Annunci
Skip to content

LA SOCIETA’ DELLE IDEE GRIFFATE

La società delle idee griffate

Negli ultimi anni, i Social hanno favorito l’evoluzione umana verso una società sempre più schiava delle mode; il lato oscuro della questione è legato al fatto che ora si rincorrono anche le idee griffate.

di Pasquale Di Matteo

Quando ero adolescente, alcuni giovani attenti alle mode e alle ultime tendenze sbavavano dietro ai capi firmati, perché secondo il loro pensiero, un jeans era bello se firmato, così come una maglietta o le scarpe.

Con il passare del tempo, non solo si è accentuata questa mania, ma i Social hanno esasperato la ricerca della moda e della firma anche al pensiero.

Oggi, è sempre più diffusa la moda del clonare pensieri altrui, ricercando le firme più acclamate del momento, per salire sul carro del vincitore, nella velata speranza di godere di un po’ di gloria.

Nella società in cui i più coniugano perfettamente odio e scemenze, colorandoli a piacimento, si riesce a scandalizzarsi per tre imbecilli che gettano uova sulla strada, ma solo quando colpiscono una persona di colore, mentre si è silenti di fronte a un atto criminale di portata devastante qual è un tentativo di stupro, per sfuggire al quale una giovane donna tedesca ha perso la vita in Liguria.

Un odio razzista che trascende il colore della pelle, perché è praticato da gente che, da ciò che scrive e che pubblica, risulta incapace di comprendere quelle culture diverse che sbandiera solo perché le firme e i nomi che si seguono lo fanno.

Ormai, i Social sono pieni di gente incapace di comprendere un testo scritto e, quando riescono almeno in questa impresa, costoro non riescono ad andare oltre i propri schemi, le proprie conoscenze, che vengono trasformate in dogmi insormontabili proprio perché le firme che si seguono sostengono quello.

Non si riesce ad andare oltre il significato più riconosciuto delle parole, perciò non si è neppure in grado di cogliere l’evoluzione della lingua e dei concetti, come per i termini virus e banda, per esempio, che nel tempo hanno acquistato significati assai diversi da quelli in origine, o, come altri, hanno allargato il raggio d’azione: il bianco è bianco e il nero, nero. Non c’è spazio per sfumature o per interpretazioni differenti, che siano scale di grigio o cromie.

Una limitata capacità di analisi che trasforma un’intera generazione di esseri umani in primati, incapaci di costruire pensieri logici senza l’ausilio di firme  o di quanto già affermato da altri, e, soprattutto, senza la minima competenza per comprendere strade diverse, soluzioni nuove, punti di vista differenti.

Una limitata capacità di analisi che riempie anche di paura, paura di elaborare pensieri che vadano in controtendenza, paura di non raccogliere consenso o, peggio, di attirare su di sé il disappunto della massa, che poi, denota una preoccupante paura della vita.

Una paura che rende questa società profondamente immatura, incapace di crescere, in un’involuzione disarmante, che sembra non lasciare molte speranze per il futuro, se non aggrappati alle idee dello scrittore del momento, o alle immagini dell’influencer che conta.

Allora, i migranti sono importanti quando si trovano sulle imbarcazioni fatiscenti, ma perdono la loro spendibilità mediatica una volta entrati nel giro ben più drammatico del caporalato, dove vengono trattati in condizione di schiavitù nell’indifferenza anche di chi piange per loro solo fino agli sbarchi, tanto da destare meno clamore la morte di 12 poveri sventurati di una giovane colpita da un uovo.

E, ancora, l’aumento della criminalità che da mesi taluni denunciavano, quotidianamente incalzati da buonisti di ogni genere con dati che, a loro dire, dimostravano il contrario, è ora ammessa e considerata più diffusa, ma a senso unico, con la bava alla bocca quando si può spendere la carta del razzismo e con l’indifferenza se a morire per mano di uno straniero è una donna bianca, con buona pace persino del fatto che si tratti di una straniera; perché per certi individui, evidentemente, anche l’essere stranieri è una questione di melanina.

Incapacità di analizzare i dati, andando oltre i numeri, che non permette loro di comprendere che se diminuiscono gli omicidi, ma aumentano rapine e atti di microcriminalità, i cittadini avranno ovviamente una percezione della pericolosità in aumento, perché negli omicidi è chiaro che rientrano tutti quegli episodi legati alla malavita organizzata, alla mafia e alla camorra, circoscritti in zone e quartieri tristemente noti.

Ma la gente vive molto di più sulla propria pelle le vendette per droga, i tentativi di stupro, le rapine, gli scippi e i furti in casa, cosa semplice da comprendere, ma impossibile da capire se ci si ferma ai numeri, o al pensiero della firma di moda.

Tuttavia, non è possibile sviscerare costrutti differenti da quanto diffusamente accettato, perché non se ne hanno le capacità, le competenze, persino la sensibilità, ormai quasi totalmente azzerata dal contesto storico che stiamo vivendo, in cui non abbiamo più solo le firme della moda, ma anche le firme del pensiero.

E se non sposi i pensieri griffati, per chi segue le mode, sei uno straccione con i jeans del mercato, uno sfigato.

SE TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO, ISCRIVITI A EVENTI ARMONICI, È GRATIS!

Condividi questo articolo sui Social, utilizzando i tasti che troverai in fondo.

Segui la Pagina Facebook di Eventi Armonici e cercaci sugli altri Social.

Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: