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MESSAGGI SEGRETI, MESSAGGI CIFRATI.

Messaggi segreti, messaggi cifrati.

di Pasquale Di Matteo

Riuscire a comunicare senza essere intercettati da terze persone è un tema all’ordine del giorno fin dai tempi antichi, soprattutto durante i periodi di guerra.

Su Eventi Armonici, accenniamo il tema dei codici cifrati.

Oggi, nell’era digitale, sebbene le forze dell’ordine dispongano di strumentazioni all’avanguardia per decodificare messaggi cifrati della malavita e dei terroristi, la stessa tecnologia fornisce strumenti più o meno semplici per rendere i messaggi invisibili.

Per esempio, se volessimo comunicare messaggi segreti all’interno di un gruppo ristretto di persone dislocato in diversi Paesi del mondo, basterebbe creare una casella di posta elettronica e fornire a tutti la password per accedervi, per poi scrivere messaggi, salvarli nelle bozze senza inviarli, e il gioco sarebbe fatto, poiché, senza l’invio di una missiva, il messaggio non può essere intercettato.

Ma questo è solo uno dei tanti strumenti a disposizione di tutti al giorno d’oggi.

Un tempo, invece, come si faceva a trasmettere messaggi segreti?

Messaggi segreti, messaggi cifrati nell’antichità.

Erodoto di Alicarnasso, il padre della storiografia, narra che, durante i tumulti del Peloponneso, che culminarono con la conquista della zona da parte di Serse I, (intorno al 490/480 a. C.), nacque una rivolta generale contro i governatori persiani della regione.

Per celare i messaggi ai nemici, i cospiratori ricorsero agli schiavi: tosavano loro i capelli, quindi tatuavano il messaggio che intendevano inviare a qualcun altro sul cranio glabro, poi, una volta ricresciuti i capelli, inviavano lo schiavo dalla persona interessata dal messaggio.

Nacque così la prima steganografia.

Pare che i messaggi in questione non fossero urgenti, visto che l’insurrezione greca riuscì e i Persiani furono destituiti.

Per molto tempo, i tentativi di Serse I di invadere la città Stato di Sparta non ebbero successo, poiché alcuni Greci venuti in possesso dei suoi piani comunicavano con Sparta utilizzando delle tavolette di legno sulle quali veniva inciso il messaggio destinato ai compagni, quindi le stesse venivano ricoperte di cera e lasciate asciugare.

Alcuni messaggeri furono intercettati dagli uomini di Serse, ma quelle tavolette apparentemente vergini non destarono sospetti, perciò furono lasciati liberi di proseguire il viaggio verso Sparta.

Lì, la cera fu sciolta e levata via e il messaggio svelato.

Durante il secolo scorso, la Seconda Guerra Mondiale fu una guerra combattuta più a livello d’Intelligence che sul campo e, probabilmente, fu proprio il codice segreto delle truppe statunitensi a far pendere l’ago della bilancia verso la sconfitta del Nazismo, la lingua Navajo (per saperne di più, clicca qui).

Insomma, dalle teste rasate degli schiavi alle tavolette, dalle lingue semisconosciute ai segreti del Web, fino all’uso di inserzioni su quotidiani e riviste o a simboli disegnati in punti strategici, celare i messaggi è un’attività antica quanto l’uomo, in continua evoluzione, e pare essere l’arma più potente che si possa avere a disposizione, sia che si stia per scrivere un romanzo, sia che si sia alla guida di un esercito.

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