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COME TRATTARE CON IL RECUPERO CREDITI

COME TRATTARE CON IL RECUPERO CREDITI

Nel contesto attuale, in cui i debiti delle famiglie sono il vero problema degli Stati Occidentali, compresa l’Italia, avere a che fare con le società di recupero crediti è un’eventualità sempre meno occasionale e per la quale bisogna essere preparati.

di Pasquale Di Matteo

Fino agli anni ottanta del secolo scorso, nel nostro Paese non circolavano moltissime auto nuove, si andava in carrozzeria per riparare una strisciata sul paraurti e dal meccanico del paesello per i tagliandi.

Si viveva in affitto e i proprietari di casa erano considerati ricchi.

Poi, per evitare morte certa, il sistema capitalista necessitava di alimentare la domanda per vendere il surplus di merci prodotte, per non fermare l’Economia.

Così, sul finire dello scorso millennio è esploso il fenomeno dei finanziamenti.

Sono così aumentati vertiginosamente gli acquisti di auto nuove, di case, sono schizzati alle stelle i profitti dei negozi di abbigliamento e degli oggetti non riconducibili a beni di prima necessità.

Si è fatto credere alle persone che tutti potevano condurre una vita migliore di quella proposta dai magri stipendi, semplicemente ricorrendo ai prodotti offerti dalle finanziarie, finanziamenti venduti come due etti di prosciutto o un chilo di pane.

Non è un caso che, proprio con l’avvento dei finanziamenti alle famiglie, i diritti sindacali siano stati praticamente cancellati, senza che ciò sollevasse troppa indignazione nelle piazze, proprio perché alle persone era stata data l’alternativa, la panacea di tutti i problemi.

Soldi facili che potevano essere ottenuti presentando una semplice busta paga, ulteriore conferma dell’indottrinamento mediatico atto a creare un esercito di produttori silenti a cui si forniva una pistola da puntare alla testa per essere ricattati a vita.

Dopo oltre un decennio, chi poteva essere condizionato e attratto dall’accesso al credito era ormai stato attirato nella rete, perciò, per non fermare l’Economia e perché le finanziarie e le banche che stanno loro dietro avessero ancora clienti per i propri prodotti finanziari, ecco che dal cilindro è stato tirato fuori un nuovo potente messaggio, una nuova panacea.

Si è passati dall’attrazione per la vacanza, l’auto nuova o altri oggetti altrimenti impossibili da acquistare all’idea che bastasse un ulteriore finanziamento per risolvere tutti i problemi di debiti.

Così abbiamo cominciato a sentire la parola CONSOLIDAMENTO, un termine quantomeno improprio da accostare a un debito.

Per anni, quindi, banche e finanziarie hanno trovato nuovi terreni fertili per quelli che continuano a chiamare prodotti finanziari.

Poi è scoppiata la crisi economica che ha sconvolto il mondo e il tavolo di gioco è saltato.

Gli indebitati non avevano più un lavoro e, quando ne trovavano un altro, spesso lo stipendio era minore e non permetteva più il rispetto degli impegni assunti.

Così il debito delle famiglie è diventato il più grave problema del nostro tempo, perché, non solo riduce il già risicato potere d’acquisto e costringe molti a salti mortali impossibili per far fronte all’acquisto di generi di prima necessità, ma mette a nudo tutta la malvagità del sistema capitalista, un sistema che per arricchire pochi necessita di ridurre in povertà le masse.

Non a caso si parla sempre di nuovi mercati, di globalizzazione, perché, una volta desertificata la domanda, laddove i clienti sono ridotti alla povertà, le aziende produttrici necessitano di nuovi compratori nei più disparati angoli del pianeta per non fallire.

Tuttavia, gli indebitati restano un problema, sia perché non acquistano più merci, perciò risultano solo un costo per chi ragiona con mentalità capitaliste, sia per le banche e per le finanziarie.

Ecco dunque emergere una nuova figura di professionista, o di presunto tale: il funzionario del recupero crediti.

Persone che, più meno formate a livello economico, tentano di estorcere dagli indebitati quanto più possibile, sfruttando l’ignoranza e la paura dei malcapitati, sulla base di una legislazione molto labile in materia, forse impreparata ai tempi di oggi.

COSA SI INTENDE PER DEBITO?

Un debito è costituito da una somma di denaro che deve essere restituita a chi l’ha prestata.

Si tratta di soldi prelevati da un conto corrente, da un salvadanaio, da una cassaforte o da un qualsiasi altro deposito e consegnato al debitore, il quale dovrà rimetterlo al creditore, il più delle volte maggiorato di una quota di interesse come pagamento del tempo concesso per la restituzione.

Ovviamente, si tratta di soldi reali, in moneta legale riconosciuta e tangibile.

I FINANZIAMENTI E I MUTUI SONO DEBITI?

Se per i mutui il discorso è più complesso, in quanto esiste una procedura più seria e legale, costituita dal lavoro del Notaio, per i finanziamenti la risposta è semplicemente no.

La maggior parte dei finanziamenti non costituisce debiti esigibili!

Lo so, sembra una frase forte, campata in aria, ma ora vedremo nel dettaglio  perché è, invece, reale.

Come abbiamo spiegato poco sopra, un debito è costituito da una somma di denaro sottratta a un deposito per essere posizionata in un altro.

Quando entrate in una finanziaria e sottoscrivete un contratto in cui si dice che la stessa vi presterà del denaro, tale somma non viene prelevata da alcun conto corrente, né depositi, ma semplicemente creata virtualmente con un clic dell’operatore che gestisce la vostra pratica.

Cioè, viene meno il creditore fisico e vengono meno i soldi in moneta legale e fisicamente tangibile.

I debiti che vi dicono di aver contratto sono in moneta elettronica e virtuale e lo dimostra il fatto che, qualora vi troviate in difficoltà e non possiate ripagare il debito, nessuna persona al mondo soffrirà la mancanza della somma da voi dovuta.

Nessun deposito in nessun angolo del pianeta soffrirà una sottrazione di denaro per la vostra insolvenza.

In pratica, non esiste mai alcun creditore di soldi reali, in moneta legale e tangibile.

COME RAGIONANO BANCHE E FINANZIARIE? SGUINZAGLIANDO IL RECUPERO CREDITI

Ovviamente, avendo firmato un contratto, resta il presunto debito, perciò banche e finanziarie hanno tutti i diritti legali di chiedere il rispetto delle rate pattuite, sebbene le stesse dovrebbero essere ripagate nella stessa forma della somma prestata.

Tuttavia, la legge e i recenti richiami del Garante della Privacy tutelano i consumatori e obbligano i funzionari delle istituzioni finanziarie e di tutte le società del recupero crediti a comportamenti deontologicamente corretti.

Nessuno ha il diritto di chiamarvi continuamente ogni giorno, né di farlo a orari improponibili.

Nessuno può pretendere di entrare in casa vostra se non siete voi a invitarlo.

Nessuno può permettersi di parlare dei vostri problemi al citofono.

Nessuno può lasciare biglietti in posti accessibili a chiunque o chiedere informazioni ai vicini di casa.

Nessuno può lasciarvi lettere visibili con indicazione e loghi di recuperatori del credito.

Nessuno può contattare genitori, fratelli, figli o terzi per chiedere informazioni sul vostro conto.

Come potete vedere, il campo d’azione del funzionario del recupero crediti risulta limitato.

Tuttavia, malgrado norme e disposizioni, sono all’ordine del giorno funzionari  maleducati e minacciosi, al limite della violazione della legge.

COME TRATTARE IL RECUPERO CREDITI

La persona che si trova, suo malgrado, ad avere a che fare con il recupero crediti è vittima delle circostanze, di un’azienda fallita o della sopraggiunta impossibilità di far fronte a tutti gli impegni assunti.

Nel 99% dei casi, si tratta di brave persone che, se non fossero sopraggiunti problemi, avrebbero continuato a pagare, non trattandosi né di delinquenti, né di truffatori abituali o di evasori ed elusori seriali, ai quali troppo spesso, invece, le banche stendono tappeti rossi, anche quando si tratta di persone indebitate per centinaia di milioni di euro.

Questa è la base da cui partono i funzionari del recupero crediti, i quali puntano a spaventare i malcapitati inventandosi flagelli campati per aria e sfaceli vari nel caso in cui il debitore persistesse a non pagare.

Si va dalla minaccia di chiamare le forze dell’ordine, fino a quella di espropriare la casa, e qualcuno si spinge a ipotizzare un  intervento dei servizi sociali per valutare la sottrazione della prole.

In tutti questi casi, scrivetelo bene su un foglietto che possiate vedere ogni giorno, SI TRATTA DI STUPIDAGGINI INVENTATE DA CHI E’ IL NULLA.

Per prima cosa, non pagare i debiti non costituisce reato, poiché non viola alcuna legge vigente in Italia!

Si tratta di una semplice inadempienza contrattuale, per la quale non sono previsti né giudici, tanto meno poliziotti vari.

In secondo luogo, tralasciando il discorso relativo ai figli perché non sta in piedi, qualunque altro intervento di pignoramento non può avvenire se non disposto da un giudice.

In sostanza, il funzionario del recupero crediti è una persona comune non investita di alcuna autorità e vale semplicemente lo spazio che voi decidete di concedere.

Potete decidere di rispondere a ogni chiamata e di far entrare in casa chiunque bussi al vostro domicilio, oppure, al contrario, di bloccare ogni numero sconosciuto e di sbraitare al citofono contro chicchessia.

Nessuno può impedirvi di comportarvi con tali personaggi come meglio credete.

Legalmente, il funzionario del recupero crediti vale zero.

Non a caso, dopo l’infruttuoso approccio di una prima società di recupero, verrete contattati da altro operatore, e poi da una terza società e così via…

Non vi invieranno mai lettere e certamente mai per raccomandata, proprio perché andrebbero incontro a un costo per un’azione inutile; preferiscono telegrammi e telefonate, che rientrano in contratti con le società telefoniche e per i quali non pagano nulla al di là dei canoni previsti.

Un po’ come quando avete internet e telefonate illimitate a casa.

La tattica seguita da banche e finanziarie è quella di delegare a società specializzate in recupero il lavoro sporco, cioè demolire la dignità e la libertà del debitore attraverso la paura, le minacce, le continue telefonate.

Ma, una volta compreso che costoro sono il nulla, come tale vanno trattati.

Se rispondete al telefono, mantenete un contatto solo con chi è rispettose ed educato.

Non fate mai entrare nessuno in casa, anche i più educati.

Armatevi di un registratore e avvisate chiunque telefoni che state registrando la telefonata; il più delle volte vi insulteranno, senza rilasciare il nome, e riattaccheranno da soli.

Tutti questi contatti cominceranno nel momento in cui salterete la prima rata di un qualsiasi finanziamento, di qualunque società.

Il modus operandi è lo stesso.

LA PRASSI DEL RECUPERO

Dopo la prima rata non pagata, la finanziaria vi contatterà per dimostrarsi benevola, il più delle volte accodandola all’ultima scadenza prevista.

Dopodiché entrerà in gioco il recupero crediti, nel periodo tra la seconda e la terza rata, quando qualcuno vi offrirà l’ancora di salvezza, ovvero un ulteriore finanziamento per estinguere quello in essere, ingolosendovi con una rata più bassa, spalmando la somma dovuta in dieci anni.

Quando non accetterete, perché è inutile e svantaggioso accettare, arrivati a 6 insoluti, anche non consecutivi, vi invieranno lettera con cui dichiareranno decaduto il beneficio del termine, ovvero la possibilità di restituire a rate quanto dovuto.

Ovviamente, la lettera sarà inviata dalla banca titolare del credito, lettera in cui vi intimeranno di versare l’intera somma del finanziamento entro 7 giorni.

Tale lettera non è nulla di cui preoccuparsi.

Si tratta, infatti, di un atto dovuto che le banche sono costrette a espletare per poter poi eventualmente rivolgersi a un giudice per chiedere un pignoramento.

Siete proprietari di una seconda casa? Avete titoli di borsa o depositi vari?

Ovviamente no, altrimenti avreste pagato le rate o, più probabilmente, nemmeno avreste mai avuto bisogno di rivolgervi a una finanziaria.

Perciò, che cosa rischiate?

Se state pagando un mutuo, la casa non potranno portarla via, poiché non è effettivamente vostra, ma della banca che ne detiene l’ipoteca.

Avete una vettura nuova che valga almeno ventimila euro?

Se la risposta è no, quasi impossibile che chiedano un inutile pignoramento del mezzo, sempre impugnabile, soprattutto da chi risiede in zone scarsamente servite dai mezzi pubblici.

Avete uno stipendio?

Ecco, l’unica cosa che potranno ottenere è la cessione forzata del quinto.

Avete più debiti insoluti?

Sì, tecnicamente è possibile ritrovarsi con più quinti da versare, ma, per legge, nessuno potrà mai sottrarvi una somma tale da lasciarvi con meno del limite di poco superiore all’assegno sociale, intorno ai 750 euro.

Inoltre, è quasi impossibile che il giudice accordi più cessioni del quinto in simultanea; solitamente, infatti, si dichiarano accodate e cominciano solo quando la prima cessione giunge a coprire interamente il debito della prima finanziaria che si è fatta avanti.

Dovete dunque rivolgervi a un avvocato?

No, fino a un’ingiunzione di pignoramento non è il caso e anche dopo non è fondamentale se sapete come muovervi.

Però, dovete agire con fermezza e lucidità fin dal ricevimento della lettera di Decadenza del beneficio del termine.

Innanzitutto, la lettera deve essere inviata con raccomandata con ricevuta di ritorno.

E’ vero che la legge non obbliga le banche a tale procedura, ma la mancata ricezione da parte del debitore di un provvedimento simile lede i suoi diritti di replica, nonché di richieste di delucidazioni.

Perché di delucidazioni?

Beh, innanzitutto, il finanziamento a cui si riferisce la banca è un presunto debito, condizionato al fatto che la stessa società di credito sia in grado di dimostrarne l’esigibilità, altrimenti chiunque potrebbe richiedervi il pagamento di un debito.

Infatti, la banca titolare del finanziamento può produrre il contratto di cui si parla con la vostra firma in calce?

Può dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che quella firma sia la vostra?

Può dimostrare che, all’atto della firma, non siate stati vittima di coercizione per un’improvvisa necessità di liquidità dovuta a perdita di lavoro o malattia e che, quindi, vi abbiano indotti a firmare?

Può produrre documentazione provante il fatto che il presunto debito sia costituito da soldi reali e da moneta legale e tangibile?

Può dimostrare in maniera esaustiva, puntuale e precisa i nomi dei vostri creditori, cioè di quei soggetti ai quali sono stati prelevati soldi per inviarli al vostro conto e che ora soffrono un ammanco per la vostra insolvenza?

Può produrre le pezze giustificative sulle quali, all’atto della stipula del presunto contratto, ha valutato la vostra solvibilità?

Può dimostrare in che modo ha giudicato impossibile il caso di una perdita del lavoro che avrebbe messo in discussione tale capacità di assolvere al presunto debito?

Qualcuno qui ricorderà le assicurazioni, ma, credetemi, le assicurazioni esistono solo come voce da pagare e basta.

Può produrre le ricevute e/o altre pezze giustificative che dimostrino l’ammontare delle spese relative al recupero crediti che vanno a sommarsi a quelle per il presunto debito?

Tutte queste domande sono legittime ed E’ UN VOSTRO DIRITTO chiederne conto alla società che detiene il vostro presunto debito.

Tenete presente che, inventando somme con un clic del computer, banche e finanziarie commettono un reato, poiché le leggi vigenti vietano loro di stampare e di creare moneta, cui è deputata la sola BCE.

Ricordate, inoltre, che una persona è tenuta a ripagare un debito nella stessa forma e sostanza, perciò, se si tratta di soldi virtuali perché pagare con soldi reali?

E ancora, se si tratta di somme virtuali, perciò non in moneta legale, il contratto può essere non nullo?

SE SPAVENTARE NON FUNZIONA

Va ricordato inoltre che banche e finanziarie, vista l’impossibilità di rientrare di tutta la cifra richiesta, sono solite cedere i crediti ad altre società, a prezzi scontati anche del 70%, mettendo a bilancio i mancati introiti come perdita.

Le società che acquistano tali crediti, ricominciano tutta la serie di contatti e minacce, fino a che non si renderanno conto di non poter ottenere nulla, se non un quinto di un misero stipendio, ammesso che non incontrino il pollo disposto a firmare cambiali.

Non a caso, capita di sentire una proposta di saldo a stralcio, dove la finanziaria o il recupero crediti per lei propongono di saldare il debito con uno sconto fino al 70%.

Praticamente, anziché cedere il credito ad altra società, si cerca di ottenere la stessa cifra dal cliente.

CONCLUSIONI

Quindi, invece di spaventarvi, preoccuparvi o, peggio, pensare a gesti estremi, ricordate che il vostro debito, in realtà, non esiste e lottate.

Trattate la banca mettendovi sullo stesso piano.

Credetemi, quando fate capire a un direttore di banca, a un recuperatore o a un funzionario qualsiasi, che non avete paura, la paura la leggete nei loro occhi, insieme allo stupore.

Non a caso, vi contatteranno per proporvi un rientro stipulando delle cambiali, ingolosendovi con una rata molto più bassa di quella che non riuscivate e pagare e vi chiederanno altre firme sotto altrettanti documenti, segno evidente del fatto che quelle già in loro possesso valgono ben poco.

Ebbene, NON FIRMATE CAMBIALI, NE’ ALTRO!

Se non pagare le rate di un finanziamento non costituisce reato, non pagare una cambiale, invece, è un reato.

E’ l’unico modo che la banca ha di portarvi dalla parte del torto di fronte a un giudice.

Non solo, ma, firmando delle cambiali, accettate in toto il finanziamento per cui si utilizza lo strumento delle cambiali senza che possiate più pretendere nulla, né sotto il profilo giuridico, né morale.

Quando invierete lettere con le richieste di cui sopra, vi risponderanno con documentazioni parziali, attribuendo le mancanze alle leggi sulla privacy.

Ebbene, ciò è falso, in quanto tutte le banche fanno firmare il consenso all’utilizzo dei dati, pena l’impossibilità di avere un deposito.

Perciò richiedete tutti i documenti che la banca si rifiuta di concedere, segnando un limite massimo, in 15, max 30 giorni, scaduti i quali riterrete il presunto debito inesigibile per manifesta impossibilità della società creditizia di produrre la documentazione indispensabile richiesta.

E se proprio volete trovare una soluzione, non pagate più i debiti e mettete da parte un gruzzoletto in contanti per proporre saldi a stralcio con almeno 70% di sconto su quanto richiesto. (es. 2500 euro su richiesta di 30.000).

Non accetteranno, ovviamente.

Passeranno mesi, cambierà la società, il debito si assottiglierà sempre di più, contrariamente a quanto sosterranno per spaventarvi, e voi riproporrete la vostra sommetta.

D’altro canto, non dimenticate che si parla di soldi virtuali, creati illegalmente da banche e finanziarie per alimentare il sistema capitalista, che, senza quelle somme, crollerebbe per mancanza di domanda per le merci prodotte.

Non dimenticate nemmeno che, con la scusa della possibilità di poter ottenere prestiti, vi hanno cancellato diritti e tenuto gli stipendi bassi, perché tanto c’era l’alternativa.

Infine, non dimenticate che, con la scusa dei debiti da ripagare, hanno creato interi eserciti di lavoratori silenti, impossibilitati ad alzare la voce per non essere licenziati.

Hanno fatto di voi degli schiavi!

Tuttavia, ricordate che il potere esiste in funzione di quanto noi gli concediamo.

Il vero potere è quello che noi riteniamo tale.

Noi siamo il potere!

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