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COME RISOLVERE I DEBITI

Come risolvere i debiti.

di Pasquale Di Matteo

Oggi, su Eventi Armonici, trattiamo di uno dei problemi più diffusi dallo scoppio della crisi: come risolvere i problemi di debiti.

I debiti, diciamocelo, sono un po’ come il cancro: quando si ammalano gli altri, sembra sempre che la cosa, per fortuna, non ci riguardi, poi, basta che un familiare lo contragga ed ecco che ci accorgiamo di come viviamo tutti sotto lo stesso cielo.

E non importa che voi siate ricchi sfondati o squattrinati, perché la malattia non guarda in faccia a nessuno.

E i debiti funzionano allo stesso modo, proprio come una malattia, basta pensare a quanti imprenditori miliardari si sono tolti la vita perché non potevano più pagare, in questi ultimi anni…

Ma cosa sono e come risolvere i debiti?

Tecnicamente, debito è una quantità di denaro che dovete restituire a chi vi ha prestato quei soldi, nelle modalità concordate.

In realtà, da oltre vent’anni, è diventata consuetudine dilazionare le spese più disparate, dalla tv al computer, dalle vacanze all’automobile, e non si parla di veri e propri debiti, bensì di finanziamenti, anche perché, il più delle volte, si tratta di cifre che potrebbero essere saldate comodamente in contanti e che, comunque, non destano preoccupazione in virtù del lavoro e dello stipendio che l’azienda o l’ente presso cui siete impiegati vi versano sul conto ogni mese.

Ma cosa succede quando si perde il lavoro?

Purtroppo, questa è una circostanza che ha colpito molte persone dopo lo scoppio della crisi, nel 2008.

Anno dopo anno, milioni di Italiani sono finiti disoccupati, senza stipendio e senza la possibilità di poter onorare gli impegni assunti.

Come risolvere i debiti è diventata una domanda che si sono posti in molti e, visto che mi sono trovato in quella stessa triste situazione anch’io, avendo perso improvvisamente il lavoro nel 2015, vi suggerirò come risolvere i debiti sulla base di quanto ho provato personalmente e di quanto ho studiato in questi anni.

In primo luogo, quando si è di fronte a un problema, non bisogna abbattersi.

Sembra un luogo comune, lo so, ma in molti si fanno assalire dallo sconforto, poi dalla depressione, infine, qualcuno, ahimè, finisce sulle pagine di cronaca della stampa locale dopo aver deciso di porre fine alla propria vita.

Quindi, positività sempre, anche perché solo alla morte non c’è rimedio, mentre per tutte le altre situazioni esiste sempre una soluzione, come per risolvere i debiti.

Seconda cosa da fare: analizzare il problema.

Ho trascorso mesi a documentarmi, attraverso video esplicativi di avvocati specializzati nel settore, libri e forum, e ho scoperto tutto ciò che mi serviva per affrontare i problemi di debiti.

In verità, mi sono imbattuto anche in molte associazioni, dipartimenti e stupidaggini simili che, in cambio di onerose perizie del vostro caso specifico, promettevano soluzioni definitive e indolore, individui di cui non dovete assolutamente fidarvi.

Come individuarli?

Semplice, vi chiederanno una perizia in cambio di soldi. Scartateli a priori!

Dalle mie ricerche, durante le quali ho scomodato amici che lavorano per l’Agenzia delle Entrate e degli avvocati esperti in materia, ho scoperto che i debiti, in realtà, non esistono.

Se vi assilla l’idea che, non pagando una rata, una persona fisica avrà un ammanco sul proprio conto, tranquillizzatevi immediatamente, poiché tale eventualità non è possibile.

I soldi che la banca o la finanziaria vi ha prestato per l’acquisto della casa, dell’auto o per pagarvi le vacanze, prima che arrivassero sul conto semplicemente non esistevano.

Sono stati generati con un clic del computer e trasferiti sul vostro conto, per poi diventare soldi reali nel momento in cui avete cominciato a restituirli.

In virtù del moltiplicatore di deposito, infatti, ogni banca può prestare fino a 99 volte la cifra di tutti i soldi che detiene effettivamente, ragione per la quale è semplice comprendere come il sistema capitalista si regga su un’immensa bolla di debito, trilioni di dollari che non esistono fisicamente.

Ed ecco spiegato il motivo per il quale tutte le banche vi invogliano ad aprire un conto presso i propri sportelli anche se non siete Berlusconi, perché con soli mille euro di deposito, la banca ne dispone “tecnicamente” di 99mila.

Tutto ciò, finché esisteva la riserva aurea non era possibile, poiché tutte le banche dovevano tenere custodita una quantità d’oro pari alla cifra totale dei depositi di tutti i clienti, ma se fosse ancora in vita quel sistema, probabilmente il capitalismo sarebbe sepolto da un pezzo.

Perciò, se non potete pagare la prossima rata in scadenza, tranquilli, non c’è nessun Signor Rossi che non avrà modo di fare la spesa a causa della vostra mancanza.

Altra cosa importante è che non esiste alcun reato a carico di chi non restituisce i debiti, mutuo compreso. Non si rischia affatto la prigione se non si onorano i debiti.

Lo ribadisco, poiché in molti, soprattutto le persone anziane, sono cresciute con la paura di finire in galera se non si pagano i debiti; beh, si tratta di un falso.

Dite la verità, vi sentite già sollevati, vero?

Ciò, ovviamente, non comporta il fatto che allora si smetta di pagare, perché subentrano il rispetto per gli impegni assunti, l’onore e l’amor proprio, ovviamente.

Ma come risolvere, allora, i problemi di debiti, se si è perso il lavoro, non entrano soldi e non si può pagare?

In questa prima parte di Come risolvere i debiti, vi darò gli strumenti indispensabili per partire.

No, chiedere soldi ad amici e parenti non è la soluzione, poiché, per ripagare un debito costituito da soldi non reali, usereste dei soldi reali prestati, quelli sì, da persone fisiche, in carne e ossa.

In second’analisi, spostereste il vostro debito da un creditore verso un altro, cosa più stupida che inutile.

Cosa fare, allora, come risolvere i debiti?

Innanzitutto, è necessario che voi prepariate un riepilogo dettagliato di tutte le spese mensili (spesa, bollette, affitto, mutuo, rate finanziamenti…), senza tralasciare nulla.

Fate uno schema, molto semplice, tipo un foglio di calcolo in Excel, con tutte le cifre, al centesimo, poi scrivete una relazione dettagliata di come e perché avete acceso tutti i finanziamenti in atto, del lavoro che svolgevate all’epoca, citando la retribuzione, gli straordinari, gli extra, i premi, il risparmio mensile… Infine, allegate la lettera di licenziamento.

Finito, scrivete una sintesi della relazione, senza citare le cifre, dove, alla fine, chiedete la sospensione delle rate per 12 mesi, in virtù della legge salva suicidi, o la possibilità di ristrutturare il debito, pianificando delle rate mensili meno onerose, a seconda delle vostre possibilità; se proprio siete senza lavoro, vi consiglio di chiedere comunque la sospensione e poi, qualora fosse concessa, tre mesi prima di ricominciare a pagare, chiedere la ristrutturazione, presentando anche la nuova busta paga del lavoro, che vi auguro, aver trovato nel frattempo.

Unite la lettera alla relazione e contattate i creditori, tutti, nessuno escluso.

Sì, perché la seconda cosa che dovete fare, al di là di cercare immediatamente un nuovo lavoro, ovviamente, è proprio contattare tutti i vostri creditori, cominciando dalla banca presso cui avete acceso il mutuo.

Chiamate al telefono la banca o, meglio, presentatevi di persona, chiedendo un appuntamento con il direttore, per chiedere consiglio sulla vostra situazione di disagio.

Poi, contattate tutte le filiali delle finanziarie con le quali avete dei contratti in essere e chiedete un incontro per gli stessi motivi.

Non è detto che qualcuna non si rifiuti di concedervi la sospensione, inventandosi milioni di cavilli, ma una cosa che dovete da ora in poi tener presente è che per affrontare questa situazione ci vogliono le palle.

Ecco, l’ho detto, senza giri di parole.

Già metterci la faccia in certe situazioni può essere terribile per la massa, ma non avete ucciso nessuno, né commesso una rapina o chissà quale altro reato, altrimenti, probabilmente, avreste il vostro bel faccione su un cartellone pubblicitario con sotto la scritta VOTA…

Al di là della battuta, positività e decisione non devono mai mancare da oggi, anche perché state cominciando a risolvere i vostri problemi di debiti e la loro soluzione richiede proprio che ci mettiate la faccia e tutta la vostra dignità.

Non abbattetevi neanche quando amici e parenti vi faranno il vuoto intorno, dimenticandosi del fatto che viviamo tutti sotto lo stesso cielo, ma, fidatevi, in breve vi accorgerete di essere più forti, molto più forti di quanto immaginiate e di poter fare a meno di tutti.

Prima di presentarvi agli incontri, studiate bene tutte le possibilità che la legge anti suicidi (clicca qui) offre, valutando anche qualche video in Internet, sul tema, senza mai prendere in considerazione, però, chi vi chiede soldi in cambio di perizie, promettendovi mare e monti.

Quando ho incontrato il direttore della mia banca, pur essendo stato trattato con gentilezza, ho avuto in risposta un due di picche, durante i primi cinque minuti; inizialmente, mi ha sollevato una serie di problemi legati alla mia richiesta, cercando di spaventarmi con frasi del tipo: “… Se poi non paga, oltre le sette rate le pignoriamo la casa” e cose di questo genere.

Ma, proprio in virtù del fatto che in materia ne sapevo più di lui, in quanto mi ero documentato e avevo contattato anche degli esperti in materia, senza scompormi ho risposto colpo su colpo, annunciando cosa avrei fatto in tal caso.

In primo luogo, avrei richiesto una sfilza di documenti (tutti quelli che la legge obbliga la banca a concederci a ogni nostra richiesta) che avrebbe occupato un incaricato per almeno un mese e, una volta ricevuti, avrei dato mandato ai miei legali di intraprendere tutte le azioni necessarie nelle sedi competenti per chiedere conto di eventuali mancanze contrattuali, controllando persino l’uso della punteggiatura.

Vi garantisco che non appena ho espresso la mia volontà di voler controllare il calcolo degli interessi applicatimi negli anni e tutto il contratto, il tono del direttore è cambiato e mi ha persino offerto il caffè.

Perché, ricordatevi, le banche temono solo due tipi di persone: l’uomo più ricco, che potrebbe ritirare tutti i soldi e andare alla concorrenza, e l’uomo indebitato che sa cosa siano i debiti, poiché, con un buon avvocato, può fare ancora più male.

Qualche giorno dopo, la banca ci ha concesso la sospensione, magicamente diventata possibile, inoltre, il direttore, alla presenza di mia moglie, cointestataria del mutuo, si è scusato per non aver immediatamente colto la bontà della mia richiesta.

Un consiglio: anche se conoscete già l’argomento, cosa può o non può fare la banca, mostratevi non proprio degli sprovveduti, ma quasi. Al momento giusto, e solo se necessario, mostrate gli artigli e fate capire che sapete molto bene come muovervi.

Fidatevi, è spiazzante.

Perciò, se non sapete come risolvere i debiti e state pensando di fuggire in Brasile o, peggio, di farla finita, o, ancora, siete frustrati da come vi trattano persone che credevate amiche alle quali avete chiesto consiglio, smettetela con le stupidaggini: le fughe e le richieste di aiuto a chi non è nei vostri panni non risolvono mai nulla.

E non buttate via soldi per associazioni e avvocatucoli vari in cambio di perizie inutili.

I problemi si affrontano in prima persona!

Armatevi di una calcolatrice e di un computer e preparate la relazione che vi ho suggerito.

Informatevi sulla legge salva suicidi (clicca qui) e contattate i creditori.

Nei prossimi articoli sul tema, qui su Eventi Armonici, vi spiegherò come trattare con i funzionari del recupero crediti, che dopo una rata insoluta si faranno sentire, e come comportarvi nei casi più estremi, per fortuna mai sperimentati di persona, ma dei quali mi sono fatto un’ampia cultura.

Per ora, avete già molto da fare.

E… Mi raccomando. Positività al massimo.

State cominciando a risolvere i debiti.

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