PERCHE’ ESPORRE NELLE CITTA’ D’ARTE EUROPEE NON CONTA PIU’?

Perché esporre nelle città d’arte europee non conta più?

Un tempo, esporre a Parigi, Londra, Madrid era una nota di pregio, una voce del curriculum che prevaleva, brillando su quasi tutte le altre, mentre oggi il valore di un’esposizione nelle capitali del Vecchio Continente vale poco o nulla. Perché?

di Pasquale Di Matteo

Ci sono dei pittori ancora in vita il cui curriculum vanta esposizioni in località prestigiose, come Parigi e Londra, in gallerie importanti, durante eventi in cui era un onore essere invitati a esporre.

Oggi invece, anche un pittore al suo primo quadro può esporre a Parigi, a Barcellona, a Londra, persino a New York, semplicemente pagando la quota di adesione a un gallerista o a un curatore che segua questa tipologia di eventi.

Infatti, provare per credere, praticamente a qualunque artista iscritto a noti portali web di pittura sarà capitato di essere invitato a rassegne di questo genere e molti sono convinti di essere stati scelti tra tanti, mentre, in realtà, sono centinaia, spesso migliaia, ogni anno gli artisti contattati.

Perciò, un curriculum recente che vantasse esposizioni nelle capitali europee non varrebbe certamente come quello di un artista di trent’anni fa, proprio per il fatto che, mentre un tempo venivano scelti solo quelli considerati all’altezza, oggi espone chiunque, purché paghi.

Ma non si tratta soltanto di un problema di prezzo, poiché ci sono altre strategie più sottili e furbe per utilizzare ignari pittori per i propri scopi, svilendone l’arte in cambio di mostre all’estero che non portano nulla di prestigioso al curriculum.

In molti oggi si sono ingegnati con le cosiddette esposizioni gratis, dove si illude l’artista fingendo di credere nella sua arte e perciò gli si fa mettere in mostra un’opera, massimo due, in un evento presentato come prestigioso e magnifico.

Peccato che poi, in tutti questi eventi “prestigiosi e magnifici”, nel corso di mesi si vedano passare migliaia di artisti, ciascuno con il proprio quadro, senza un tema, senza una selezione di livello o per movimento.

Niente. In questi eventi espongono tutti.

E gli organizzatori sono bravissimi nel far credere che si fa esporre tanti perché sono in tanti a meritarlo, ma, come disse una volta la mia insegnante di Storia dell’Arte al Liceo Classico, “i grandi maestri sono tali proprio perché tutti gli altri sono normali”, frase che racchiude un’enciclopedia di Filosofia.

L’arte, infatti, non è per tutti!

La verità è che, tali eventi gratuiti per gli artisti sono, in realtà, lautamente finanziati dagli sponsor, a cui l’arte non interessa, ma necessitano di un numero cospicuo di persone che partecipi agli eventi, per riempire bar, pizzerie, ristoranti, pub, parcheggi auto, oppure che utilizzi determinati spedizionieri.

Infatti, quasi sempre a sponsorizzare gli eventi di questi paladini del “gratis” sono attività culinarie, spedizionieri e colorifici, quando non addirittura alcuni Comuni, in virtù di accordi con privati.

Non a caso, a tantissimi artisti che partecipano a questi eventi, ingolositi dal “gratis”, capita poi di dover litigare per consegnare o ritirare di persona la propria opera, perché si spinge a far utilizzare lo spedizioniere con il quale si hanno accordi, oppure si spinge a far acquistare il libro del curatore, cosa che mette in imbarazzo chi ha esposto gratis e quasi si sente in obbligo.

Queste sono tutte tattiche di marketing utilizzate anche dalle compagnie telefoniche, quelle che vi attirano con sconti e offerte inverosimili, ma che dopo dodici mesi di contratto vi sorprendono con aumenti importanti, con i quali si rifanno anche dell’anno precedente.

Tornando agli eventi gratuiti, ecco che il curatore, al quale della vostra arte interessa meno dei venti che spirano su Saturno, ha necessità di far girare in quel luogo quanti più artisti possibili, proprio per far lavorare gli sponsor, per alimentare il bar, il ristorante, il pub, il parcheggio, lo spedizioniere, il colorificio, insomma chiunque abbia messo soldi nell’evento per fare più soldi.

Tanti più soldi, i vostri soldi, altro che gratis!

Ma il concetto di fondo che più di tutti uccide i curricula e rende spazzatura gran parte degli eventi di oggi, in Italia, in Europa e negli altri continenti, è il fatto che si dia spazio a chiunque, perché proprio la mancanza di selettività rende l’evento qualitativamente scarso, fino all’inutilità, poiché aperto a tutti.

Alla Royal Albert Hall, la storica sala concerti di Londra, era un prestigio suonare poiché, fino a qualche decennio fa, lo si poteva fare soltanto su invito, mentre da tempo, ormai, basta pagare e si suona.

Sono molti gli artisti italiani che hanno suonato in quel luogo prestigioso, ma soltanto Umberto Tozzi può vantare di essere stato invitato, cosa che rende la sua partecipazione un grande lustro, mentre per gli altri si tratta di un concerto come tanti.

Allo stesso modo, oggi esporre a Londra, a Parigi, a Berlino, a New York, vale come esporre sotto casa, in virtù del fatto che non siete stati selezionati perché un curatore crede in voi e fate parte di una cerchia di venti, trenta artisti ch’egli segue, ma semplicemente siete stati colpiti dalle raffiche di mail sparate nel mucchio, per fare cassa.

E se l’evento è gratis, il rischio di essere soltanto un numero diventa certo, perché il curatore è più interessato ai vostri accompagnatori, ai parenti e agli amici che verranno alla mostra, per bere e consumare presso gli esercenti che hanno sponsorizzato l’evento.

Paradossalmente, queste rassegne non servono nemmeno come pubblicità agli artisti, mentre sono un forte richiamo mediatico per il curatore, cosa che si evince già dal fatto che, a differenza di quanto avvenga di solito, dove sono gli artisti a inseguire critici e curatori per fare un selfie, in questi eventi gratuiti avviene il contrario, proprio perché voi diventate motivo per arricchire la loro popolarità e per dimostrare agli sponsor di aver portato all’evento molte persone.

Quindi, che cosa deve fare un artista per non essere preso in giro nel mondo dell’arte?

Innanzitutto, evitare come la peste eventi in cui esponga chiunque, rassegne anche presentate come importanti e prestigiose in cui in realtà vengono invitati cani e porci, persino il gatto, purché qualcuno invii una tela con lo spedizioniere indicato, o la restituisca (a volte si fa la cresta anche solo sul ritiro), e porti delle persone a spendere presso gli esercenti che hanno sponsorizzato, acquistino dei colori del colorificio sponsor, oppure il libro del tal critico.

Se, invece, sono a pagamento, valutare le cifre! Esposizioni a Londra per 500 euro possono essere un buon prezzo solo se fatte insieme ad altri dieci artisti, dodici al massimo; se si tratta di collettive con centoventi pittori, 100/150 euro sono più che sufficienti. Se vi chiedono di più è troppo, a meno che non si tratti di un palazzo reale o di un evento che giustifichi il prezzo. Ma è difficile che qualcuno organizzi per pittori stranieri e sconosciuti eventi istituzionali!

Perciò cosa deve fare un artista?

Io consiglio di non partecipare a troppi eventi, ma di sceglierne sei, sette, dieci al massimo ogni anno, dando la precedenza a ciò che possa arricchire in maniera importante il curriculum, perciò puntare su eventi a numero chiuso, con massimo venti artisti, eventi espositivi che siano inseriti in contesti istituzionali o che comunque non si esauriscano il giorno della mostra, ma che possano avere sbocchi in rassegne ancora più prestigiose.

Non bisogna avere paura di spendere, ma spendere il giusto: se siete invitati a partecipare a un evento istituzionale, a Roma, in cui parteciperanno mezza Cinecittà, politici, nobili e aristocratici, nonché collezionisti e artisti di fama, ovvio attendersi balli, canti e buffet di un certo livello, un ufficio stampa di rilievo e media, che in altri contesti si possono anche evitare, risparmiando, ma non puoi lasciare senza un vino pregiato un principe o un politico in una rassegna di pregio!

Ecco, dunque, che tali professionisti fanno lievitare i costi dell’evento ed è ovvio che all’artista verrà chiesto un contributo.

Indubbiamente, agli eventi gratis, questi personaggi non ci saranno mai, se non in quanto sponsor.

E. proprio come non si sceglierebbe mai un dentista gratis, un muratore o un meccanico gratis, allo stesso modo qualunque evento professionale si paga, senza se e senza ma.

Tuttavia, eventi di tale prestigio hanno senso se siete selezionati, cioè, se insieme a voi partecipano pochi altri artisti.

Perché non è vero che basta pagare ed espongono tutti, ma negli eventi seri e veramente di pregio, qualcosa si paga, ovviamente, ma solo se prima qualcuno vi ha invitato, altrimenti, i vostri soldi potete anche tenerveli, perché al Campidoglio, al Senato o alla Camera, non vi fa esporre nessuno, a meno che non siate selezionati da critici e curatori importanti che trattino queste che sono le sale più importanti e prestigiose d’Italia.

Perciò, il primo parametro per capire se un evento è davvero importante è valutare il numero degli artisti invitati, il secondo è valutare con quanta gente lavora il critico o il curatore e, anche in questo caso, chi lavora con tutti dimostra di non avere rispetto e interesse per l’arte di nessuno, ma soltanto dei soldi di chiunque, immediatamente, o da chiedervi in futuro.

 

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