I DEBITI TENGONO IN VITA IL CAPITALISMO

I debiti tengono in vita il Capitalismo

Dalla crisi globale del 2008 in avanti, uno dei termini più inflazionati è senza dubbio “debiti”; ma siamo sicuri che esistano davvero e si debba ripagarli e che non siano, invece, un artificio per tenere in vita un sistema morto vent’anni fa, perché pochi fortunati non debbano perdere i privilegi?

di Pasquale Di Matteo

Viviamo in una società in cui onorare i debiti è un mantra per chi si consideri una persona rispettabile e, per carità, lungi da me voler distrarre da tale tesi.

Se una persona ci presta del denaro è etico, nonché educato, restituire quanto dovuto, nei termini convenuti.

Tuttavia, esistono delle casistiche in cui i debiti non dovrebbero essere restituiti poiché inesistenti, sebbene il sistema si regga in piedi grazie alla complicità di giudici e avvocati compiacenti.

Innanzitutto, cos’è un debito?

Un debito è costituito da una somma di denaro che si riceve in prestito dal deposito di un’altra persona e che bisogna restituire, altrimenti da tale deposito mancherà sempre la quantità di denaro prelevata.

Se un amico ci presta 5000 euro, con un bonifico dal proprio conto corrente al nostro, attinge dal proprio deposito per caricare il nostro e, fino a quando non glieli restituiremo, a lui mancherà quella cifra.

Perciò possiamo parlare di un debito, senza se e senza ma, poiché l’oggetto è costituito da moneta legale e il contratto verbale in essere è lecito.

Ma quando una banca ci presta del denaro?

Ebbene, nella quasi totalità dei casi, i contratti non sono legali, in quanto l’oggetto del contratto è illegale.

Infatti, nel momento in cui una banca o un finanziaria stipulano un contratto di credito al consumo che voi sottoscrivete, la somma prestata non è sottratta da nessun deposito preesistente, ma figura esclusivamente come moneta scritturale.

La banca o la finanziaria, in un secondo momento, chiedono alle sedi centrali e poi alla BCE le somme prestate.

Sembrerebbe tutto lecito, se la moneta scritturale non fosse illegale; infatti, come dichiarato da Mario Monti nel 2016 e ribadito dalla Banca d’Italia, nel 2017 e nel 2019, la moneta scritturale non è moneta legale e per ripagare ogni tipo di obbligazione è lecita soltanto la moneta emessa dalla BCE.

D’altro canto, per legge, soltanto la BCE e le banche centrali degli Stati membri dell’Unione europea, su indicazione della stessa BCE, possono emettere moneta.

In virtù di ciò, tutti i contratti elargiti con moneta scritturale sono nulli, poiché l’oggetto del contratto è illegale.

E il debito non esiste proprio perché non c’è alcun deposito che piange una sofferenza dalla vostra mancata restituzione.

Basterebbe semplicemente chiedere alle banche da quali depositi preesistenti esse abbiano attinto per formare la somma del prestito, ma gli avvocati, per non essere immediatamente oltraggiati dal sistema si rifiutano di assistere le persone in tribunale per paura, per mancanza di coraggio.

Le banche si difendono da tali accuse sostenendo che poi esse ricevono quei soldi dalla BCE e che, un attimo dopo averli accreditati sui conti dei clienti, le somme sono già ritirabili in contanti ai bancomat o agli sportelli bancari.

Ciò corrisponde al vero, ma costituisce un reato alla luce del sole: si tratta di indebita emissione di moneta.

Infatti, affermando che la moneta scritturale è immediatamente convertibile in moneta euro contante, le banche ammettono di emettere moneta, cosa che non possono fare e penalmente perseguibile, sia sotto il profilo dell’emissione di moneta, sia per l’accensione di contratti il cui oggetto è illegale.

Purtroppo, in una società in cui tutto è regolato dalle banche e dalle transazioni bancarie, avvocati e giudici non si permettono di interferire con questo sistema illegale che va avanti da anni, ma che tiene in piedi l’intera economia del mondo occidentale.

D’altronde, se le banche dovessero limitarsi a prestare soltanto soldi che hanno fisicamente in pancia, o al solo moltiplicatore di depositi, verrebbe meno il credito al consumo alle famiglie e il Capitalismo collasserebbe.

Viviamo in una grande bolla speculativa in cui gran parte del denaro emesso non è emesso dalle banche centrali, come le leggi imporrebbero, ma dai servizi finanziari delle banche private, che poi detengono i titoli delle stesse banche centrali.

E chi controlla sull’operato delle banche private? Le banche centrali di proprietà delle controllate.

Basta osservare come persino le pubblicità di oggetti costosi, come automobili e dispositivi d’alta tecnologia, siano ormai propensi a dichiarare il costo delle rate mensili e non più quello d’acquisto.

Addirittura si arriva a effettuare sconti per chi privilegia il credito al consumo rispetto al saldo in un’unica soluzione.

Un sistema in cui gli uomini sono soltanto clienti, merce da utilizzare per continuare a produrre moneta finta, farlocca, inesistente, che poi viene emessa successivamente dalla BCE, perché, altrimenti, la quantità di contanti circolante non basterebbe a coprire quella prestata.

Perché la gran parte di quei prodotti non si venderebbe se le persone dovessero contare soltanto sui soldi effettivamente guadagnati dalle rispettive attività.

Senza contare il fatto che, più la popolazione è indebitata, più è ricattabile…

E ciò ci conduce a comprendere perché, ormai da anni, molti politici combattono per eliminare il contante, ovvero per favorire l’attuale sistema, alimentandolo all’ennesima potenza, cancellando il problema dei contanti.

Oltretutto, l’utilizzo del contante è anche uno dei pochi strumenti a disposizione dei protestati, di coloro i quali cioè, per problemi economici o per aperto contrasto al sistema, si trovano a non ripagare le banche e perciò espropriati di ogni bene, di ogni conto corrente o deposito.

Certo, si racconta la favola della lotta all’evasione, ma chiunque abbia più di un paio di neuroni funzionanti comprende che, in uno Stato tartassato dal fisco, l’evasione è l’unico strumento per tenere in vita l’economia.

Chi millanta di ingrossare le casse dello Stato scovando gli evasori mente sapendo di mentire o ha dei seri problemi di comprensione: se si azzerasse l’evasione, la gran parte degli evasori non continuerebbe a lavorare, in quanto impegnata in attività poco redditizie e spendibili soltanto con tariffe appetibili.

Qualora fossero costretti ad aumentare le tariffe, per far fronte alle tasse, i lavori proposti non sarebbero più richiesti, poiché si tratta per la maggiore di attività non indispensabili.

Perciò, tutti questi soggetti finirebbero a ingrossare le file dei disoccupati, aumentando le spese dello Stato, senza far rientrare grosse somme nei tributi.

Inoltre, tutta la massa di moneta evasa, che si quantifica intorno ai 130 miliardi di euro, non ritornerebbe più in circolo, non essendo più prodotta, e mancherebbe ai ristoratori, ai parrucchieri, ai centri commerciali, alle palestre…

Insomma, l’economia del Paese subirebbe una battuta d’arresto quasi letale.

Perciò, l’idea di eliminare il contante non ha niente a che vedere con la lotta all’evasione, ma riguarda un disegno più ampio del piano del vero padrone del mondo: le banche.

I debiti quindi, non sono altro che una grande bolla di soldi finti, creati dal nulla, ma senza la quale verrebbero meno le ricchezze  dei super ricchi e l’intero sistema del Capitalismo, morto da oltre vent’anni, ma tenuto in piedi dall’artificiosità del sistema creditizio.

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