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DAMIANO PIZZETTI, L’ARTE CHE NASCE DALL’ANIMA

Daminano Pizzetti, l’arte che nasce dall’anima.

Nel momento di stallo vissuto dal mondo dell’arte, dove tutto appare già visto, scontato, dettato da mode già cavalcate e declinate in ogni forma, il lavoro di Damiano Pizzetti si distingue sia per originalità, sia per il contenuto, dimostrando una maturità che non si manifesta solo attraverso una tecnica sempre più raffinata, ma è pura arte che nasce dall’anima.

di Pasquale Di Matteo

Entrare nello studio di un artista è un po’ come essere accolto dalla sensazione di pace che si avverte in un luogo di culto, dove si respira il profumo di mille domande e concetti astratti trasformati in colori sulle tele.

Non appena si varca l’ingresso dello studio di Damiano Pizzetti, si viene inebriati dal sentore di magia che riempie ogni spazio, dall’angolo in cui riposano i pennelli, le spatole, il cavalletto e tutti gli attrezzi del mestiere, a ogni centimetro quadrato delle pareti, sulle quali si manifesta la straordinaria arte del pittore cremasco.

Pizzetti non è uno di quegli artisti appariscenti, dal look stravagante, né incarna i vecchi stereotipi del pittore, ma è un uomo comune, umile, capace, tuttavia, di affascinarti con la sua arte già scambiando con lui poche battute, quando si coglie immediatamente che la sua non è soltanto lo sfogo di un istinto dettato dalla passione, ma è la manifestazione più alta di un pensiero profondo, che nasce dall’analisi della società in cui viviamo.

E lo spessore di quest’analisi emerge in tutta la sua prepotenza già al primo fugace sguardo di opere come Amletika, Lago con Ninfee e i lavori riconducibili al nuovo viaggio che ha per tema Pinocchio.

Pizzetti mi racconta che è sempre stato affascinato dall’arte pittorica fin da ragazzo, soprattutto dai paesaggi ammantati di magia degli Impressionisti e dalle opere dei grandi Realisti del passato.

« Ho sempre disegnato a matita, ma vedevo la pittura a olio come qualcosa per me inarrivabile », confessa il pittore.

Tuttavia, nel 2009, si convince a frequentare le lezioni di pittura del noto artista Wlady Sacchi, sotto la cui guida Pizzetti non solo scopre punti di vista diversi per approcciarsi all’arte, ma comprende che i colori a olio non sono affatto distanti dalla sua sfera artistica, tanto che diventano l’espressione più alta della sua creazione.

Fino al 2015, nelle sue opere si notano contrasti e sviluppi inaspettati, che manifestano non solo la ricerca metodica e scrupolosa di una tecnica sempre più raffinata, ma soprattutto una via più efficace per trasmettere il messaggio che attraverso la tela Pizzetti vuole sia decodificato.

« In questi anni, », spiega, « … Mi è capitato più volte di essere pervaso dal desiderio di creare qualcosa, ma mi trovavo davanti alla tela bianca, senza sapere se quello che stavo per dipingere fosse davvero ciò che volevo dire… ».

Un disagio interiore che Pizzetti vive perché, come solo i veri artisti sono capaci, egli si pone continue domande in merito alle storture della società in cui viviamo, piena di contraddizioni e sempre più fondata sulle disuguaglianze, sul prevalere di ciò che è effimero rispetto all’essenza delle cose, della ricchezza materiale sui veri valori.

Un disagio, quello provato da Damiano Pizzetti, che traspare in tutte le sue opere, in cui, però, emerge sempre una speranza, come se, inconsciamente, l’artista avesse in mente una via d’uscita.

In moltissimi lavori, infatti, i cieli anche più nuvolosi presentano sempre velature più o meno evidenti d’azzurro, una luce a volte lontana, altre volte brillante, ma che accompagna tutto il percorso artistico di Pizzetti.

lago con ninfee - damiano pizzetti

In Lago con Ninfee, del 2013, la quiete e la limpidezza dell’acqua è disturbata dalla vanità delle ninfee, scena sormontata da un cielo plumbeo, ma che presenta pennellate d’azzurro, in cui l’artista manifesta il desiderio di trovare una risposta al suo tormento.

Un po’ come accade ne Il Dono, dove Pizzetti cerca le risposte attraverso l’accostamento dello studio sulla Metafisica alla magia del sentimento, di quei raggi di luce che squarciano il cielo e pretendono di illuminare ciò che non è manifesto.

il dono damiano pizzetti

L’arte di Pizzetti matura, anno dopo anno, facendosi sempre meno intimista, fino allo sviluppo del disagio esistenziale, capace di schiaffeggiare chi ha la fortuna di ammirare l’istantanea Amletika, del 2015, dove giochi di luce ovattati e un teschio tenuto in mano da una giovane donna accovacciata conducono per mano chi osserva, attraverso l’occhio sensibile dell’artista, in una selva di domande e grovigli di ingiustizie sociali sui quali sembra ergersi il tempo in cui viviamo.

La stessa sensazione è sviscerata anche da Visioni Gotiche, opera in cui si avverte, per di più, l’elevato tasso tecnico raggiunto da Pizzetti lungo il suo cammino artistico.

Tuttavia, il suo messaggio più profondo è narrato dal nuovo percorso che vede protagonista il Pinocchio di Collodi, magistrale metafora del burattino prigioniero di una società che necessita di uomini produttori di merci, privi di pensiero, in cui l’aggregazione sociale e lo sviluppo delle idee sono sempre più ridimensionati dagli stereotipi, dalle mode di una tecnologia sempre più invasiva e perniciosa, e dalla paura che pensieri condivisi possano dare all’uomo modo di opporsi alla società consumistica.

Una società per cui le grandi masse di lavoratori devono vestire solo i panni di produttori e acquirenti di ciò che è stato prodotto, per arricchire sempre di più le classi più ricche, uniche élite che possono vantare il diritto di non essere burattini, bensì burattinai.

pinocchio dispettoso - damiano pizzetti

In Pinocchio dispettoso, del 2016, attraverso il burattino, l’innocenza dell’età infantile e la voglia di affermare la propria identità che agitano l’animo dell’artista si manifestano in tutta la loro drammaticità, nel calcio con il quale Pinocchio rompe il bicchiere, in uno spazio in cui non c’è altro, se non la solitudine dell’uomo di oggi e la dottrina regolata dagli schemi e dagli stereotipi rappresentata dal bicchiere.

Tuttavia, i cocci luccicanti e lucidi di quel bicchiere in primo piano, rappresentano anche la ricerca del lusso, del bello da vedere, della ricchezza materiale, sempre più ambita rispetto allo sviluppo e ai diritti della persona, in secondo piano, racchiusi nell’umile materiale di cui è composto il burattino.

Cocci luccicanti che, come Pinocchio dimostra, pur essendo in primo piano e apparentemente l’unica cosa affascinante in uno spazio vuoto, non sono affatto le solide basi che la società di oggi vorrebbe farci credere, tant’è vero che basta un semplice calcio per smascherarne la fragilità.

pinocchio l'artista - damiano pizzetti

Attraverso le tecniche della scala di grigi e dei tre colori primari, acquisite frequentando i corsi di Stefano Grandi e Cinzia Rispoli, Damiano Pizzetti ha raccontato una storia in cui il burattino, dopo essersi reso conto di potersi ribellare alla società, rappresentata dal bicchiere, si scopre capace di reinventarla, in Pinocchio l’Artista, miscelando ciò che resta del bicchiere con altre componenti.

« Con il lavoro sul burattino, », mi spiega l’artista, « … Sento che le mie domande trovano una risposta sempre più concreta e pertinente e ho deciso di andare avanti a narrare questa storia, in cui Pinocchio, dopo aver compreso che è in grado di creare e di modificare l’ambiente in cui vive, sia quello materiale che quello sociale, ora ha acquistato coraggio ed è pronto per raccogliere ciò che ha, per partire verso nuovi orizzonti, esplorando un mondo che non è più soltanto quello in cui la società lo ha confinato con le sue regole e le sue dottrine. ».

Pinocchio, un viaggio chiamato vita - damiano pizzetti

Non stupisce il fatto che Pinocchio l’artista sia una delle due opere di Damiano Pizzetti scelte dalla commissione del III Concorso Internazionale di Vieste, che si terrà tra aprile e maggio 2018.

I Dauni 2018 - Damiano Pizzetti

Damiano Pizzetti non è soltanto un pittore in continuo miglioramento tecnico, ma principalmente un filosofo del colore, un analista della società contemporanea, capace di trasmettere il suo pensiero sulla tela, facendone arte che nasce dall’anima.

il senso della vita - damiano pizzetti

Un artista mai banale, non appiattito agli stereotipi delle mode e della pittura contemporanea, ma abile analista del vivere quotidiano.

Damiano Pizzetti rappresenta senza dubbio una delle pagine d’arte più ricche di contenuto e di spessore che il territorio cremasco è in grado di offrire oggi.

Le opere di Pizzetti sono contenute nei più importanti siti di pittura del web e, dal 2011 a oggi, l’artista ha partecipato a numerose manifestazioni pittoriche della provincia di Cremona, come Madignarte, nel 2011, Cremainunanotte e Dialoghi immaginari tra Pittura e Musica, nel 2017.

Non è difficile immaginare che si tratti solo dei primi passi di un viaggio che porterà l’arte che nasce dall’anima di Damiano Pizzetti molto lontano.

Leggi anche Perché il Festival della Canzone italiana a Sanremo e i nostri articoli nella Pagina Mistery, sull’11 settembre, sull’omicidio di Lady D e sul caso Rudolf Hess.

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