LE STELLE ERANO METEORE

Le stelle erano meteore.

Il Movimento 5 Stelle sembra aver già bruciato gran parte del consenso guadagnato in questi ultimi cinque anni, sfociato nel grande risultato delle elezioni del 4 marzo 2018.

di Pasquale Di Matteo

Le recenti elezioni in Abruzzo e in Sardegna hanno certificato l’emorragia di consenso che sta sgonfiando la capacità attrattiva del Movimento 5 Stelle, la forza politica che più di tutte può affermare di aver vinto le Elezioni Politiche del 4 marzo scorso.

In seguito al risultato elettorale che impediva la formazione di un governo sia al Centrodestra, sia agli stessi pentastellati, con una decisione poco lungimirante, Di Maio ha guidato i suoi a un patto di governo con la Lega di Matteo Salvini.

Proprio da quel momento comincia la perdita di voti del Movimento: innanzitutto, una buona parte degli elettori che il 4 marzo 2018 hanno scelto di dare fiducia ai 5Stelle sono persone di Sinistra deluse dai partiti che si professavano di quell’area, come il Partito Democratico, uscito con le ossa rotte dopo cinque sciagurati anni al governo del Paese, professando liberismo, attenzione per banche e ricchi, e producendo precariato legalizzato e un esercito di oltre cinque milioni di poveri, oltre a una sudditanza totale nei confronti dell’Europa.

Era logico attendersi che milioni di ex elettori del PD si sentissero traditi, decidendo di provare a dare fiducia a chi non aveva mai governato prima il Paese.

Tuttavia, all’indomani del patto con l’estremista di Destra Salvini, i traditi dal PD si sono sentiti tradititi ancora una volta, anche se è vero che, durante la campagna elettorale, Di Maio ha sempre affermato che avrebbe dialogato con chiunque fosse stato disponibile a un patto di governo.

Patto o non patto, sta di fatto che l’azione dell’esecutivo Conte, fino a oggi, è sembrata brancaleonosa e  spudoratamente orientata a soddisfare i capricci elettorali della Lega, con la chiusura dei porti e una prova di forza con gente inerme che sulle navi della speranza cerca una vita migliore.

Uno sparare sulla croce rossa che sa molto di bullismo.

Così come, a dispetto di quanto affermato ogni giorno durante gli ultimi anni, il governo dei 5Stelle non è riuscito a sfidare l’Europa sulla legge finanziaria, cambiata più volte rispetto ai trionfalistici proclami iniziali, fino a riscriverla quasi come era stata imposta dalle istituzioni europee.

Non solo non c’é stato il famoso sfondamento del 3%, ma si è tornati indietro con la coda tra le gambe a percentuali molto vicine a quanto imposto dall’Europa…

Ovviamente, il consenso non poteva non dissolversi, fatta eccezione per i soliti tifosi da curva allo stadio.

Quelle che sembravano stelle, sempre più brillanti nel cielo, ora sono meteore già sulla via dell’estinzione, senza alcun paracadute, apparato o struttura di partito capace di gestire la situazione.

Il Movimento 5 Stelle, d’altronde, ha fondato il proprio consenso sulla protesta, sull’essere determinati e categorici su alcuni temi cardini, e sulla capacità mediatica di fare opposizione.

Per anni, le battaglie dei 5Stelle sono state quelle dell’onestà, dei mandati a scadenza, salvo scivolare in maniera imbarazzante nelle vicende dei genitori di Di Maio e di di Battista e, ora, rivedere il limite del doppio mandato.

Lo stesso reddito di cittadinanza, al di là di quanto promesso in campagna elettorale, sembra una norma che interesserà una platea ben più ridotta, a cifre ridimensionate, oltre a presentare un’organizzazione della gestione più confusa che complessa.

Intanto, Matteo Salvini si scopre molto più forte, in virtù di una campagna elettorale fondata quasi totalmente sull’intolleranza razziale e sulla chiusura dei porti, elemento che durante questi primi mesi lo ha presentato agli Italiani come l’uomo forte capace di rispettare le promesse.

E si sa come gli Italiani, storicamente, siano sempre stati attratti dagli uomini forti, più presunti che tali, in verità.

Nel mentre, il Partito Democratico festeggia le recentissime primarie, che hanno visto prevalere Zingaretti alla Segreteria.

Si parla di un’affluenza di poco meno di due milioni di voti, facendo finta di dimenticare gli oltre tre milioni di un tempo e tralasciando il dato allarmante sull’età media dei simpatizzanti, sempre più elevata.

Se il Movimento 5 Stelle è ormai un morto che cammina, in attesa delle prime Elezioni Politiche, il Partito Democratico non è certo un paziente guarito: Zingaretti ha vinto con una percentuale forte, ma si tratta di un uomo che nel Lazio si è dimostrato amico delle banche e nemico della Sanità pubblica, che ha smantellato sistematicamente, in pieno stile renziano.

Perciò, prima di poter affermare che i delusi dal Movimento 5 Stelle, già ex elettori democratici, possano ritornare all’ovile, sarebbe bene aspettare un disegno progettuale degno di essere definito “di Sinistra”.

A onor del vero, va riconosciuta a Zingaretti una speranzosa attenzione per il mondo della cultura…

Intanto, mentre gli altri partitini di Sinistra continuano a litigare tra loro, autorelegandosi a percentuali insignificanti, la Destra berlusconiana e quella della Meloni restano a galla, più per demerito degli avversari che per meriti propri.

In tutta questa situazione confusa e pericolosa, emerge il fatto che a sbraitare dai banchi dell’opposizione son capaci tutti, anche eroi da tastiera e guru dei Social, ma quando si tratta di sfidare l’Europa, di mettere in pratica politiche radicalmente diverse da quanto proposto negli ultimi anni dal Berlusconismo e dal Renzismo, non sembra profilarsi all’orizzonte qualcuno che non sia un inutile carico di vorrei ma non posso.

Purtroppo, i 5 Stelle non possono far cadere il governo, poiché a eventuali Politiche verrebbero fortemente ridimensionati, d’altro canto, andando avanti con un esecutivo lontano parente di quanto si aspettavano i loro elettori, il danno potrebbe essere ancora peggiore.

Cosa attendersi per il futuro?

Difficile a dirsi… Forse un vivacchiare, a suon di leggi fatte a metà, per soddisfare un po’ Salvini, un po’ Di Maio; forse un governo tecnico, sostenuto da tutte le forze parlamentari, fatta eccezione per qualche pentastellato radicale; un’alleanza tra Movimento 5 Stelle e un PD finalmente di Sinistra, in cui riportare entrambe queste forze politiche sui giusti binari?

L’unica cosa certa è che quelle che sembravano stelle, si son rivelate semplici meteore, che nessuna forza politica può cantare vittoria e che il cambiamento è più lontano di quanto il pessimismo possa far pensare.

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