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COME STUDIARE STORIA DIVERTENDOSI

Come studiare Storia divertendosi.

Storia è una di quelle materie che, fin dai primi anni di scuola, alimenta numerose idiosincrasie, forse perché non si è mai provato a giocare a fare i detective.

di Pasquale Di Matteo

Non puoi mentire con la Storia, non puoi limitarti a imparare delle date a memoria o a imprimerti nella mente una serie di concetti da ricordare giusto il tempo di affrontare un esame.

No, la Storia necessita di dedizione, di ragionamento e della capacità di porsi domande.

Come studiare Storia divertendosi, allora?

La prima cosa che bisogna tener presente è che, per studiare Storia, bisogna avere a disposizione un ambiente in cui rilassarsi, dove non essere distratti.

Se la musica è un mezzo attraverso il quale riuscite a concentrarvi, tenerla a basso volume vi aiuterà anche a ricordare meglio e a non stancarvi, ma se vi distrae, meglio optare per un luogo silenzioso.

I libri che servono per lo studio dovrebbero essere sempre vicini, per non dover perdere la concentrazione ogni volta, per alzarsi a cercare il materiale occorrente; inoltre, non dovrebbero mancare dei post-it, da utilizzare per segnare le pagine con gli spunti indispensabili, degli evidenziatori di diversi colori, per sottolineare le cose importanti, con colori diversi a seconda che trattino di un determinato personaggio o di un altro, di date o altre differenziazioni che potrete fare per aiutarvi ad individuare con una semplice occhiata fugace i concetti che vi servono.

Non sarebbe male munirsi anche di carta e penna per imbastire un riassunto espositivo di quanto studiato, dando luogo a un indice, che vi servirà sia per organizzare al meglio un’eventuale esposizione, sia per ricordare e collegare immediatamente fatti e questioni in caso di domande specifiche.

Potrete anche fare delle fotocopie delle foto dei personaggi trattati, ritagliarle e posizionarle sul tavolo o su una lavagnetta, per costruire un percorso per immagini in modo da implementare la vostra “scaletta”.

Tuttavia, tale “scaletta” non dovrebbe essere solo un elenco di sequenze, di foto, con il riassunto di fatti e date, ma dovrebbe anche contenere degli spunti per comprendere meglio quanto studiato, per rimandarvi a ricerche ulteriori su altri libri.

Per esempio, se mi limito a imparare a memoria i capitoli inerenti l’Unità d’Italia e non arricchisco il tutto con studi personali di altri libri, soprattutto per cercare di capire perché a un certo punto l’Unità fosse così tanto auspicata, si rischia di non comprendere in toto la questione meridionale, finendo con il credere ai tanti stereotipi con i quali ancora oggi il Meridione viene dipinto.

Se ci si ferma a giudicare Papa Pacelli troppo tenero con il Nazismo, studiando tomi rispettabilissimi, non si può tuttavia prescindere dal fare ricerche personali, chiedendosi sempre che cosa si sarebbe potuto fare di diverso nei suoi panni, in quel frangente, con centinaia di migliaia di uomini di Chiesa che in Europa sarebbero stati probabilmente massacrati per ritorsione ogniqualvolta il Papa avesse condannato duramente Hitler.

Quindi, al di là del metodo di studio, la Storia necessita di approcciarsi ad essa con una serie infinita di domande, pronti a mettersi in discussione nei panni di un qualsiasi personaggio, per meglio comprendere tutte le dinamiche di una vicenda, non restando solo ostaggio dell’opinione dello storico.

Un po’ come si dovrebbe fare oggi leggendo gli articoli dei quotidiani, dove gli avvenimenti raccontati sembrano svolgersi persino in maniera opposta sulle diverse testate, proprio perché il giornalista, come lo storico, ha un proprio punto di vista.

Quando si studia Storia, bisogna pensare di avere una cartina tra le mani, sulla quale individuare il percorso per raggiungere un punto di arrivo; la cartina è il libro che dovete studiare, mentre il punto d’arrivo è la conoscenza che dovrete acquisire.

Il tragitto e tutto quanto è presente lungo l’itinerario sono le risposte alle domande che dovrete porvi.

E, proprio come dopo un lungo viaggio, a distanza di tempo, può capitare di non ricordare con precisione le date di una visita, di una foto, di un evento divertente, ma non dimenticherete mai il tragitto, i profumi, le canzoni in sottofondo o qualche costruzione particolare.

Per esempio, io che amo tenere la musica in sottofondo per concentrarmi, talvolta ricordo pagine e argomenti affrontati anni fa attraverso una canzone passata alla radio che ascoltavo mentre studiavo.

Perciò, dopo aver predisposto un ambiente adeguato allo studio, in casa o presso una Biblioteca, dopo aver sistemato tutto l’occorrente a portata di mano, si deve studiare e ci si deve porre domande, alle quali andare a cercare risposte.

Per ricordare le date, infine, soprattutto quando non si ha una memoria ben allenata, si possono fare delle associazioni con i compleanni di persone care che si ricordano: per esempio, per ricordare le battaglie di Magenta, di Solferino e San Martino del 4 e del 24 giugno 1859, io le associo al compleanno di mia madre, 4 marzo 1959.

Mi ricordo di cambiare mese e secolo e il gioco è fatto.

Tuttavia, i concetti bisogna ricordarli e imprimerli nella mente con il ragionamento e le domande di cui sopra, così, infatti, ricordo che fu proprio in occasione di quelle battaglie che si diede vita, per la prima volta, a un sodalizio tra le forze in campo per soccorrere i feriti e portare via i morti, senza badare ai colori delle divise.

Da quel sodalizio, da quell’esperienza, quattro anni più tardi nacque la Croce Rossa Internazionale.

Per qualcuno può essere un dettaglio insignificante ai fini di un’interrogazione o di un esame, ma è proprio grazie a quel particolare dettaglio che ricordo tutto il resto.

Oltretutto, approcciarsi alla Storia pieni di domande alle quali dare una risposta è senza dubbio un modo per studiare la Storia divertendosi, invece di sforzarsi di ricordare avvenimenti che, spesso, riteniamo troppo distanti da noi.

Così, studiare Storia diventa un po’ come giocare a fare i detective.

Senza contare il fatto che, quando da un capitolo di Storia riesci a trarre importanti riflessioni e a comprendere veramente la vita di personaggi famosi e il perché delle loro azioni, la cosa è sicuramente più appagante del semplice riempire la mente di nozioni.

Le nozioni imparate a memoria, i numeri, le date, le percentuali, spariranno con il tempo.

La comprensione degli avvenimenti attraverso le risposte alle domande che saprete porvi, invece, non vi abbandonerà più.

Un ultimo consiglio: potrete utilizzare anche il Web per le vostre ricerche, ma cercate sempre ulteriori conferme a quanto scoprite.

Internet è un luogo in cui trovare di tutto, dove tuttavia spopolano anche molte notizie false.

E non fatevi prendere in giro da siti che millantano di essere contro le “bufale”, contro le falsità, le fake o altro, perché spesso si tratta di un modo subdolo di creare fake news screditando notizie vere.

Perciò, a ogni spunto interessante che doveste trovare sul Web, dovrebbe seguire una ricerca di conferma, meglio se compiuta attraverso la lettura di un libro.

Tenendo sempre presente che, se è vero che non esiste la verità assoluta, è vero anche che ci sono molteplici punti di vista.

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