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OMOTO, LA RELIGIONE DELLA PACE

Omoto, la religione della pace.

Su Eventi Armonici, citiamo l’Omoto, la religione che persegue la via della pace attraverso il raggiungimento dell’armonia del fare.

di Pasquale Di Matteo

A 20 km a nord ovest di Kyoto, si erge la sede dell’Omoto, un movimento religioso sorto alla fine del XIX secolo.

Su una massiccia pietra posta all’ingresso, è incisa una scritta in Esperanto, la lingua artificiale sviluppata tra il 1872 e il 1887 dall’oftalmologo polacco di origini ebraiche, Ludwik Lejzer Zamenhof.

La scritta recita: “Unu Dio, Unu Mondo, Unu Interlinguo”, un unico Dio, un solo mondo, un’unica lingua universale.

L’Omoto è una religione che auspica la parità di genere e l’unificazione di tutte le religione per perseguire la via della pace ed è una delle pochissime religioni al mondo ad essere guidate da una linea di successione femminile.

Religione Omoto

La meditazione è fondamentale in questa religione ed ecco perché l’arte marziale giapponese per eccellenza, l’Aikido, è un aspetto essenziale nello studio dell’Omoto.

Lo stesso Morihei Ueshiba, inventore dell’Aikido, era un seguace dell’Omoto, cosa sconosciuta a molti, motivo per il quale l’Aikido è l’unica arte marziale esistente che non ha colpi.

Praticare Aikido è prima di tutto meditazione, in stretta relazione con l’Omoto, aspetto purtroppo sottovalutato da molti praticanti in Occidente.

Un po’ come accade per alcune arti marziali cinesi taoiste, come il Wing Chun, nel quale la meditazione taoista è fondamentale per lo sviluppo del praticante e dell’arte stessa.

Difendersi, d’altronde, non può essere ricondotto unicamente a tecniche di calci e pugni, altrimenti non si pratica arte, ma solo sport da combattimento, la cui efficacia è relativa a circostanze particolari dettate da regole e ridotta nel tempo, fino a quando il corpo è in grado di sostenere certi movimenti ed è integro.

Raggiungere la capacità di difendersi attraverso movimenti in cui pugni e calci non esistano o non abbiano ruoli fondamentali è certamente un percorso più lungo e che non attrae molti giovani occidentali, legati alle mode dello spettacolo e degli show televisivi, un percorso fatto di meditazione e di profonda conoscenza di se stessi, ma che porta indiscutibilmente a livelli marziali altrimenti non raggiungibili e a stili di difesa efficaci anche e soprattutto da anziani.

L’arte marziale, quando è davvero arte e non ridotta a strumento sportivo, non è sedotta dalla violenza, ma dalla ricerca interiore.

Morihei Ueshiba

I seguaci dell’Omoto si adoperano nello studio della calligrafia, dell’Aikido, appunto, della cerimonia del tè, della composizione floreale e della ceramica, poiché si tratta di vie di elevazione spirituale, perseguendo l’armonia in ogni azione.

D’altro canto, non può essere capito a fondo il Giappone, e forse l’intero Estremo Oriente, se non si praticano le antiche arti, che ne sono l’essenza.

L’Omoto affonda le proprie radici nello Shintoismo, l’antica religione giapponese dedita alla natura, e crede che in ogni essere alberghi uno spirito a cui dedicare attenzioni e rispetto.

L’Omoto è stata fondata da una donna, Deguchi Nao, la contadina analfabeta a cui apparvero in sogno degli spiriti che le ordinarono di rinnovare il mondo per portarvi la pace.

Nel Giappone di quell’epoca, pervaso da tumulti per le spinte modernizzatrici del Paese, il nuovo movimento fondato da Deguchi Nao fu visto come un’ancora di speranza da molti Giapponesi che vedevano le antiche tradizioni e l’essenza della cultura nipponica vilipese.

L’Omoto non fa proselitismo, proprio perché rispettosa di tutte le altre religioni e del credo di tutti gli individui.

I sacerdoti possono essere di entrambi i sessi e le cerimonie sono simili alle messe cattoliche, con preghiere iniziali, offerte, e canti.

Il simbolo dell’Omoto è una sfera circondata da altre 9 sfere più piccole, che rappresentano la creazione e lo sviluppo dell’universo.

L’Omoto è la religione che persegue la via della pace, un movimento di cui il mondo ha un enorme bisogno.

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