Annunci
Skip to content

IL PROFONDO DISAGIO DEI TROLL

Il profondo disagio dei Troll

Esiste una condizione patologica, da tastiera impazzita, che si manifesta con l’irresistibile necessità di affermare il proprio credo, nell’assurda convinzione di essere la verità manifesta.

di Pasquale Di Matteo

Il Web, si sa, è un luogo pieno di insidie, ma ci si può imbattere anche in personaggi esilaranti, persone il cui unico scopo nella vita sembrerebbe essere quello di commentare i post altrui sui Social, cercando di scuoiare la pelle ai malcapitati.

Persone che sembrano vivere sulla tastiera a ogni ora del giorno e della notte, pronte a replicare, a ribattere, a riempire il vostro vuoto culturale con le loro saggezza e cultura.

Sì, perché costoro non si limitano a esporre un dissenso sulla base del proprio legittimo pensiero, ma pretendono di portarvi dalla loro parte e, se non riescono a convincervi, passano a darvi degli ignoranti.

Ebbene, sto parlando dei Troll, persone che puoi facilmente riconoscere dal lessico prolisso e dalla totale mancanza del dono della sintesi, primo sintomo della malattia, fino all’esasperante copia e incolla di link che rimandano ad articoli a supporto delle loro tesi, cosa che dimostra, da un lato una forte insicurezza della propria capacità intellettuale, dall’altro la mancanza totale di cultura di base, perché anche chi non ha studiato sa per certo che un qualsiasi avvenimento viene spiegato e commentato in maniera persino opposta a seconda del quotidiano letto: da Libero a Il Giornale, al Tempo; da La Stampa, a Il Manifesto, a Il Fatto Quotidiano.

Ovviamente, ciò non è possibile spiegarlo a un Troll, poiché, a seconda della parte politica d’appartenenza, costui replicherebbe che Libero e Il Giornale sono spazzatura, o che lo siano Il Manifesto e Il Fatto Quotidiano, perciò l’unico articolo degno di interesse risulterebbe sempre quello postato dal Troll.

Inoltre, tali persone denotano una patologica fobia di non avere l’ultima parola e un desiderio incontrollato di non lasciarvela, di spiegarvi perché siete in torto e loro hanno ragione, dimostrando una mente incapace di contenere un pensiero tanto vasto qual è quello dell’uomo e della sua intelligenza, capace di non ragionare solo per stereotipi, ma di comprendere che possono esistere molteplici punti di vista su ogni circostanza.

E i Troll non conoscono una specifica area politica o ideologica, ma spaziano in ogni dove, muovendosi secondo criteri di incoerenza e di negazione del pensiero altrui, patologia che si manifesta in maniera più o meno grave.

Ci sono Troll di estrema Sinistra che non riescono a spiegare come mai, fino a oggi, moltissimi che ora si dicono indignati per i migranti morti nel Mediterraneo fossero silenti, quando sappiamo che, da quando si è cominciato a tenere un conteggio ufficiale delle morti, hanno perso la vita oltre 30.000 persone, al 31 dicembre 2017.

Loro non si soffermano su quanto critichi, ma preferiscono spostare l’argomento sulla generalizzazione, come se tu avessi attaccato tutti, banalizzando, anche quelli che si sono battuti per l’argomento negli anni scorsi, quando morivano 15.000 migranti solo dal 2014 al 2017.

A loro non interessa che tu stia criticando l’ipocrisia di chi si sia improvvisamente scoperto attento al tema solo da quando non ci sono più gli amici al governo, bensì gli avversari, perché se lo facessero non potrebbero più contrastarvi efficacemente, calandosi nel loro sport preferito, ovvero affermare il loro credo e la loro verità assoluta, spiegandovi il tutto dalla loro superiorità.

Ci sono i Troll che difendono Saviano anche quando straparla e cita dati falsi o li manipola per affermare le proprie tesi, come quando sostiene che l’Europa finanzi l’Italia per l’accoglienza, dimenticandosi di spiegare che tali soldi coprono solo un’esigua percentuale di quanto effettivamente speso dal nostro Paese, così come confermato persino dall’ex Ministro dell’Economia, Padoan, nella lettera inviata a Bruxelles lo scorso anno.

Ma niente da fare.

Per i Troll fans di Saviano, questi è un guru, un dio che non puoi criticare, nemmeno quando ricordi che il personaggio in questione è diventato famoso copiando articoli di giornale qua e là, imbastendoli in un libro fatto spacciare per farina del proprio sacco, cosa per la quale è stato condannato dalla Magistratura a ripagare i danni ai reali autori.

Mica un Ingroia che i mafiosi li ha combattuti per davvero, guardandoli in faccia nelle aule dei Tribunali… O un Di Matteo che, poiché combatte anche i mafiosi amici di qualche politico noto, a qualcuno sta indigesto.

Poi ci sono i Troll di Destra, quelli che se ti azzardi a parlar male di Berlusconi sono pronti a farti perdere ore in elucubrazioni senza senso per imbastire difese improponibili di chi ha finanziato Cosa Nostra, come confermato dal Procuratore Antimafia, Nino Di Matteo.

Persone alle quali se ricordi che Forza Italia voleva proporre alla Presidenza della Camera Paolo Romani, condannato per peculato, cioè per essersi appropriato di soldi dei cittadini indebitamente, ti rispondono che non ne sapevano nulla, ma lo difendono perché se non è in galera significa che poi non si trattava di una cosa così grave, ammesso che sia vero, ovviamente, perché l’ignorante sei tu, mai loro.

E come non citare i Troll del PD, quelli che la cultura la sprigionano anche solo respirando, per i quali Renzi è stato un grande statista, la Boschi ha fatto bene ad accusare De Bortoli, che attende ancora la famosa querela, e per i quali gli strafalcioni della Fedeli erano espressione di una cultura non comprensibile ai più.

E non importa che ormai vi siano più inquisiti e condannati che iscritti al partito, né risultano degni di nota l’aumento della povertà e lo svilimento dei diritti dei lavoratori, capisaldi da difendere come mantra quando al governo c’era Berlusconi, che sui temi del Lavoro è certamente stato meno di Destra dei governi del PD.

Questi Troll, d’altronde, sono persone con le quali non puoi competere per manifesta inferiorità, vuoi mettere?

E poi ci sono i Troll grillini, quelli che addirittura ti criticano per avere amici di Sinistra, di Forza Italia o del PD, poiché incapaci di comprendere che i partiti, poveracci, non sono altro che dei contenitori in cui riporre degli elementi e che sono proprio questi a poter essere marci, non certo i recipienti.

Persone che ti tolgono l’amicizia se solo ti permetti di criticare il Movimento, ma che giudicano i fans degli altri partiti negativamente quando non mettono in discussione le relative convinzioni.

Tali Troll partono dal presupposto che chi voti per i partiti tradizionali sia ignorante a prescindere, poi, il più delle volte, basta citare solo marginalmente Kant, Galimberti o Marx, senza andare troppo sul difficile, per comprendere che si tratta di persone che oltre Topolino difficilmente riuscirebbero a reggere un contraddittorio, restando in vita solo sulla questione morale contemporanea (non certo quella più etica e filosofica di Berlinguer), utilizzando gli stereotipi dell’onestà e della disonestà, dimentichi del fatto che il topo si giudica quando i gatti non sono nei paraggi e quando il formaggio è a portata di mano; all’opposizione sanno urlare tutti, risultando convincenti.

L’insieme dei Troll, in fondo, certifica le difficoltà dei tempi moderni, in cui viviamo una crisi culturale molto più forte e perniciosa di quella economica, un momento in cui molte persone esprimono i propri disagi soffocati e respinti dal proprio ego attraverso la moda del criticare a ogni costo per affermare la propria ragione.

Come combattere il Trollismo?

Innanzitutto, una buona norma è quella di leggere molto, soprattutto gli articoli pubblicati dalle testate che si considerano essere spazzatura; dopo un po’, pur restando magari sulle proprie sacrosante opinioni, ci si renderà conto almeno del fatto che si possa imparare qualcosa solo da chi la pensa diversamente, perché, restando a darsi ragione tra sé con chi ha le stesse idee, si finisce a parlare con gli specchi.

In secondo luogo, se proprio la patologia è tanto avanzata da accorgersi di non resistere all’impulso di replicare scrivendo poemi o, peggio, linkando articoli a sostegno delle proprie ragioni, fino al cancellare l’amicizia di chi non si piega alle proprie verità assolute, sarebbe il caso di rivolgersi a uno Psicologo.

E per chi si imbatte nei Troll?

Beh, bisogna partire dal presupposto di avere a che fare con persone che vivono un profondo disagio, che necessitano di una propria affermazione per stare bene, per respirare, per non sentirsi soffocare dalla vita.

Il suggerimento è quello di ignorarli, se proprio non si riesce a mantenersi calmi durante l’estenuante contraddittorio.

Se invece siete in grado di non perdere le staffe, il consiglio è quello di non essere mai offensivi e di replicare anche con veemenza, ma sempre con fare sottile, senza l’utilizzo di termini offensivi o di epiteti gratuiti.

Inoltre, rispondete con pensieri non troppo lunghi ed articolati, perché il dono della sintesi è uno dei meccanismi che maggiormente colpisce un Troll, soprattutto dopo un loro pensiero infinito, perché risulta essere svilente rispetto alla loro manifesta saggezza appena sviscerata.

Bisogna capire che il mondo è pieno di persone convinte di declinare verità assolute, gente che cammina con appresso piedistalli sui quali ergersi ogni volta in cui parla, non per comprendere e per replicare, come in un maturo contraddittorio, ma per spiegare la propria superiorità agli interlocutori ignoranti, fatti salvi quelli che danno loro ragione, ovviamente.

Quella del Troll, in fondo, è una patologia che ricorda molto da vicino le problematiche adolescenziali.

La differenza è che, nella maggior parte dei casi, gli adolescenti poi diventano adulti e guariscono.

Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo sui Social, utilizzando i pulsanti in fondo.

Iscriviti a Eventi Armonici, è GRATIS!

Segui la nostra Pagina Facebook Eventi Armonici, mettendo “mi piace”.

Se lo ritieni giusto, e senza alcun impegno, puoi effettuare una donazione (clicca qui).

Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: