparazione che di esecuzione riesce ad esprimere un codice interpretativo che riflette il lato effimero della nostra vita. L’artista trae ispirazione dalla realtà, una realtà che cela continue insidie a cui tutti devono ravvedersi per raggiungere un’intensa emancipazione a cui nessuno può sottrarsi.”.

L'inganno del progresso

L’Inganno del Progresso. Acrilico su tela 90×65

Grazie alla Galleria Ciak Albatros di Parma, THEOPA è stato protagonista all’importantissima rassegna d’arte Artparmafair, in concomitanza con il Mercante in Fiera, presso il padiglione numero 7 delle Fiere di Parma, con le sue tele esposte nello stand della galleria.

La mostra personale di THEOPA sarà inaugurata sabato 13 ottobre, alle ore 16 e resterà visibile al pubblico per l’intera settimana successiva.

*si ringrazia Enza Katia Mazzei per la gentile concessione di questo brillante articolo

 

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