LA MATERIA DELLO SPIRITO, MOSTRA DI CARLA BERTOLI

La Materia dello Spirito, Mostra di Carla Bertoli.

Il 7 novembre 2019, presso la galleria Art Luxury di Milano, ha avuto luogo il vernissage della Mostra Personale di Carla Bertoli, con la presentazione critica di Pasquale Di Matteo.

di Lino Mattei

In una tipica giornata di novembre, con la pioggia battente e un cielo malinconico a far da cornice, presso la caratteristica galleria Art Luxury, in Milano, si è tenuto il vernissage de LA MATERIA DELLO SPIRITO, Mostra Personale di Carla Bertoli.

La pittrice lombarda ha esposto una serie di opere tratta dalla sua suggestiva produzione Pop Art.

Davanti a un nutrito gruppo di ospiti, il Critico d’Arte, Pasquale Di Matteo, ha fatto notare come la Pop Art della Bertoli sia originale, nella sua espressione figurativa, per poi focalizzare l’attenzione sui temi trattati dalla pittrice, che ne fanno un’artista.

(Puoi vedere il video cliccando qui).

Di Matteo, infatti, ha spiegato come l’arte contemporanea non si possa giudicare con i metri di giudizio validi per quella classica, poiché, « prima dell’avvento della macchina fotografica, la tecnica era fondamentale, in virtù delle commissioni che venivano richieste dalla Chiesa e dall’aristocrazia, per opere che ricordassero scene bibliche o parenti; all’epoca, la figura del pittore era quella di chi metteva su tela delle foto e non le proprie emozioni ».

Dopo l’avvento della macchina fotografica, il ricordo è diventato sempre più terreno per fotografi e dispositivi elettronici, obbligando il pittore a fare della tecnica solo un mezzo per comunicare qualcosa in maniera più raffinata.

Senza dimenticare il fondamentale ruolo di denuncia delle devianze della società dell’Espressionismo, del Surrealismo, del Dadaismo…

« L’Arte senza comunicazione non è arte, bensì artigianato », ha detto il critico, ricordando come anche i grandi maestri del secolo scorso siano tali principalmente per la loro capacità di sviscerare il proprio tempo, raccontandolo alle generazioni successive.

«  Se ci soffermiamo sulla bellezza, innanzitutto bisognerebbe disquisire in merito al concetto stesso di bellezza, e tra giorni saremmo ancora qui a discutere, in quanto impossibile trovare una definizione universale di bellezza, in secondo luogo, vincolandoci all’immagine, gli occhi ci farebbero ritenere bellissimo un qualsiasi ritratto di uno dei tanti bravi ritrattisti in Piazza Duomo, tralasciando un’opera esteticamente poco piacevole, anzi, addirittura con un senso della figurazione brutto e deforme, come IL VECCHIO CHITARRISTA CIECO di Picasso; gli occhi, scegliendo la bellezza, preferirebbero il nulla a uno dei più grandi capolavori della Storia », ha spiegato il critico.

Poi ha fatto notare come Carla Bertoli tratti temi importanti, come quello dell’emancipazione femminile e quello degli eroi, situazioni che viviamo ogni giorno sulla nostra pelle.

« Viviamo in un Paese in cui, a parità di mansioni, le donne percepiscono ancora stipendi minori rispetto ai colleghi maschi, inoltre, fatte salve sporadiche eccezioni, nei Paesi più importanti del mondo non si vedono presidenti donne. E poi, pensate che una donna possa diventare Papa oppure anche solo officiare messa? », ha fatto notare Di Matteo, prima di edulcorare in merito alla particolare serie dei Fumetti di Carla Bertoli.

Una serie in cui sono protagonisti personaggi dei cartoni animati degli anni settanta e ottanta, quelli dei ragazzini e delle persone comuni che guidavano robot giganteschi, grazie ai quali sconfiggevano alieni cattivi, salvando l’umanità.

« L’intera umanità! Bianchi, neri, gialli… Tutti. Perché, in quei cartoni, si trasmetteva un modello di eroe che metteva a repentaglio la propria vita per salvare la comunità, in un senso di comunione e di coesione sociale che oggi non esiste più, perché vige la moda di scrivere le proprie agiografie sui Social, cercando di imitare gli eroi ottriati dai media ».

Infatti, gli eroi di oggi sono quelli trasmessi dalla TV e dai Social, personaggi che diventano famosi con professioni nuove quali: il tronista, lo youtuber e l’influencer.

Eroi moderni che sono poi protagonisti delle pubblicità, dove uomini dalla dentatura perfetta e donne dai fisici plasmati da ore di palestra, e dal bisturi di abili chirurghi plastici, guidano auto di lusso, vestono capi firmati e indossano gioielli costosi.

L’immagine ha sostituito i valori di un tempo, mentre il denaro è diventato l’unico vero dio.

Carla Bertoli ci riconduce a una più attenta analisi della situazione, del mondo in cui viviamo e del futuro che vogliamo tracciare per i nostri figli.

Il Critico d’Arte ha sottolineato la potenza comunicativa di alcune opere in particolare, una fra tutte OBAMABURGER, in cui il faccione dell’ex presidente degli Stati Uniti è accostato a uno dei prodotti tipici dei fast food.

Un accostamento che ricorda un episodio in cui Obama decide di pranzare in un fast food, cosa normalissima per comuni cittadini, ma inusuale per uomini che rivestono certi ruoli.

Eppure, l’umiltà di sentirsi come tutti gli altri, di non porsi su di un piedistallo, è il messaggio che emerge da quest’opera e dimostra come Carla Bertoli sia un’artista attenta al proprio tempo, oltre che ottima analista del vivere.

Carla Bertoli realizza opere mediante un particolare uso del mosaico, in cui riutilizza elementi riciclati con i quali ricrea suggestivi effetti materici, riformulazioni del presente, trasformandosi in una modellatrice del nostro tempo.

Il riutilizzo di materiale di scarto è poi ulteriore dimostrazione di come l’artista sia attenta alle problematiche prodotte dalla nostra società del progresso, fortemente ancorata al mondo in cui vive.

Di Matteo ha ricordato, infine, come, analizzando le opere della Bertoli, per realizzare il catalogo della mostra, abbia deciso di inserirla nella lista di artisti che porterà in esposizione in Giappone nel 2020.

La mostra personale di Carla Bertoli, LA MATERIA DELLO SPIRITO, resterà visibile al pubblico milanese fino al 22 novembre prossimo, negli spazi della Art Luxury Gallery, in via Pasquale Sottocorno, 27, Milano.

 

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