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A NATALE SIAMO TUTTI PIU’ BUONI

A Natale siamo tutti più buoni.

Si avvicina il Natale e su Eventi Armonici affrontiamo il tema della falsità che si nasconde tra i sorrisi e la gioia di circostanza che si cerca di manifestare durante le Feste.

di Pasquale Di Matteo

Quando arriva Natale, le città si accendono, i sorrisi delle persone si allargano e ci si sente tutti più buoni.

Sì, insomma, questa è l’idea stereotipata delle feste natalizie, ma la verità è che si tratta del periodo più falso dell’anno.

Ci si mette intorno a un tavolo con persone che non si frequentano per undici mesi o delle quali si fa volentieri a meno; chi non ha una zia acida, un cugino saccente, il suocero petulante o l’amica di famiglia pettegola? E chi non fa di necessità virtù, tacendo quando vorrebbe parlare, per quieto vivere?

Ma a Natale si sfoggiano sorrisi, anche quando la gran parte delle persone vorrebbe trovarsi altrove e non vede l’ora che pranzi e cene in famiglia passino velocemente, per tornare a criticare o a ignorare persone con le quali si è fatto finta di star bene, magari giocando a tombola o a carte.

E cosa dire di chi aspetta le Feste per riempire la tavola di portate interminabili e abbondanti, secondo tradizione, dimenticando che un tempo i pranzi e le cene di fine anno erano tra le rare occasioni di poter mangiare in maniera dignitosa, mentre oggi, chi più chi meno, tutti siamo ben nutriti tutto l’anno, persino in eccesso.

E i regali?

A Natale siamo tutti più buoni e si fanno regali, ma capita che a cercare di individuare il giusto oggetto per far felice qualcuno a cui si tiene siano sempre le stesse persone che fanno regali anche durante il resto dell’anno, non appena possibile.

La maggior parte delle persone arriva a ridosso del Natale per acquistare le prime cose che si trovano o si delega qualcun altro a compiere quella che è vista come un’incombenza e non un momento magico, in cui lasciarsi trasportare dalla magia delle Feste.

Qualche anno fa, mi è capitato di ricevere in regalo una cravatta alla quale era rimasto attaccato ancora il prezzo (4,90 euro).

Quella cravatta poteva costare anche 10 centesimi, non è quello il problema, ma non aver staccato il prezzo denota l’assenza dello spirito del Natale, per molti mero momento di adempimenti.

Ricordo, inoltre, che, durante un pranzo di Natale, una zia di mia moglie preparò una pietanza particolare, con ingredienti non comuni.

Una persona si prodigò in moine, effusioni e una serie interminabile di complimenti nei riguardi della cuoca, mentre io divoravo quel piatto, per mio gusto, strepitoso.

L’adulatore, invece, terminate le moine, lasciò quasi tutto, sostenendo di essere troppo pieno.

Esilarante è il fatto che l’adulatore in questione sia la persona che mi regalò la famosa cravatta qualche tempo prima.

Per la serie: a Natale siamo tutti più buoni e, soprattutto, più veri.

Quindi, tra regali e banchetti da allestire, finti complimenti e comportamenti studiati, il Natale sembra più una routine schizofrenica del vivere che un momento di festa religiosa.

Sarebbe bello, allora, se le prossime Feste fossero un’occasione per meditare sui problemi del mondo, con particolare attenzione a chi soffre, magari donando a chi ha bisogno una bella fetta della cifra destinata a pranzi, cene e regali di cui si può senza alcun dubbio fare a meno.

D’altronde, a Natale non si ricorda la nascita di un uomo che predicava quanto appena enunciato?

Un uomo che abiurava le ricchezze e dava molta importanza all’essenza delle cose e non agli abiti, agli oggetti, all’abbondanza e alle ricchezze?

Sarebbe meglio, dunque, che non ci si perdesse in finti sorrisi, pacche sulle spalle, baci e abbracci in stile Giuda, ma che ci si comportasse come durante il resto dell’anno, rinunciando a indossare le maschere da persone adorabili riposte in soffitta la scorsa Epifania.

Mi piacerebbe che a Natale non si fosse tutti più buoni, ma tutti più veri, almeno per una volta.

Chissà, volgendo lo sguardo verso chi soffre, chi ha problemi, chi sta peggio, anziché verso i piatti pieni delle solite abbuffate natalizie, qualcuno potrebbe accorgersi che la realtà è diversa da come immagina il mondo.

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