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I QUARANT’ANNI DI ELISA, DI CUI VENTI IN MUSICA.

I QUARANT’ANNI DI ELISA, DI CUI VENTI IN MUSICA.

di Pasquale Di Matteo

Il prossimo 19 dicembre, Elisa festeggerà i suoi primi quarant’anni d’età, dopo aver raggiunto i vent’anni di musica in questo stesso anno, e siamo lieti di ospitarla su Eventi Armonici.

Io ascolto musica da sempre, fin da quando ero all’asilo, e non ho mai avuto un genere totalmente preferito, ma ho sempre apprezzato ciò che mi faceva star bene in quel momento specifico.

Opere classiche, Cantautorato, Heavy Metal, Pop, Rock… Se una canzone mi emoziona, l’ascolto, perché credo che la Musica, quella con la M maiuscola, sia principalmente emozione e solo in un secondo momento tecnica esecutiva.

Per quella, basta rivolgersi a qualunque degli ottimi Conservatori  o delle scuole di musica.

E se c’è un album che ho consumato, per le troppe volte in cui l’ho fatto bruciare in un lettore cd, a causa delle emozioni che suscitava in me, quello è senza dubbio The Comes The Sun di Elisa.

I QUARANT’ANNI DI ELISA, DI CUI VENTI IN MUSICA, SU EVENTI ARMONICI: I PRIMI PASSI.

The Comes The Sun è il terzo album della cantante nata a Trieste, pubblicato il 9 novembre 2001, un anno fondamentale per la carriera di Elisa.

L’artista, infatti, pur non amando le gare canore, quell’anno partecipa al 51esimo Festival di Sanremo e stravince con il brano Luce (tramonti a nord est), aggiudicandosi non solo il primo posto, ma tutti i premi messi in palio nella manifestazione.

La svolta non sta tanto nella vittoria di Sanremo, ma nel fatto che, per la prima volta, Elisa abbia cantato in Italiano.

elisa toffoli

La cantante, infatti, era uscita nel 1997 con l’album Pipes & Flowers, prodotta da Caterina Caselli e da Corrado Rustici, colpiti da questa ragazza della porta accanto dotata di una voce da usignolo e piena di una rabbia interiore per l’assenza di una figura paterna nella sua vita, che si manifestava in un carico emozionale notevole in ogni suo brano.

In Pipes & Flowers, tutti i brani erano in lingua Inglese e, forse anche per tale motivo, Elisa ottenne subito un grande consenso in tutta Europa; l’album era caratterizzato da sonorità rock e strizzava l’occhio più alla tradizione della musica britannica che a quella italiana.

La canzone di maggior successo di quell’opera resta Labyrinth. (ascoltala cliccando sul titolo della canzone).

Poco prima della trionfale partecipazione al Festival di Sanremo, Elisa aveva pubblicato un secondo album, Asile’s Word, dalle sonorità molto meno rock e più elettroniche, un’inversione di tendenza che non fu, tuttavia, un cambio di rotta nella sua musica, bensì la dimostrazione della poliedricità dell’artista.

The Comes The Sun, infatti, pur caratterizzato da sonorità pop acustiche e soul, ripercorre a tratti le strade del rock e dell’elettronica, in una miscela che rende gli arrangiamenti immateriali, eterei, una potenza capace di sradicarti dalla vita quotidiana per trasportarti in un luogo magico, dove poterti sentire a casa.

Ascoltando The Comes The Sun, un album più semplice dei precedenti, e forse per questo più emozionante, caratterizzato da testi più intimisti, dove, comunque, la positività si esprime fin dal titolo “Poi spunta il sole”,  si ripercorrono sentieri di benessere che avevo scoperto ascoltando Tory Amos o alcuni brani di Alanis Morissette e dei Cranberries, con la splendida voce di Dolores O’Riordan.

Tra le tracce, spiccano Rainbow, A Little Over Zero, e, più di tutte le altre, Dancing, un brano capace di dimostrare che si può scrivere un capolavoro usando pochissime note e un paio di accordi, canzone divenuta famosa in mezzo mondo e voluta come colonna sonora per l’edizione italiana del film A Time For Dancing di Peter Gilbert, nonché utilizzata in altri film e come base per esibizioni di danza nei talent show di tutto il pianeta.

Nel 2008, Dancing darà anche il nome a un album di successi della cantautrice per il solo mercato americano, che la consacrerà come artista di livello internazionale e, soprattutto, tra i pochissimi artisti italiani capaci di far breccia nei mercati della musica che conta: quella statunitense e quella inglese.

A mio avviso, ad oggi, Dancing resta il capolavoro di Elisa per eccellenza.

Nel 2003, Elisa esce con Lotus, il primo album interamente acustico, dove c’è una sua versione di Almeno Tu Nell’Universo, celebre brano di Bruno Lauzi, portato alla ribalta da Mia Martini sul finire degli anni ottanta, versione, quella di Elisa, che è stata capace di ringiovanire una delle canzoni più belle mai scritte da un Italiano.

Infatti, fu un successo strepitoso.

Nel 2004, è la volta di Pearl Days, dove spiccano Together, The Waves, quest’ultimo brano caratterizzato da un arrangiamento in crescendo ricco di pathos, e Life Goes On, poi tradotto in Italiano con il titolo di Una Poesia Anche Per Te.

I QUANRANT’ANNI DI ELISA, DI CUI VENTI IN MUSICA, SU EVENTI ARMONICI: L’AFFERMAZIONE.

Dopo la raccolta Soundtrack ’96-’06, dove sono inseriti anche quattro inediti (Stay, Gli Ostacoli Del Cuore, di Luciano Ligabue, Eppure Sentire (un senso di te) la cui musica è di Paolo Buonvino, e Qualcosa Che Non C’è),  il 13 novembre 2009 viene pubblicato Heart, sesto album in studio della cantautrice, l’album delle collaborazioni, da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, in Ti Vorrei Sollevare, a Antony Hegarty, in Forgiveness.

Splendida la cover Mad World dei Tears for Fears.

Il 30 novembre 2010, Elisa torna con un album acustico, Ivy, con brani inediti e rivisitazioni di lavori precedenti.

Nel 2012, Elisa scrive insieme a Ennio Morricone il brano Ancora Qui, inserito nella colonna sonora del film di Quntin Tarantino Diango Unchained, brano poi entrato a far parte della lista dei possibili candidati all’Oscar come miglior canzone originale.

ELISA

I QUARANT’ANNI DI ELISA, DI CUI VENTI IN MUSICA, SU EVENTI ARMONICI: IL PRIMO ALBUM SOLO IN ITALIANO.

A ottobre del 2013, in ritardo sulla tabella di marcia a causa della seconda gravidanza, Elisa torna con un nuovo album di inediti, L’Anima Vola, per la prima volta nella carriera dell’artista friulana composto esclusivamente da brani in Italiano.

I brani sono tutti affascinanti e vi sono importanti collaborazioni, con Tiziano Ferro, Giuliano Sangiorgi e Ligabue.

A Modo Tuo, ninnananna scritta da Ligabue e magistralmente interpretata da Elisa, è forse il pezzo più emozionante dell’intero lavoro e mi fa ricordare che quando il mio bimbo, che oggi ha otto anni, soffriva di coliche, mettergli in sottofondo un cd di Elisa, non solo lo calmava, ma lo faceva sorridere di gioia, cosa di cui può dirsi capace solo chi è in grado di toccare l’anima con la propria musica e la propria voce.

Nel 2016, Elisa torna alla lingua inglese, con l’album On, un album più vicino al Pop moderno e alla musica elettronica, probabilmente frutto della sua esperienza a stretto contatto con i ragazzi del talent show Amici, di cui è giudice da qualche tempo.

L’autunno 2017 è coinciso con l’uscita dell’ultima raccolta di Elisa, Soundtrack ’97 ’17, costituito da 3 cd in cui l’artista ha cercato di inserire i brani che maggiormente hanno caratterizzato il suo percorso in questi vent’anni di successi.

I QUARANT’ANNI DI ELISA, DI CUI VENTI IN MUSICA, SU EVENTI ARMONICI: AL DI LA’ DELLA MUSICA.

Al di là della propria produzione musicale e dell’esperienza con il talent di Maria De Filippi, Elisa ha collaborato anche con il compositore Andrea Guerra, per la stesura della colonna sonora del film Un giorno questo dolore ti sarà utile ed è compositrice della colonna sonora del film L’ultima ruota del carro, di Giovanni Veronesi.

Compare anche negli album di alcuni colleghi con la sua voce caratteristica, come in Guerra e Pace di Fabri Fibra e Casa 69 dei Negramaro, nella fantastica e struggente Basta Così, o in Fisico & Politico di Luca Carboni, nel brano Vieni A Vivere Con Me.

L’ultima collaborazione è in Piccola Anima, bellissimo brano di Ermal Meta.

Elisa ha inoltre scritto canzoni e/o curato arrangiamenti per i Gazosa, per Francesco Renga, Francesca Michielin, Enrico Nigiotti, Lele.

E come dimenticare il fantastico duetto con Tina Turner, in Teach Me Again, singolo scritto da Elisa e dal suo fidanzato del tempo, Ali Soleimani Noori, a scopo umanitario, i cui incassi furono devoluti all’Unicef?

Elisa nutre anche altre passioni, tra cui la fotografia e la pittura, che non sono affatto aspetti secondari rispetto alla produzione musicale, perché la capacità di trasformare un’emozione in un’immagine che chi ascolta una canzone sente nascere dal cuore, è una qualità rarissima, della quale la cantautrice triestina può vantarsi.

I QUARANT’ANNI DI ELISA, DI CUI VENTI IN MUSICA, SU EVENTI ARMONICI: PREMI E RICONOSCIMENTI.

Nella sua ventennale carriera, Elisa vanta una serie infinita di premi conquistati annualmente, tra i quali cito solo:

1998: Premio Tenco come miglior Opera Prima

2001: Tutti i premi in palio nella 51esima edizione del Festival di Sanremo, (I classificata; Premio della critica Mia Martini; Premio miglior interpretazione; Miglior interprete del Festival; Premio Radio eTv private; Premio miglior autore);

2001: MTV Europe Music Awards come Miglior artista italiana

2005: Premio Lunezia per il valore musical-letterario del brano Una Poesia Anche Per Te

2014: Premio Lunezia per il valore musical-letterario dell’intero Album L’Anima Vola.

I QUARANT’ANNI DI ELISA, DI CUI VENTI IN MUSICA, SU EVENTI ARMONICI: VITA PRIVATA.

Elisa Toffoli è sposata con il chitarrista della sua band, Andrea Rigonat, musicista di cui apprezzo particolarmente lo stile con l’acustica.

La coppia ha due figli:  Emma Cecile, nata il 22 ottobre 2009, e Sebastian, nato il 20 maggio 2013.

I QUARANT’ANNI DI ELISA, DI CUI VENTI IN MUSICA, SU EVENTI ARMONICI: L’ARTISTA ITALIANA PIU’ COMPLETA E PRONTA PER IL MERCATO MONDIALE.

Elisa, a oggi, ha venduto oltre 3,5 milioni di dischi (certificati da M&D e FIMI) e può vantarsi di far parte di quel ristretto numero di artisti italiani capaci di entrare nelle classifiche di Stati Uniti, Canada ed Europa.

Certamente, si tratta della cantautrice più completa, la cui musica è la più matura per il mercato anglosassone, che poi è quello che conta davvero per la discografia mondiale.

Non la si può codificare con un genere preciso, tant’è che la sua musica, nel tempo, è stata definita in svariati modi, perché Elisa trasmette semplicemente se stessa in musica; non fa solo rock, soul, alternative rock, indie rock, pop, post-grunge  trip hop o dance, generi che le sono stati attribuiti da svariati esperti, ma trasforma le proprie emozioni in canzoni, che, a seconda del momento e dell’emozione stessa, assumono le sembianze di uno stile piuttosto che di un altro, a dimostrazione del fatto che fare Musica, con la M maiuscola, non è una questione di stile, ma di cuore, di emozioni, di sensazioni.

Perché solo chi è capace di arrivare ai cuori delle persone è in grado di sfondare qualunque porta.

A chi come me scrive canzoni, spesso capita di immaginare chi potrebbe interpretare al meglio il brano appena composto ed Elisa è sempre in cima ai miei pensieri.

E, chissà..? Forse, un giorno…

Elisa, prima ancora del suo timbro particolare e della sua capacità espressiva, è un’artista perché arriva al cuore di chi l’ascolta.

Niente male per una ragazzina che a quattordici anni partecipava intimidita al Karaoke di Fiorello. (guarda qui).

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