PASQUALE DI MATTEO RACCONTA ANNA MARIA BRAZZO’

Pasquale Di Matteo racconta Anna Maria Brazzò

Abbiamo incontrato il Critico d’Arte, Pasquale Di Matteo, presso la Sala protomoteca del Campidoglio, durante l’evento istituzionale, COLORI DI PACE, scambio interculturale tra Sri Lanka e Italia, con il quale abbiamo parlato anche della curatrice, Anna Maria Brazzò.

di Vincenza Mei

Sono le venti del 29 ottobre 2019, quando incontriamo il Critico d’Arte, Pasquale Di Matteo, reduce da COLORI DI PACE, un sontuoso evento istituzionale organizzato da Anna Maria Brazzò, presso la Sala Protomoteca del Campidoglio, a Roma.

Lo rubiamo dall’attenzione di artisti e delegazioni straniere, che gli chiedono di posare per le foto di rito e gli domandiamo: « Ci dica, Di Matteo, è contento di come si è svolto l’evento? »

« Assolutamente! E’ stato un evento grandioso, in cui protagonista indiscussa è risultata l’arte, attraverso i colori delle 9 splendide artiste che ho potuto selezionare da tutta Italia e le danze  che si sono susseguite. Bellissimo l’intervento del Dott. Chandana, che ci ha trasportati tutti in Sri Lanka e ci ha conquistato con la sua storia personale, fatta di sfide, di abnegazione e di integrazione. ».

« Quindi, organizzazione perfetta? ».

« Ma… Perfetto è un termine che non mi piace, perché presuppone che non ci sia la possibilità di migliorarsi, e, da inguaribile perfezionista, faccio fatica a godere dei successi, perché cerco subito i difetti, per limarli, perché non c’è niente di imperfettibile. Tuttavia, devo fare i complimenti ad Anna Maria Brazzò, perché, se mi aveva favorevolmente colpito con LE PORTE D’ORIENTE, lo scambio interculturale tra Iraq e Italia in cui avevo potuto presentare in Mostra Personale la grande pittrice Maralba Focone, lo scorso 12 giugno, devo dire che con COLORI DI PACE, Anna Maria è andata oltre: un evento suggestivo, ricco di performance di livello elevatissimo e ospiti d’eccezione, dall’alta società della capitale, alle delegazioni estere. Grande evento! ».

« Qualcuno dice che la Brazzò realizza eventi straordinari, ma che i costi non sono certamente alla portata di tutti… ».

Di Matteo sorride, poi sbotta: « E per fortuna! Ho dibattuto sull’argomento anche nel mio ultimo libro… Se entro in panetteria e chiedo del pane, non lo pretendo gratis; se voglio una bella auto, devo pagarla, e così per una prestazione professionale. Gratis si può ottenere ciò che vale zero, così come si può spendere poco per una sottomarca, mentre, in ogni ambito, il meglio costa caro e salato. Organizzare un evento strepitoso, come questo, presuppone ore di lavoro e soldi che si spendono, per la Stampa, la pubblicità, gli inviti, le telefonate, per le performance. Se si invitano solo amici e parenti, si può risparmiare sugli accessori, ma se hai a che fare con aristocrazia e istituzioni, non puoi assolutamente permettertelo! Inoltre, mica ti concedono la Protomoteca senza un grande evento! Chi vuole il meglio, innanzitutto deve meritarlo, perché il Campidoglio non è certamente per chiunque, dopodiché è ovvio che una quota per contribuire a un simile spettacolo sia d’obbligo, altrimenti si può optare per i soliti eventi in cui vengono invitati cani e porci, che saranno buoni per qualche foto su Facebook, ma che non servono a nulla a livello di curriculum, perché quando esponi laddove hanno esposto decine, centinaia di altri, il valore dell’evento è molto riduttivo, dacché se ne possa dire. I pittori si concedono a chiunque, gli artisti, invece, meritano, vogliono e pretendono di distinguersi, facendo solo il meglio.».

« Ma come è nato questo dualismo DI MATTEO – BRAZZO’? ».

« Oddio, definirlo dualismo mi sembra eccessivo… Io faccio il Critico, la Brazzò la Curatrice e ciascuno a mille altri impegni… Ci troviamo piuttosto bene perché Anna Maria è come me: fa ciò che promette. E, come me, fa anche di più! Si tratta di una persona che mette tutta se stessa negli eventi che organizza e… Guardate che è tanta roba! ».

Di Matteo sorride, poi, spiega: « Anna Maria Brazzò è una donna forte, che ha respirato arte fin da piccola grazie al nonno. Ancora oggi, la Brazzò è definita LA PRINCIPESSA VENUTA DAL MARE, per via dei suoi natali sull’Isola delle Femmine, in Sicilia. Da ragazzina, ha vissuto gli anni della Dolce Vita, con le giornate trascorse al Bar Taddei, con un certo Guttuso che scarabocchiava progetti per futuri capolavori sui tovaglioli di carta, o al Fellini, in Piazza del Popolo. Nei suoi eventi, lei cerca di ricreare l’atmosfera vissuta in quegli anni, quando l’arte, in tutte le sue sfaccettature, aveva un ruolo ben più importante rispetto a quello che le attribuiamo oggi. Non a caso, i suoi eventi si caratterizzano per la simbiosi con altre culture, con un’attenzione particolare nei confronti delle diverse forme di culto. Anche oggi, la benedizione affidata al monaco buddista è stata da pelle d’oca! ».

« Di Matteo, lei, durante il suo lungo intervento, ha parlato proprio di relazioni umane e di culture diverse, argomento azzeccato per l’evento? »

« Certamente! Eventi come questi servono a far capire che il pianeta è di tutti e che possiamo soltanto imparare dalle diverse culture. Ovviamente, quando ci sono il rispetto reciproco e la voglia di tutti di mettersi in discussione e di cercare l’armonia! Tuttavia, come ho detto prima, basta vedere i comportamenti sui Social per comprendere come gran parte degli Italiani pensi di avere la verità assoluta, di saperne di più degli altri, e di non sbagliare mai, perciò le diverse opinioni non sono viste come punto focale da cui trarre insegnamenti, ma sempre e solo motivo di scontro per crearsi dei nemici. E ciò è endemico in maniera trasversale per qualunque colore politico o credo. Eventi come COLORI DI PACE, invece, dimostrano come sia suggestivo e di spessore mescolare ambiti differenti. Prendete a esempio la danza del Lookmaker Sergio Tirletti ed Eva La Certosa, l’Oriental Tango, in cui si sono sapientemente miscelate le movenze di scuola latina con le musiche orientaleggianti, dimostrando come si possa allargare gli spazi della creatività confrontandoci e aprendoci al mondo. ».

ottobre tango
Tango Passion

« Farete ancora qualcosa insieme? ».

« Credo proprio di sì! Perché dovremmo smettere, visto che il primo è stato un successo e questo di oggi strepitoso?! Certo, c’è il rischio di non riuscire a fare meglio, ma sono un inguaribile ottimista… Scherzi a parte, sicuramente se Anna Maria avrà bisogno e/o volessi portare qualche artista nella Capitale, non c’è alcun dubbio che l’organizzazione sarà di Anna Maria Brazzò. Perché poi, al di là della professionalità, il mondo dell’arte è un po’ un mondo di squali, dove è difficile non essere presi in giro. Perciò, quando si incontrano persone perbene, che si rispettano reciprocamente, credo che le collaborazioni siano naturali. Poi, vediamo se riusciamo a sfruttare la sua bravura organizzativa anche fuori Roma. Ormai, per me è un po’ una zia acquisita… Ci sentiamo volentieri anche al di fuori dell’ambito lavorativo… ».

« Perciò, mi pare di intuire che sia molto soddisfatto per oggi; che voto dà ad Anna Maria Brazzò? ».

« I voti sono sempre soggettivi. Direi un bel 9 pieno, altrimenti poi si monta la testa ».

Di Matteo ride, poi mostra le dieci dita delle mani.

« E al critico, che voto dà ».

« Avrei voluto essere un po’ più incisivo nelle presentazioni, ma i tempi limitati non consentono di fare tutto come vuoi, però anch’io mi assegno un bel 9. Il 10 me lo tengo per la prossima volta! ».

« Programmi futuri? »

« Un lavoro con una galleria di Milano, con la quale collaboro e grazie alla quale sono diventato unico referente italiano di Reijinsha Japan, una delle più attive e importanti organizzazioni artistiche al mondo, poi qualcosa a Firenze, qualche inaugurazione, cataloghi… Ma, prima di tutto, penso a cenare stasera,con Anna Maria e gli amici romani, che, quando vengo a Roma, mi fanno sentire sempre a casa. ».

 

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