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PERCHE’ IL MOVIMENTO 5 STELLE NON VINCERA’

Perché il Movimento 5 Stelle non vincerà.

La campagna elettorale, partita con una raffica di accuse e impantanata nel marasma di promesse in odore di Oscar per la sparata dell’anno, è giunta ora al suo apice, con la cosparsa generale di quanto più letame sia possibile gettare sull’altro, pur di recuperare qualche voto.

di Pasquale Di Matteo

Recentemente, mi è capitato di abbandonare un contraddittorio, cosa più unica che rara, quando mi sono reso conto del fatto che stavo tentando di disquisire con persone non informate e cucite con ago e filo alle proprie idee non vere, dure da smuovere come le cozze dagli scogli, in cui persino la logica era trattata come una pallina da tennis schiaffeggiata dal dritto di Nadal.

Si discuteva del curriculum scolastico del ministro Valeria Fedeli, dove io affermavo, come qualunque persona informata sa, che la ministra non ha mai sostenuto l’esame di Maturità, mentre gli interlocutori ribattevano il contrario.

E a nulla è servito neppure postare ben due articoli di testate diverse, in cui, con un Italiano semplice, fluente e, come immaginavo, comprensibile, veniva spiegato quanto da me affermato.

Ma niente da fare: io sono rimasto quello che non riusciva a capire.

Quello che, messo alle strette, non è in grado di andare oltre le critiche a Renzi e alla Boschi senza proporre nulla, come tutti i 5 Stelle.

Chi ha mai detto di avere la tessera dei 5 Stelle? Boh…

E a niente è valso neppure mettere sul piatto le competenze di Lorenzo Fioramonti, economista di fama internazionale ed Emilio Carelli, un giornalista la cui professionalità è riconosciuta trasversalmente, che di proposte ne hanno fatte parecchie, almeno per chi sui quotidiani è capace di andare oltre le scemenze sugli spelacchi quotidiani.

Ma non c’è stato verso.

Gli interlocutori difendevano la Fedeli a spada tratta, un po’ come se, parlando di Calcio, ai miei Cristiano Ronaldo e Lionel Messi gli interlocutori preferissero il vecchio idolo delle ragazzine degli anni novanta, Nicola Berti. Come puoi continuare?

Alla fine, ho desistito, un po’ perché mi sembrava di sparare sulla Croce Rossa, per la manifesta ignoranza posta in campo, e poi perché mi son reso conto che l’Italiano medio è questo.

E’ quello che guarda con astio i Magistrati che condannano un delinquente a essere interdetto dai Pubblici Uffici perché si è macchiato di reati gravi, perché ha sottratto anche soldi dei cittadini, un signore che ha creato un partito insieme a un altro delinquente finito in carcere perché mafioso, mica come quei cretini dei pentastellati, che rubano i soldi dei propri legittimi stipendi.

E dove s’è visto mai?

E quando il delinquente si presenta in televisione, uno che è citato negli atti di sentenze definitive della Magistratura accanto alla dicitura “finanziava la Mafia”, tutti a sbavare, chiamandolo presidente.

Ma presidente di che?

Però, quando si commemorano Falcone e Borsellino, i sostenitori del presidente sono tra i primi a postare sui Social le immagini con qualche bel epitaffio in ricordo di questi integerrimi uomini di Stato.

Ma guai a ricordare loro che entrambi stavano indagando anche su di lui, sì, sul presidente, Silvio Berlusconi, indagini grazie alle quali si è arrivati poi a Dell’Utri.

Ma l’Italiano è anche quello che fagocita ogni sciocchezza esternata dall’uomo slogan per eccellenza, partito rottamatore, trasformatosi in pendolare sul treno della campagna elettorale e finito in bicicletta, con i sondaggi sempre più in picchiata.

Tra un po’, corriamo il rischio di trovarcelo agli angoli delle strade a chiedere un passaggio.

In un Paese normale, quando uno afferma a più riprese “Io non sono come gli altri! Non sono attaccato alla poltrona! Se perdo il Referendum, non solo vado a casa, ma smetto di fare politica! Si tratta di serietà!”, si ritira a vita privata, perché la sua parola è solida come una quercia e non labile come quella dei bambini di otto anni.

Se al contrario, con faccia tosta da pugile bastonato, ma troppo narciso per ammettere una sconfitta, si presentasse ancora agli Italiani a chiedere un voto, le persone perbene gli riderebbero in faccia.

Invece, poiché l’Italia non è affatto un Paese normale, non solo Matteo Renzi, l’uomo con la parola solida come quella di un bambino, è riuscito a riprendersi la Segreteria del Partito Democratico, ma è anche alla guida della coalizione di Centrosinistra.

E guai a ricordare all’Italiano medio che quello stesso partito l’aveva costretto a scendere in piazza contro le politiche del lavoro che voleva attuare il presidente, salvo poi attuarle in maniera persino più incisiva e devastante per i diritti di tutti una volta giunti al potere.

No, non ricordiamolo, l’Italiano medio non è in grado di capire.

E cosa dire del Movimento 5 Stelle?

Cinque anni fa promisero che non avrebbero mai stretto alleanze con nessuno e, quando rispettarono le promesse della campagna elettorale, furono aggrediti dai media e dagli altri politici, così come molti Italiani non capirono, abituati a inciuci, false promesse e malcostume come un bambino è abituato alla mamma.

E l’Italiano medio non sopporta il distacco dalle vecchie, sane abitudini, figuriamoci se potesse sorridere a chi voleva cambiare la mala politica.

Durante la legislatura, i 5 Stelle hanno promesso che avrebbero versato parte dei propri stipendi al microcredito per le imprese voluto da Prodi anni addietro, ma rimasto sostanzialmente a poltrire senza un euro prima dell’avvento di questi marziani della politica, di questi pivelli che volevano portare un briciolo di morale ed onestà in Parlamento.

Eh sì, figuriamoci! Non c’era riuscito Berlinguer?!

E’ bastato un servizio della trasmissione Le Iene, che ha evidenziato come un manipolo di pentastellati si sia fatto furbo, frodando il Movimento e non gli Italiani, non restituendo quanto promesso, per far passare l’intero Movimento 5 Stelle disonesto, al pari di una Boschi qualunque, che sfruttava il proprio ruolo istituzionale per favorire amici e parenti, o dei vari inquisiti di PD e Forza Italia, per reati che vanno dalla truffa alla concussione, all’appropriazione indebita di soldi pubblici.

Mica come i pivelli marziani che evitavano di donare i propri stipendi!

Il tutto condito dai soliti giornalisti, prontissimi a trasformare il termine donazioni in rimborsi, perché magari faceva un po’ schifo anche ai più leccapiedi criticare chi comunque non aveva donato soldi che erano propri; meglio parlare di rimborsi, come se si fossero appropriati di soldi non loro, come fanno gli altri da sempre.

Tanto l’Italiano medio non cambia. E’ sempre pronto a cascarci.

Non è certo attento al piccolo dettaglio fornito dal Ministero di Economia e Finanza, che ha sancito che il Movimento 5 Stelle ha donato oltre 23 milioni a questo microcredito, mentre tutti gli altri partiti messi insieme arrivano a zero.

E i milioni, in realtà, sono circa 90, poiché ai 23 vanno sommati i 50 di rimborsi per le campagne elettorali del Movimento e gli stipendi dei consiglieri regionali.

E l’Italiano è anche quello che ammira quelli con le auto di lusso e gli orologi costosi al polso, quelli che hanno la fabbrichetta fatta da sé, e poco importa se una delle prime cose che tutte le Partite Iva fanno una volta avviata l’attività è cercare un Commercialista più capace e furbo, per eludere il Fisco.

Lo sanno tutti e lo fanno tutti, perciò diventa normale, e se ne parli, ovviamente, per l’Italiano medio sei un sognatore, un extraterrestre.

Loro, quelli furbi, risultano dei fenomeni, mentre tu sei un invidioso coglione. Vuoi mettere?!

D’altronde, l’Italiano guarda in cagnesco il vicino di casa che, a causa di difficoltà economiche, è in ritardo con le bollette e con le spese condominiali, ma pende dalle labbra di uno che si rifiuta di restituire 600 milioni di euro di prestito alle banche, perché quello si chiama De Benedetti, è un Ingegnere pieno di soldi e va in televisione a esternare il proprio pensiero.

Mica si tratta di un povero Cristo qualsiasi!

L’Italiano medio è uno che si scandalizza per le fake news, ma quando gli ricordi che la più grande dispensatrice di fake è stata il Ministro Lorenzin, che parlava di un’epidemia di morbillo a Londra che aveva causato la morte di oltre 200 bambini in un solo anno, mentre il sito del Ministero della Salute inglese, mica un blogger qualsiasi, citava solo un caso di morte sospetta, perciò neppure attribuibile solo alla malattia esantematica in questione, allora sbraita.

Gli si gonfia la vena, perché pare che esistano fake necessarie e ci sono competenze auliche che gli altri non possono nemmeno comprendere e…

La serie di scemenze è talmente ghiotta che non vorrei far ammalare di diabete chi legge.

Ma niente, quelli del Movimento 5 Stelle sono convinti di potercela fare, speranzosi del fatto che l’Italiano medio legga almeno un po’ di più del solito, e magari capisca ciò che legge; che si chieda perché un interdetto per sentenza definitiva possa ancora pontificare, facendosi chiamare presidente; perché credere ancora a chi ha dato ampia prova di non essere in grado neppure di rispettare la lista della spesa; perché ritenere delinquente un intero movimento per colpa di un manipolo di Parlamentari che non ha DONATO parte dello stipendio, quando non si vuole fare di tutta l’erba un fascio, osservando le decine di inquisiti per reati VERI e GRAVI degli altri schieramenti.

E magari sono persino convinti che l’Italiano medio smetta di correre dietro ai De Benedetti, senza più cercare di imitarli, mettendo su una bella fabbrichetta, chiedendo a un bravo Commercialista come impalare lo Stato, come fanno tutti, come se lo Stato fosse un’entità diversa da se stessi, dal fratello, dallo zio o dal vicino di casa.

Quelli del Movimento 5 Stelle sono persino convinti che l’Italiano medio possa cambiare, scegliendo, per la prima volta nella storia del Paese, qualcuno che non sia già pronto a fotterlo.

I Pentastellati non avrebbero dovuto donare niente del proprio stipendio. Avrebbero dovuto finanziare mafiosi e sottrarsi qualche mazzetta in qualche losco affare.

Aggiungendo in lista qualcuno in grado di dire “la più migliore”, magari falsificando anche il curriculum scolastico, poiché nemmeno in possesso di un Diploma di Maturità, sarebbero risultati senza dubbio più credibili.

Se poi si fossero contraddistinti per non rispettare nemmeno uno degli impegni assunti con gli elettori, allora avrebbero avuto qualche chance di successo.

E chissà quanti voti avrebbe portato candidare gente priva di credibilità a Bolzano, come fanno quelli veri, quelli più raffinati e competenti.

Invece, questi inguaribili ottimisti del Movimento 5 Stelle, al limite con l’essere fessi, credono davvero che l’Italiano medio sia meglio dell’epiteto utilizzato da Di Battista per definirlo, “coglione”.

E anche per questo, il Movimento 5 Stelle non vincerà le elezioni.

Perciò, prepariamoci all’inciucio del secolo, quello in cui la banda di competenze del presidente, quello in odore di mafia, governerà insieme ad altrettante competenze del calibro de “la più migliore” e dei “200 bambini morti per morbillo a Londra“, roba per cui Aldo Moro sbiancherebbe, nella speranza che l’Italiano medio ora non si domandi chi sia questo Moro.

Presidente del Consiglio potremmo metterci Maria Elena Boschi, così avrebbe più agganci per aiutare meglio amici e parenti, e agli Esteri uno come Renzi, in primo luogo per il suo Inglese che fa ridere e non è fluente come quello di un Lorenzo Fioramonti qualunque, poi perché a rappresentare l’Italiano medio serve uno capace di fare il contrario di ciò che dice ogni cinque minuti, competenza in cui l’uomo slogan non ha rivali, visto che il suo alter ego è interdetto.

Mica come quei fessi dei 5 Stelle, che propongono professori universitari e giornalisti d’indiscussa qualità, parlando di onestà.

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