Annunci
Skip to content

COSA CAMBIA CON IL NUOVO ALGORITMO FACEBOOK

Cosa cambia con il nuovo algoritmo di Facebook.

Con un post su Facebook del 12 gennaio scorso, il creatore del social più famoso del mondo, Mark Zuckerberg, ha annunciato l’introduzione di un nuovo algoritmo per la regolarizzazione dei flussi di contenuto sulle bacheche personali, annunciando che saranno privilegiati sempre di più i contenuti di amici e parenti rispetto a contenuti pubblici e ai post di aziende e media.

di Pasquale Di Matteo

Con un post su Facebook del 12 gennaio scorso, il creatore del social più famoso del mondo, Mark Zuckerberg, ha annunciato l’introduzione di un nuovo algoritmo per la regolarizzazione dei flussi di contenuto sulle bacheche personali, annunciando che saranno privilegiati sempre di più i contenuti di amici e parenti rispetto a contenuti pubblici e ai post di aziende e media.

Sostanzialmente, mentre fino a oggi venivano privilegiati i video e i contenuti di una pagina personale, ora vedremo la foto con il gattino del vicino di casa, lo sfogo esistenziale dell’amico e la cronaca del litigio in azienda di qualcuno tra le nostre amicizie virtuali di cui non sappiamo neppure se la foto del profilo è autentica.

Tuttavia, Facebook è una piattaforma privata, che ha tutto il diritto di cambiare le regole come e quando vuole.

Ma perché questa inversione di rotta?

In primo luogo, a Palo Alto si sono resi conto del fatto che i video e i post di aziende e media non generano discussione e l’interazione si esaurisce per lo più con la visione del video e la lettura di un articolo; al limite, qualche messaggio.

Con l’avvento dei video in diretta, invece, si è visto che l’interazione cresce esponenzialmente, perciò questa tipologia di post sarà una di quelli che viaggerà lungo corsie preferenziali create dal nuovo algoritmo.

Anche perché, Facebook non ha alcuna intenzione di continuare a portare traffico a Youtube gratuitamente, come fatto finora quando si privilegiavano i classici video caricati sul portale dal rettangolo rosso e poi condivisi su Facebook.

Il patron di Facebook ha spiegato che quando era nato il suo social, la missione iniziale era quella di generare benessere, attraverso il contatto con gli amici e con i parenti, con le discussioni e le interazioni.

Quando si avevano amicizie virtuali che si limitavano ad amici e parenti che conoscevamo anche fisicamente, era facile vedere quasi il 100% di quanto pubblicato da tutti.

Oggi, che una buona percentuale di utenti supera abbondantemente il migliaio di amici, è assolutamente impossibile vedere ogni singolo post di tutti, ecco perché durante gli ultimi anni sono stati sviluppati algoritmi capaci di selezionare cosa dobbiamo vedere e cosa no, a seconda delle nostre abitudini e dei nostri interessi, nonché delle persone con le quali interagiamo di più solitamente.

Non a caso, anche chi ha migliaia di amici si accorgerà di interagire sempre con i soliti 20/30 amici, proprio grazie, o per colpa, del lavoro di questi algoritmi.

Ma cosa cambia per chi ha un blog e utilizza Facebook come “motore” di lancio dei propri articoli?

Fino a qualche mese fa, era fondamentale avere una pagina Facebook legata al blog e postare i propri articoli sulla pagina, per poi condividerli anche sul diario personale.

Le pagine, infatti, avevano la precedenza rispetto ai post personali.

Ora che Facebook ha scoperto che, cambiando l’algoritmo per favorire di nuovo i post di amici e parenti, ridurrà inevitabilmente la copertura organica, è chiaro che chi vorrà avere la stessa visibilità di prima dovrà seguire una serie di accortezze, oltre a spendere qualche soldino in più in sponsorizzazioni.

Il problema è che diminuendo il flusso di notizie, c’è il rischio che sui diari delle persone compaiano spesso Fake news, senza che si abbia la possibilità di verificare i contenuti con punti di vista differenti, cosa ampliata dal fatto che sarà difficile interagire al di fuori di ristrette cerchie di amici e conoscenti con idee simili.

Quindi, è un male?

Beh, se lo è per aziende e media tradizionali, non è detto che lo sia per i blogger, come, al contrario, qualcuno ha ipotizzato.

Infatti, se da un lato, le maggiori interazioni tra persone che avranno le stesse idee e gli stessi interessi produrrà un aumento di fake news e di inaccessibilità a idee diverse, dall’altro serviranno su vassoi d’argento potenziali amici già fidelizzati ai blogger, proprio in virtù dell’esasperazione degli interessi e dei contenuti condivisi.

Certamente, bisognerà utilizzare le pagine Facebook in maniera più intelligente.

Inoltre, l’intera conoscenza in termini di tecniche SEO prodotte fino a oggi è da considerarsi carta straccia, così come non ha più alcun senso puntare su blog fortemente tematici, ma, sapendosi muovere, sarà avvantaggiato chi proporrà blog non tanto generalisti, ma a carattere multisettoriale.

Prossimamente, pubblicherò sul blog un articolo in cui spiegherò cosa cambia in termini di SEO, di posizionamento e di contenuto, per chi ha un blog e per chi vorrebbe aprirne uno.

Se lo ritieni giusto, senza alcun impegno, puoi effettuare una donazione anche di pochi centesimi: per info clicca qui.

Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo sui Social.

Iscriviti a Eventi Armonici, è gratis.

Segui la nostra Pagina Facebook Eventi Armonici, mettendo un mi piace.

 

Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: