Annunci
Skip to content

L’OSSESSIONE DEL POTERE

L’ossessione del potere

Viviamo in una società fortemente competitiva, in cui si comincia a insegnare la competizione persino ai bambini più piccoli; una società in cui, per essere qualcuno, è necessario rincorrere il successo effimero di una carriera importante, con stipendi i più elevati possibili, un’ossessione del potere che è uno dei motivi della deriva dei valori del nostro tempo.

di Pasquale Di Matteo

Nella nostra società, lo stereotipo dell’uomo di successo è quello del fighetto fasciato da un abito elegante, con il sorriso dalla dentatura perfetta che puoi trovare su un cartellone pubblicitario, alla guida di un’auto di lusso, con il cellulare nella mano destra e una borsa in pelle nella sinistra, mentre a passo svelto percorre la via principale, facendosi largo tra una folla di inferiori, alla volta di una banca o di un’azienda.

Oggi, la moda è quella, e non importa che si tratti di un perfetto ignorante o di una persona di cultura, perché ciò che conta sono i soldi che riesce a guadagnare, i  locali per gente altolocata che può frequentare e gli hotel di lusso in cui può soggiornare.

Il potere, ormai, sostituisce ogni altra cosa, in una deriva culturale che ci ha trasportati a una nuova era medievale, in cui persino i sentimenti vengono messi da parte.

Pensiamo, per esempio, a quante donne rinuncino ad avere figli proprio per non perdere terreno nella carriera lavorativa o fino ad arrivare a storie d’amore considerate non opportune; e per cosa?

Semplicemente per il denaro e per il potere che questo produce nell’immaginario collettivo, sempre più svilente della persona e sempre meno attento alle esigenze dell’evoluzione umana.

L'Ossessione del Potere

Acrilico su tela, 70×50. Opera di Pasquale Di Matteo, in arte THEOPA.

In L’OSSESSIONE DEL POTERE, la donna che si allontana, salendo al piano di sopra, rappresenta proprio i sentimenti, messi in secondo piano rispetto all’operosità e ai ritmi della carriera dell’uomo di successo, il cui volto è solo vagamente accennato, poiché privo d’identità se non quella degli eroi delle pubblicità e degli stereotipi sbattuti in faccia a chi dipende dalla TV, in attesa di applicare la migliore delle maschere.

La testa esplode in un vortice di desideri e di ambizioni che, tuttavia, non vanno oltre le banconote e il potere che si spera di ottenere per indossare proprio la maschera che più si preferisce.

Una società vuota, affettivamente sempre più povera e sottile, impegnata in perenni guerre contro i colleghi, contro i superiori, contro se stessi e contro qualunque cosa e chiunque sia da ostacolo sulla strada che porta al successo.

Un’ossessione del potere che riempie il vuoto culturale di molti, impossibilitati a cogliere la grandezza di una vita normale, di figli da crescere senza le ansie del dover primeggiare a ogni costo, di un coniuge da amare; tutte cose che si possono tranquillamente fare alla guida di un’utilitaria, in una casa in affitto e senza avere una dentatura perfetta, né la possibilità di soggiornare in hotel di lusso.

Ma nella società dove gli eroi sono potenti, chi ha il vuoto dentro non può prescindere dall’indossare maschere per sentirsi qualcuno.

Se ti è piaciuto questo articolo, segui i lavori di THEOPA mettendo un “mi piace” alla sua pagina. (Clicca qui)
Leggi anche l’articolo THEOPA, L’ESPRESSIONISMO SURREALE DELLA SOCIETA’ CONSUMISTA. (Clicca qui)

 

Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: