9 ARTISTE IN CAMPIDOGLIO

9 artiste in Campidoglio

Il 29 ottobre, presso la Sala Protomoteca del Campidoglio, ha avuto luogo l’evento COLORI DI PACE, scambio interculturale tra Sri Lanka e Italia, all’insegna della pace e dell’arte.

di Lino Mattei

Martedì 29 ottobre, su Roma splendeva il sole e la temperatura era gradevole.

In questo clima da tarda estate, ha avuto luogo l’evento COLORI DI PACE, curato da Anna Maria Brazzò, scambio interculturale tra Sri Lanka e Italia, ma anche occasione per offrire ai numerosissimi ospiti uno spettacolo di Arte di notevole fattura, fatto di danze, musiche e di colori.

In una sala gremita, in cui spiccavano alcuni sari, costumi tradizionali dello Sri Lanka, della stilista Shammy Gunathilaka, l’evento ha avuto inizio con il taglio del nastro e la benedizione affidata a un monaco buddista, capace di ammantare di spiritualità lo spazio racchiuso dai muri, in un silenzio ossequioso e partecipato.

 

Dopo la benedizione, ha preso la parola il Dott. Thappawarige Chandana, relatore della serata; già consigliere aggiunto nel Municipio XV di Roma, in passato, è oggi rappresentante delle comunità asiatiche.

Dopo aver ringraziato Anna Maria Brazzò, per l’ottima organizzazione, ha trasportato i convenuti nella sua storia personale, fatta di integrazione e di un legame speciale per i suoi due Paesi, lo Sri Lanka, per avergli dato i natali, e l’Italia, per averlo accolto.

 

Successivamente, Chandana ha argomentato i motivi che fanno dello Sri Lanka una meta turistica di grande fascino, per la cultura millenaria, per la religione e per la filosofia della pace, quest’ultimo sentimento ancor più diffuso dopo la fine di una trentennale guerra civile, con la pacificazione del 2009.

Dopo l’intervento del Dott. Chandana, è intervenuto il Critico d’Arte Pasquale Di Matteo, responsabile unico per l’Italia di Reijinsha Japan, una delle più importanti organizzazioni artistiche del Giappone, che organizza eventi in tutto il mondo.

Di Matteo ha presentato le 9 pittrici protagoniste, chiamandole sul palco una a una, per illustrare i motivi che lo hanno spinto a selezionarle per questo evento istituzionale di eccelsa importanza e in un luogo che, proprio per la sua storia e il suo profilo istituzionale, non è accessibile a chiunque.

Daniela Bussolino, Silvy Favero, Gina Fortunato, Francesca Bice Ghidini, Liliia Kaluzhyna, Barbara Marchi, Cinzia Morini, , Petruska Merisio, Simona Veronica Verzichelli.

 

Chiamate rigorosamente in ordine alfabetico, le artiste si sono susseguite sul palco, dove Di Matteo ha conferito loro l’attestato di selezione, argomentandone la critica, non tanto alle opere esposte, ma all’intera Arte di ciascuna, delle quali ha esaltato i pregi: l’inno alla gioia decantato da Daniela Bussolino; l’auspicio di una maggiore attenzione per la meditazione, declinato da Silvy Favero; la raffinata voglia di cambiamento, mantenendo le radici, di Gina Fortunato; la focalizzazione sulle relazioni umane di Francesca Ghidini; la coesione con il mondo naturale di Liliia Kaluzhyna; la materica potenza espressiva di Barbara Marchi, con i suoi temi di spessore; l’elegante relazione con la natura e il cosmo di Cinzia Morini; la voglia di riscrivere il presente di Petruska Merisio; la capacità di esaltare l’essenza delle cose di Simona Veronica Verzichelli.

 

 

Tutte, ha spiegato Di Matteo, hanno la capacità di oltrepassare lo strato apicale dell’immagine, per giungere all’essenza delle questioni, così come tutte hanno peculiarità che le caratterizzano, elementi fondamentali per chi voglia elevarsi dal ruolo di pittore a quello di artista.

 

Artiste prima di ogni altra cosa concettuali, perché, come ha spiegato il critico, la bellezza e l’estetica si fermano al mero senso visivo e alla soggettività di ciò che ciascuno può ritenere bello.

“Con un concetto, invece, si può essere d’accordo o dissentire, ma il concetto racconta il nostro tempo a chi verrà domani, proprio come i grandi del passato”.

Nove artiste donne, ha spiegato il Critico, “perché probabilmente le donne hanno un’anima molto più sensibile, con la quale riescono a sviscerare i problemi legati al nostro tempo in maniera più puntuale”.

Collegandosi a quanto detto dal Dott. Chandana, Pasquale Di Matteo ha focalizzato l’attenzione sul concetto di Arte, il cui sinonimo, ha affermato, è COMUNICAZIONE, indispensabile per comprendere reciprocamente culture diverse.

Durante le presentazioni, Di Matteo ha manifestato la propria amarezza per il tempo in cui viviamo, caratterizzato da immagini che durano lo spazio di qualche like e da un momento in cui, in Italia, viviamo una stagione dove avere opinioni diverse significa diventare nemico di chi non è d’accordo, mentre, al contrario, punti di vista diversi dovrebbero essere un valore aggiunto, in una società che si definisce civile ed evoluta.

Proprio come lo spirito di pace dell’evento evocava.

Il Critico d’Arte, non ha mancato di omaggiare la grande pittrice Maralba Focone, presente in sala, e che, il 12 giugno scorso, era stata protagonista con una sua mostra personale proprio alla Protomoteca del Campidoglio, in un altro fantastico evento organizzato da Anna Maria Brazzò, uno scambio interculturale tra Iraq e Italia.

 

Conclusa la presentazione delle 9 artiste, Di Matteo ha presentato, di volta in volta, le varie danze orientali che si sono susseguite: gruppo Danza Roma Italia Prebaswari, che ha eseguito delle coreografie tradizionali cingalesi; Shalimar Nur e le sue danzatrici, con una danza del ventre; Sandra Angelucci, che ha incantato con una tribal dance, suadente, quanto raffinata.

Particolarmente apprezzati anche il lookmaker Sergio Tirletti ed Eva Lacertosa, che hanno proposto due balli: un Oriental Tango, prima della pausa per il buffet, e un Tango passion.

 

Un evento partecipato e sentito, sia dalle centinaia di convenuti, sia dagli stessi artisti, che hanno goduto di una giornata magica, all’insegna della cultura, dell’arte, della religione e della coesione tra i popoli.

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Una giornata indimenticabili per le 9 artiste in esposizione, il cui curriculum si è arricchito di un tassello davvero unico, raro, con una selezione vera e per un numero contenuto, in un momento in cui, nel mondo dell’arte, è prassi far esporre chiunque purché paghi, dando luogo a manifestazioni con centinaia di partecipanti.

 

 

 

Un grazie particolare all’organizzazione impeccabile di Anna Maria Brazzò.

 

 

 

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