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Immigrazione e lobby del farmaco

Immigrazione e lobby del farmaco, su Eventi Armonici.

di Pasquale Di Matteo

La metà della vita di un uomo è passata a sottintendere, a girare la testa e a tacere.
(Albert Camus)

Ho voluto cominciare questo articolo sulla Libertà, su Eventi Armonici, citando un famoso pensiero di Camus.

Sì, perché, chi di voi può definirsi davvero libero?

Chi, domattina, può alzarsi dal letto, fare le valige e partire per un lungo viaggio?

Pochissime persone al mondo.

Ci sono gli impegni, le bollette da pagare, il lavoro, il compleanno della nonna…

Se ci pensate bene, sono pochissimi i momenti in cui un individuo è davvero libero e, anche quando ciò accade, la libertà è comunque limitata da dinamiche familiari o dalla disponibilità economica: magari vorresti organizzare un tour del Canada, ma ripieghi su una più economica settimana in Romagna, con tutto il rispetto per una località che sa offrire molto e che noi di Eventi Armonici amiamo.

Nei secoli, si sono fatti passi da gigante in merito alla libertà dell’individuo, dalla lotta alla schiavitù, alle guerre di razza.

E, oggi, ci definiamo liberi, eppure, come già accennato poc’anzi, non è proprio così.

Inoltre, con la nuova ondata di immigrazione, il tema della libertà è tornato prepotentemente al centro dell’attenzione.

E non mi riferisco solo alle discriminazioni razziali, ma alla negazione stessa del pensiero individuale.

Oggi, è diventato impossibile esprimere un’opinione che non sia omologata a quella di chi governa, perché si viene immediatamente derisi, offesi, definiti Fascisti, persino emarginati, come accaduto all’esponente del PD, Beunida Melissa Shani.

I Pogrom, tanto famosi durante la fase che condusse Nazismo e Fascismo a imperare in Europa, oggi si abbattono e vengono messi in atto contro chiunque dissenta.

Sollevi qualche dubbio sulla gestione del fenomeno dell’immigrazione? Hai da ridire in merito alla democraticità nell’Islam? Sei contrario a forzare le cure mediche, con la somministrazione coatta di ben 10 vaccini, in assenza di epidemie?

Ebbene, sei uno da fake news, da bufale un tanto al chilo, un soggetto da deridere, un Fascista, uno da schernire, offendere, emarginare.

Non c’è neppure la possibilità di poter approfondire temi importanti come quelli legati al fenomeno dell’immigrazione, che anche qui, ad Eventi Armonici, è tenuto in forte considerazione.

Non esiste più il rispetto dell’opinione diversa, come se fossimo tornati ai tempi del Ventennio, al tema della stupenda novella di Pirandello, “C’è qualcuno che ride”.

Si citano dati sulle presenze di stranieri sul territorio che vengono costantemente invalidati dalle testimonianze dei cittadini e dai riscontri delle forze dell’ordine, e ci sono media che celano crimini commessi da non Italiani per non fomentare l’odio nei confronti del fenomeno dell’immigrazione.

Ma l’odio sull’immigrazione si fomenta con le politiche sbagliate, forzando la possibilità reale di ospitalità, aumentando a dismisura il numero di soggetti potenzialmente pericolosi per l’ordine pubblico, senza attrezzare adeguatamente le forze dell’ordine, che, al contrario, vedono i propri organici sottodimensionati a causa dei tagli e già faticano a gestire il territorio, senza aumentare il numero della popolazione.

L’odio si fomenta ogniqualvolta le forze dell’ordine intervengono, su segnalazione dei cittadini, trovando molti più migranti di quanti risultino agli atti, nelle abitazioni messe a disposizione dai nuovi filantropi, i proprietari di case sfitte, che si accaparrano i 35 euro al giorno per profugo pagati dallo Stato, in cambio di vitto e alloggio, alimentando una nuova condizione di schiavitù della quale sembra proprio non importare realmente a nessuno, a cominciare da chi vorrebbe accogliere senza freni, senza garanzie di futuro, di una vita dignitosa, di un posto di lavoro.

L’odio si fomenta ogniqualvolta una famiglia in difficoltà si vede scavalcare in lista da decine di altre famiglie di non Italiani, che, essendo in condizioni peggiori, hanno parametri più favorevoli per l’ottenimento di un sussidio, o quando si vede partire un figlio per l’estero, perché la disoccupazione è in continua crescita, mentre chi governa, anziché adoperarsi affinché chi è senza lavoro trovi un’occupazione, per poi accogliere nuove persone, spalanca, invece, i confini a nuovi disoccupati.

Una nazione responsabile, a un certo punto, deve avere sentore dei propri limiti, altrimenti non può che trovarsi ad affrontare i disastri commessi dai propri errori, soprattutto quando non si hanno le competenze per comprendere che lo Stato Sociale rischia il collasso.

Non a caso, secondo uno studio dell’Università Bicocca di Milano, importando troppi lavoratori stranieri che cominciano a lavorare spesso anche oltre i 40 anni di età, versando pochissimi contributi, nel 2030 l’INPS esploderà.

E ciò non è un problema solo per gli Italiani, ma anche per quegli stessi stranieri verso i quali dovremmo avere più rispetto, ponendo un limite agli ingressi, proprio per offrire un futuro reale a chi accogliamo, senza illudere o vivere di sogni, come chi evita di parlare di costi, di previdenza o di problema sociale.

Non  essendoci più la possibilità di un intervento dello Stato, infatti, visti i vincoli imposti dall’Europa, l’intero sistema del Welfare nel 2030 crollerà come un castello di carta.

Ma ecco che, nel Fascismo ideologico di chi governa e dei loro simpatizzanti, gli esperti della Bicocca vengono derisi e si preferisce credere alla calma di Boeri o di altri esperti a favore delle politiche messe in atto.

Tuttavia, in questo imbarbarimento della negazione di libertà, si arriva persino a obbligare cure terapeutiche, anche quando ciò viola l’articolo 32 della Costituzione italiana, che sancisce la libertà di ciascun individuo di non sottoporsi a cure mediche senza il proprio consenso, anche quando le cure sono disposte per legge, poiché queste ultime non possono prevaricare il rispetto della persona umana.

E non serve citare la mera logica, secondo cui, allora, se un nucleo di laureati in medicina può imporre delle cure, un pool di laureati in Economia potrebbe obbligare tutti a sottoscrivere una pensione integrativa, così come degli esperti di politiche ambientali potrebbero obbligarci tutti a insonorizzare le pareti di casa.

Cosa, non lontana dall’avverarsi, visto che è appena stato varato un decreto, la legge delle lobby del farmaco, che obbliga a vaccinare i bambini contro ben 10 malattie: poliomelite; difterite; tetano; epatite B; pertosse; emofilo dell’influenza di tipo B; morbillo; rosolia; parotite; varicella.

Verrebbe da pensare che si sia di fronte a una vera e propria epidemia, a un rischio di morte imminente per i nostri bimbi e per la popolazione più debole, ma a noi di Eventi Armonici non risulta essere così.

Innanzitutto, nessun altro Paese europeo obbliga a effettuare 10 vaccini sui bambini, fatta eccezione per alcune nazioni dell’Est che, guarda caso, sono anche quelle nazioni in cui vi è un altissimo tasso di corruzione, storie alla Poggiolini e De Lorenzo, per intenderci (tu fai passare la legge, con risultati scientifici farlocchi, così io vendo più medicine e in cambio ti regalo una bella mazzetta! La legge della lobby del farmaco).

In secondo luogo, non esiste nessuna epidemia, tant’è vero che, prendendo in esame il morbillo per esempio, nei primi sei mesi del 2008 avevamo un numero di casi superiore al doppio del numero dei casi registrati nello stesso periodo del 2017, senza che la Scienza medica abbia sollevato un polverone per imporre vaccini a chicchessia. Inoltre, in giugno 2017, i casi accertati di morbillo in Italia ammontavano a soli 43.

Ma per i giornalai piegati al regime, erano 400, perché si sa, una bufala raccontata più volte, poi diventa una mezza verità.

Per di più, il vaccino contro la Varicella è imposto solo ai nati dal 2017. Di conseguenza, la Varicella non è pericolosa.

Allora, perché imporre il vaccino, per aiutare la lobby del farmaco?

Si dice che ci sono dei bambini immunodepressi, i quali non possono vaccinarsi e, quindi, rischiano la vita in caso di contagio.

Ok, ma in Belgio, in Inghilterra, in Austria, non ci sono immunodepressi? E in Svezia, dove non esiste obbligo per nessun vaccino e non c’è una tendenza a vaccinarsi nettamente superiore a quella che abbiamo in Italia?

Non sarà che sono più attenti a non fare leggi per la lobby del farmaco, affrontando, invece, il problema in maniera meno allarmistica, con minor mediocrità, ma con più responsabilità?

Si dice anche che la Scienza sia d’accordo in merito all’obbligatorietà delle vaccinazioni, ma ciò non è vero.

Sono centinaia i medici apertamente contrari, non alle vaccinazioni in sé, che hanno ovviamente dei benefici, ma alla loro obbligatorietà, e non si tratta di ciarlatani, poiché tra loro vi sono premi Nobel per la Medicina, come Luc Montagnier, i quali sostengono che ricorrere a un uso eccessivo di vaccinazioni a tappeto potrebbe portare a creare individui con sistemi immunitari più fragili.

 

 

 

Ovviamente, anche il medico premio Nobel è improvvisamente diventato un mentecatto, un po’ come accaduto a Stiglitz e a Krugman, premi Nobel per l’Economia, divenuti dei perfetti idioti non appena hanno contestato Euro ed Europa, con una serie di manipolazioni comunicative degne del Fascismo, dove se non ti omologhi al pensiero comune, sei un problema da risolvere, non un interlocutore con il quale confrontarti.

E cosa dire poi, di Noam Chomsky, considerato il più grande Filosofo vivente fino a quando non smascherò la bufala mediatica messa in atto l’11 settembre, per essere poi deriso ed emarginato?

E che siano davvero tanti i medici contrari alla legge della lobby del farmaco, lo dimostra il fatto che si sia ricorsi al ricatto della radiazione per chi non si piega ai dettami del regime.

Stesso copione già visto cent’anni fa, quando al governo c’era un uomo calvo, dalla testa lucida.

Un decreto, questo della legge a favore della lobby del farmaco, creato instillando paura nella popolazione con una serie di bufale raccontate in altrettante comparse mirate del ministro Lorenzin in TV, che, con il suo diploma di maturità del Liceo Classico, si è scoperta esperta di Medicina, tanto da citare casi di 270 bambini morti in Inghilterra nel 2013 e oltre 200 nel 2014, a causa del morbillo.

Bufala di proporzioni stratosferiche, visto che, sul sito ufficiale del ministero della Salute inglese, nel 2013 risulta un solo caso di morte per morbillo, un venticinquenne deceduto, in verità, per altre complicazioni, e nessuno l’anno successivo.

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Il Minisro della Salute, Beatrice Lorenzin

Perché tutte queste bufale ripetute sperando che i cittadini non si informino o che lo facciano attraverso i giornalai compiacenti?

Ma la legge per la lobby del farmaco c’è, con buona pace della nostra libertà di individui e della Costituzione.

Così come non si può criticare l’immigrazione, che continua senza una logica.

Perciò, viene il sospetto che i due temi, quello dell’immigrazione e quello della legge per la lobby del farmaco, siano strettamente correlati: non sarà, infatti, che non potendo avere garanzia dello stato di salute di chi entra in Italia, non potendo neppure controllare chi entra ancora clandestinamente, si preferisca vaccinare tutti anche su malattie debellate da decenni?

Ora, non è mio intento essere contro o a favore di immigrazione e vaccini, poiché ho un semplice diploma e non mi ritengo un esperto, come invece pare essere la Lorenzin, quella che parla di centinaia di bambini morti, per fortuna inesistenti, e che, smascherata, non solo non ha avuto la decenza di dimettersi, vista la proporzione siderale delle balle raccontate, ma su quelle balle ha avuto in cambio un decreto, la legge a favore della lobby del farmaco, dimostrando, ancora una volta, che siamo in un’era in cui i bugiardi hanno successo.

Tuttavia, penso e, come tutti, ho il diritto di scegliere e di avere un’opinione.

E, magari, chiedere di veder rispettata la Costituzione e il diritto alla libertà d’opinione.

In Democrazia, dovrebbe essere così, ma la Politica è strana.

Quindi, via alla legge della lobby del farmaco, così si sta più tranquilli sul fronte dell’immigrazione.

Si sa mai che scoppi un’epidemia dovuta a qualche focolaio arrivato da lontano e che alle prossime elezioni si vada a casa.

Ammesso che non votino anche i robot-fan dei Social.

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