Annunci
Skip to content

IL MASCHILISTA SIEDE A CAPOTAVOLA

Il maschilista siede a capotavola

Ormai, il ruolo della donna è talmente mortificato  da essere state snaturate persino le giornate commemorative dedicate al gentil sesso, mentre tutto l’anno, nella nostra società, regna sempre più il maschilismo.

di Pasquale Di Matteo

Lo dirò senza mezzi termini: ne ho le palle piene!

Ho le palle piene di giornate commemorative dedicate alle donne, di giorni per ricordare, di occasioni per festeggiarle.

Ne ho le palle piene perché regna un’ipocrisia talmente diffusa da fare schifo.

Vorrei che ci si fermasse un attimo e, anziché parlare di donne e di soggetti deboli, ci si riferisse finalmente a persone.

Tuttavia, comprendo che il concetto di persona metterebbe in crisi i più, perché bisognerebbe affrontare temi quali i valori, lo spessore di ciascuno e l’identità, tutte cose che spaventano chi vive per interpretare ruoli, rincorrendo i nuovi eroi sbattuti nelle case attraverso le pubblicità: dal ricco alla guida di un’auto di lusso, alla modella dalla perfezione costruita al computer che attira gli sguardi di uomini di successo, dove, ovviamente, per successo si intende con il portafogli gonfio.

E anche quello della donna è stato trasformato in un ruolo uniformato ai progetti maschilisti della società consumista.

Persino in occasione della Festa internazionale delle donne o di altre occasioni commemorative, ci sono dei marchi che associano il proprio brand a pubblicità di oggetti da regalare alla donna, trattata come un albero di Natale da addobbare con palle e festoni.

E il bello è che affermano pure che regalando certi oggetti, sia per sempre…

La donna, agli occhi degli uomini e di molte stesse donne, è diventata un oggetto da abbellire con cose appariscenti, come un gioiello, un abito, un elettrodomestico, un’auto.

Non vedrete mai un brand spingersi a metterci la faccia sponsorizzando libri, magari scritti da una donna, perché i libri si notano poco e la loro ricchezza non sta nel luccichio di un gioiello alla luce del sole, ma in ciò che lasciano nella testa e nell’anima, cose che gli altri non notano e quindi non abbelliscono l’immagine del nostro personaggio.

Sono invisibili, come tutte le più grandi ricchezze, ma anche come i vuoti più tremendi, quelli che si nascondono dietro una vita di successo a cui, togliendo abiti, gioielli e auto di lusso, potrebbe restare un gran poco.

Però, viviamo in una società che esalta l’accumulo di soldi e di oggetti e pone in un angolo lo spessore culturale e d’animo delle persone, perciò regalare gioielli, abiti, cose è visto come un grande traguardo, come la dimostrazione di amore, di affetto, di riconoscenza nei confronti delle donne, una dimostrazione a cui bisogna dare un grado materiale. E maggiore è quel grado, più spessore acquista l’uomo in questione, con buona pace di cultura, anima e valori.

Tuttavia, scommetto che gran parte di quegli uomini abbia il posto fisso a capotavola e lo cederebbe a un ospite maschile, al padre, al suocero, a un amico, ma mai a una donna, compresa la propria. Qualcuno si spingerebbe a far accomodare a capotavola la propria madre, perché spesso il maschilismo è associato a un deviato distacco, mai completato.

Ecco, se volete un’immagine chiara del maschilista, non cercate chi picchia le moglie, chi la soggioga con urla e comportamenti da arresto, chi la umilia, chi scruta nella borsetta e nel portafogli o legge i messaggi sul cellulare, ma vi basta osservare chi siede a capotavola.

Quello è un maschilista!

E’ un maschilista pericoloso perché il maschilismo è dentro di sé, fa parte della sua cultura, di quella che egli vede come la normalità e non è solo il raptus di un momento, ma la sua stessa essenza.

Sedere a capotavola equivale a lanciare il messaggio: “Ehi, qui comando io. Credo che siamo sullo stesso piano, ma il mio voto è sempre decisivo”.

In quante famiglie funziona così! Pensateci…

Sostituire le giornate e le ricorrenze dedicate alle donne con quelle per ricordare le persone porterebbe ad affrontare i temi dei diritti in generale, diritti per le donne, per gli uomini, per gli etero e per gli omosessuali, temi che non si vogliono affrontare perché imbarazzano.

E l’imbarazzo su questi temi è già un chiaro segnale di maschilismo, che nega ogni differenza di genere.

Il maschilismo, di cui è piena la nostra società, non pone soltanto la donna su piedistalli di oggetti da ammirare, nuda o seminuda anche quando non servirebbe, ma rielabora i diritti e persino i soprusi in funzione dei messaggi che meglio si sposano con gli ideali della società stessa.

Alzare la voce con il partner è visto come un atto di violenza se alza la voce il maschio, ma si snatura se ad alzare la voce è la donna; allo stesso modo, frugare nella borsetta e nel portafogli è un atto grave se lo commette il marito, ma diventa quasi una sciocchezza se protagonista è la moglie.

Parlare di persona eviterebbe anche queste ridicole distinzioni, che alle donne fanno più male che bene e che spesso le pongono in posizione esilarante nelle aule dei tribunali, perché anche in queste circostanze appaiono persone di serie B, più facili a comportamenti sbagliati, quindi più perdonabili.

Allo stesso tempo però, parlare di persona smonterebbe molti punti fermi della nostra società e di quei sacri valori della famiglia che tanto decantiamo, ma che così poco conosciamo.

Valori che provengono da tempi lontani e che indossano ancora gli abiti sporchi del patriarca, del capofamiglia, dell’uomo che comanda e che porta i pantaloni.

Valori intorno ai quali una buona maggioranza della popolazione ruota ancora come greggi di pecore belanti, senza pensiero e senza costrutto, in cui l’uomo è quello che va a caccia e la donna cura il focolare.

Parlare di persone e non più di donne smaschererebbe i maschilisti travestiti da angeli, perché si toglierebbe loro la possibilità di riempire le gravi mancanze nei confronti della donna perpetrate tutto l’anno con l’acquisto di oggetti più o meno lussuosi, ponendoli di fronte al fatto compiuto.

Il maschilista, d’altronde, non è solo quello che in casa comanda, l’uomo al quale bisogna chiedere se acquistare un elettrodomestico, un pantalone al figlio o una borsetta per sé, per non dover sopportare mugugni e critiche, nel migliore dei casi.

Il maschilista non è nemmeno quello che decide se e quando si può fare un viaggio, acquistare un’auto o se partecipare a una festa.

Il maschilista è colui il quale proprio non riesce ad afferrare il principio di parità, non riesce a comprendere che all’interno della coppia i ruoli sono e devono essere intercambiabili, senza se e senza ma.

Lasciare che la donna si accomodi a capotavola sembra una circostanza banale, ma sono i piccoli gesti naturali che necessitano di una grande mente e che la svelano, così come, al contrario, smascherano il maschilista.

Anche perché, se si tratta di cosa così banale, perché molti uomini non lascerebbero volentieri quel posto?

Chi non è capace di questi piccoli gesti non potrà che fingere in circostanze più complesse, mascherandosi dietro un gioiello, un abito, un’auto, un portafogli gonfio… E se i soldi svanissero? Cosa resterebbe?

A qualche donna piace, è vero. A molte, in verità.

Tuttavia, non sono affatto pochi i divorzisti  che sostengono che le loro clienti siano prevalentemente mogli di uomini facoltosi…

Perciò, smettiamola con le morali sulla donna, sulle ricorrenze delle donne e sui diritti delle donne e cominciamo a parlare di persone, di diritti delle persone, di ricorrenze delle persone.

Per quanto concerne le donne, basterà trattarle come tratteremmo il nostro migliore amico maschio, o un uomo per cui nutriamo profondo rispetto, ricordandoci che noi e loro siamo la stessa cosa ogni giorno dell’anno.

Persone, appunto.

Magari, cominciando con il farle sedere a capotavola anche in presenza di ospiti.

Un piccolo gesto, ma che svela grandi cose.

Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo sui Social, utilizzando i pulsanti in fondo.

Iscriviti a Eventi Armonici, è GRATIS!

Segui la nostra Pagina Facebook Eventi Armonici, mettendo “mi piace”.

Se lo ritieni giusto, e senza alcun impegno, puoi effettuare una donazione (clicca qui).

Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: