SPETTACOLO A TERMOLI

Spettacolo a Termoli

Grande serata all’insegna dell’arte, in un luogo magico, dove cultura, tradizioni e suggestioni si fondono, fino a disegnare i contorni di una città speciale, ai confini tra sogno e realtà: Termoli.

di Pasquale Di Matteo

Domenica 18 agosto si è presentata con un cielo terso a colorare l’infinito, mentre la città di Termoli dormiva ancora.

Qui, i ritmi di vita sono cadenzati dalla movida dei vacanzieri, che ribaltano le regole della frenesia, relegando svago e divertimento alle ore notturne.

Infatti, la gran parte dei locali e persino dei negozi apre dopo le ore ventuno, per accogliere i vacanzieri fino a notte fonda.

Così, la maestosità del Castello Svevo ha preso vita quando le luci fiabesche del tramonto si spegnevano nel mare, mentre il borgo antico affollava ristoranti e pizzerie e disegnava una linea infinita di sguardi persi verso l’infinito disegnato dal mare.

La mostra organizzata dalla Globalart e curata dall’artista Rosa Didonna doveva essere presentata alle ore 20, ma, proprio in virtù dei particolari ritmi del luogo, il vernissage è cominciato alle 21.30, quando il Critico d’Arte, Pasquale Di Matteo, ha spiegato come fosse onorato di partecipare a una rassegna caratterizzata da un tema tanto importante come quello legato all’ambiente e al futuro dell’uomo nel suo habitat.

Di Matteo ha spiegato come il pianeta Terra sia l’unico luogo in cui possa vivere l’uomo attualmente e, perciò, bisognerebbe trattarlo meglio.

Tuttavia, per affrontare con sincero impegno il discorso ambientale, sarebbe necessario rivedere l’intero impianto della nostra società e dei ritmi dettati dal Capitalismo e dal progresso esasperato.

Infatti, ha affermato il critico d’arte, fino a quando la rincorsa all’edonismo la farà da padrona, fino a quando i ritmi delle fabbriche non cambieranno, sarà inevitabile continuare a inquinare.

Eppure, l’umanità sembra avere le ore contate, con le stragi di salmoni causate dalle acque tiepide dei fiumi dell’Alaska, con le particelle di plastica ritrovate persino nei ghiacci dell’Artide, per non parlare della qualità dell’aria in continuo peggioramento.

Poi, Pasquale Di Matteo è passato a raccontare i circa cinquanta artisti che presentano una o due opere, scelte proprio per il loro legame con la natura e con l’ambiente.

Il critico e Rosa Didonna hanno dato ampio risalto a ciascun artista presente, senza fare alcuna distinzione tra quelli proposti dalla curatrice e quelli scelti dal critico, sviscerando una visione comune dell’arte e un’amicizia che nei giorni dell’allestimento si è instaurata, in un clima di reciproci rispetto e stima.

La tematica ambientale è stata oggetto di analisi di tutte le opere presenti, ciascuna con uno stile personale e diverso.

Opere ricche di simboli del realista Ciro Lupo fanno da contraltare alla sperimentazione di Franco Bulfarini, così come la poesia di artisti come Perrone, Cucaro, Morini e Draganova riescono a veicolare la filosofia ambientale al pari di magie cromatiche di artisti come Rizzi, Petrovna, Merisio e altri.

Alcune opere hanno suscitato particolare interesse nel pubblico e anche tra il manipolo di artisti giunti dalla Puglia e dalle uniche due scese da Lombardia e Piemonte.

In particolare, le opere cariche di gioia presentate da Daniela Bussolino hanno incantato per la loro apertura al benessere fatto di piccole cose, indispensabile per vivere serenamente l’ambiente e per rispettarlo.

Non è passata inosservata la raffinatezza dei colori di Gina Fortunato, così come si è discusso a lungo del simbolismo legato al tempo di Nicoletta Bigi.

Il pubblico di vacanzieri, sempre più numeroso lungo le quasi due ore di presentazione del critico d’arte, ha manifestato interesse anche per le opere cupe e pessimiste di Susanna Yang, per l’espressionismo dell’anima di Olga Cucaro, per la declinazione di forti stati d’animo di Teresa De Sio, con i suo tratti affascinanti tracciati con la penna, nonché per i colori sgargianti di Francesca Kiara.

A onor del vero, l’interesse è stato molto per tutti gli artisti, presentati uno a uno dal Critico.

Il clima disteso e informale ha lasciato vivere un’esperienza piacevole alle decine di persone che affollavano le sale del Castello, dove c’è stato anche un simpatico siparietto su un’opera di Barbara Marchi, raffigurante un Carlino, ma che qualche ospite vedeva più come un Bulldog Francese.

La Dottoressa, Rosa Didonna e il Critico d’Arte, Pasquale Di Matteo, avevano già trascorso gran parte del pomeriggio a scambiarsi opinioni in merito a tutte le opere esposte.

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Di Francesca Ghidini, unica artista scelta sia da Di Matteo, sia dalla Didonna, il critico d’arte ha potuto far notare l’evoluzione stilistica tra un’opera di anni fa e il risultato della sperimentazione di questi ultimi anni.

Il pubblico ha ascoltato con grande interesse il giro a ferro di cavallo, tra i saliscendi delle sale del castello, effettuato da Pasquale Di Matteo e da Rosa Didonna, in cui tutti gli artisti sono stati edulcorati, caratterizzandone lo stile.

Infine, il critico d’arte ha voluto porre l’attenzione anche sulle opere esposte dalla stessa Dottoressa Didonna, ponendo l’accento sul percorso che ha portato l’artista a evolvere la passione viscerale per il passato, per gli albori dell’arte bizantina, fino a giungere alla rottura degli schemi, con un’opera in cui la Didonna piega il tempo, rendendolo suo schiavo, installazione provocatoria con la quale l’artista dichiara il proprio decesso artistico in questo 2019, ma indica una data di nascita successiva all’anno 3000.

Il genio di Rosa Didonna è espressione della sua vena artistica, ma anche di una sensibilità impressionante, in cui l’artista non vive per elevarsi su un piedistallo, ma sente un bisogno viscerale di lasciare traccia del proprio cammino e di indicare un percorso alle nuove generazioni.

Ampio risalto della mostra è stato dato anche con l’intervista rilasciata prima del vernissage da Rosa Didonna e Pasquale Di Matteo a un network locale.

Un ringraziamento particolare va all’Archeoclub di Termoli e al suo presidente, Oscar De Lena, per la partecipazione.

La mostra resterà visibile al pubblico fino al 2 settembre.

Il primo settembre, si terrà il finissage, quando il Critico Pasquale Di Matteo tornerà per consegnare personalmente i cataloghi e gli attestati.

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