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KENNEDY E LINCOLN UCCISI DAL MEDESIMO POTERE

Kennedy e Lincoln uccisi dal medesimo potere

John F. Kennedy e Abramo Lincoln sono due dei quattro Presidenti degli Stati Uniti d’America assassinati durante il mandato. Su eventiarmonici.com cerchiamo di mettere in evidenza le analogie dei possibili moventi.

di Pasquale Di Matteo

Quando si parla di presidenti degli Stati Uniti assassinati, tutti ricordano John F. Kennedy, ucciso il 22 novembre 1963 a Dallas, e Abramo Lincoln, freddato il 14 aprile 1865 e spirato il giorno seguente.

Tuttavia, tra l’omicidio di Lincoln e quello di Kennedy, furono assassinati altri due presidenti: James Garfield, colpito con un colpo d’arma da fuoco il 2 luglio 1881 e morto il 19 settembre dello stesso anno, dopo settimane di agonia, e William McKinley, colpito da due proiettili il 6 settembre 1901 e spirato il 14 dello stesso mese.

Esiste un comune denominatore tra questi uomini politici che possa giustificarne gli omicidi?

Anarchici, dissidenti, pazzi, lupi solitari, sono solo alcune delle teorie ufficiali con le quali si è cercato di spiegare quelle che sono, di fatto, delle vere e proprie esecuzioni.

Ma chi potrebbe mai aver emesso la sentenza?

Possibile che si tratti solo di gente mentalmente instabile, relegata ai margini della vita e perciò rancorosa a tal punto da uccidere il Presidente in carica?

Basterebbe già solo analizzare il caso dell’omicidio di Kennedy (clicca qui) per capire che la teoria del lupo solitario fa acqua da tutte le parti.

Inoltre, analizzando l’azione politica dei quattro presidenti in oggetto, emerge un elemento che li accomuna tutti: come giustamente scritto da Nino Caliendo in un articolo del suo blog, tutti e quattro  “si proponevano di cambiare il sistema monetario americano estromettendo la Banca Centrale”. (http://elnino.blog.tiscali.it)

Tra i quattro, Lincoln e Kennedy si dimostrarono molto risoluti in tal senso.

Lincoln fu presidente durante gli anni che portarono all’epilogo della guerra civile americana, che ebbe fine 5 giorni prima dell’attentato in cui poi il presidente perse la vita.

La guerra aveva dei costi ingenti, ma Lincoln, anziché chiedere prestiti alle banche e ai finanziatori internazionali, i cui tassi arrivavano fino al 36%, fece stampare moneta direttamente dallo Stato, immettendo in circolo oltre quattrocento milioni di dollari sui quali non gravavano interessi, né generavano debito.

Una mossa che mise in crisi chi più di tutti stava traendo benefici economici dal conflitto, poiché finanziava entrambi gli schieramenti, ovvero i Rothschild.

Lincoln fu freddato il 14 aprile 1865, mentre si trovava al teatro Ford, a Washington, per assistere a una commedia.

A premere il grilletto di una pistola Philadelphia Delinger calibro 44 fu l’attore John Wilkes Booth, un forte sostenitore degli Stati Confederati che aveva mostrato più volte il proprio disprezzo per il presidente in carica. (Per maggiori dettagli sulla dinamica, leggi l’articolo de IlPost.it cliccando qui).

A Lincoln subentrò Andrew Johnson, che revocò la legge introdotta dall’ex presidente sulle banconote di stato.

Secondo la Storia ufficiale, si trattò della rabbia di un dissidente, in un clima tesissimo a causa della guerra civile appena conclusa, con rancori e voglia di rivalsa non ancora sopiti.

Tuttavia, stupisce la poca considerazione che si dedica all’omicidio dell’assassino di Lincoln, ucciso solo pochi giorni dopo, il 26 aprile, da Judah P. Benjamin, non solo un massone di 32° grado, ma anche agente dei Rothschild, cioè di quei banchieri che avrebbero perso un mucchio di quattrini negli anni a venire se lo Stato avesse continuato a stampare moneta da sé.

E Kennedy, fu ucciso anch’egli dal medesimo potere?

Ebbene, con l’Ordine Esecutivo numero 11110, firmato il 4 giugno 1963, John F. Kennedy impediva alla Federal Reserve Bank di continuare a prestare denaro allo Stato, dando al Dipartimento del Tesoro la possibilità di stampare moneta, garantita dalle riserve d’argento in possesso della Tesoreria degli Stati Uniti.

Furono stampati oltre quattro miliardi di dollari, che, tuttavia, non raggiunsero le tasche dei cittadini per molto poiché, dopo la morte di Kennedy, il suo successore, Lyndon Johnson, preferì non seguire più le linee economiche del suo predecessore, accantonando l’Ordine Esecutivo 11110, che fu poi abrogato definitivamente dal Presidente Ronald Regan nel 1987.

Kennedy, come Lincoln, aveva tolto alle banche d’affari, e ai loro azionisti di maggioranza, la possibilità di produrre moneta dal nulla per poi prestarla allo Stato, dal quale guadagnare non solo proficui interessi, ma anche leggi favorevoli al sistema bancario in virtù dell’esistenza del debito stesso.

Ad accomunare Kennedy e Lincoln vi è poi il desiderio di porre fine alla guerra, quella civile e quella nel Vietnam, e qualunque studio economico degno di nota potrà confermare come i conflitti bellici siano una fonte di enorme profitto per molte élite, a cominciare da chi le finanzia.

Dall’omicidio di Kennedy a oggi, il sistema bancario si è talmente evoluto che le Banche centrali non sono più sotto il controllo degli Stati, che ne detengono azioni in percentuali minime, ma di grandi gruppi di privati e di banche private.

Quelle stesse banche private che generano soldi dal nulla, ogni volta in cui viene erogato un prestito o un mutuo, con un semplice clic su una tastiera, senza prelevare soldi da un conto esistente, ma creandoli, denaro virtuale che diverrà moneta ogniqualvolta il debitore salderà una rata.

C’è chi sostiene che il Signoraggio bancario non esista, definendolo una bufala, poiché l’azione appena descritta delle banche è consentita dalle leggi vigenti ed è controllata dalle banche centrali.

Tuttavia, con le banche centrali che non sono più controllate dagli Stati da molti anni, ma in mano ai privati, il potere di controllo è inevitabilmente delegato a chi dovrebbe essere controllato.

Lincoln e Kennedy furono uccisi dal medesimo potere perché tentarono di riportare la capacità decisionale nelle mani della politica, sottraendolo alla Finanza, poiché, come ebbe a dire Abramo Lincoln: “Abbiamo dato al popolo di questa repubblica la più grande benedizione che abbia mai ricevuto, una moneta propria per pagare i suoi debiti…”.

Sono molte le analogie tra i due Presidenti vittime di attentati, infatti: entrambi furono uccisi con un’arma da fuoco, ebbero per successore un politico dal cognome Johnson, Andrew e Lyndon, tutti e due furono colpiti con le rispettive consorti sedute accanto.

L’auto sulla quale fu assassinato Kennedy era una Lincoln prodotta dalla Ford, mentre il presidente Lincoln fu freddato nel teatro Ford ed entrambi gli attentati avvennero di venerdì.

Si tratta certamente di inquietanti coincidenze, ma resta il fatto che, dopo il monito lanciato dall’uccisione di Kennedy, nessun presidente tentò più di far stampare moneta direttamente dallo Stato.

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