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Facebook, la nostra carta d’identità

Facebook, la nostra carta d’identità

di Pasquale Di Matteo

Siamo nel 2017 e ci sono ancora persone che vedono il web come fumo negli occhi, molti ne sono terrorizzati, ma non capiscono che Internet è il futuro e che Facebook sarà la nostra carta d’identità.

“Chi passa il tempo su Facebook è un nullafacente”, quante volte abbiamo sentito quest’affermazione.

E sono molti quelli che la pensano come il compianto Umberto Eco, secondo cui sui Social ci sarebbero orde di imbecilli.

Ebbene, io credo che costoro vivano su un altro pianeta.

Oggi il web mette in relazione persone distanti migliaia di chilometri, permette di far conoscere i prodotti di aziende talmente piccole che, senza i Social, non sarebbero neppure mai nate e/o non avrebbero alcuna possibilità di stare sul mercato, pubblicizza eventi che altrimenti resterebbero sconosciuti.

Inoltre, accanto a una miriade di notizie false, sono molteplici le possibilità di approfondire i fatti che accadono, senza fermarsi ai filtri dei quotidiani più famosi, dei Tg più importanti e dei media tradizionali.

Non a caso, dall’attuale maggioranza di governo, più volte si sono levate voci a favore di regolamentazioni del Web, proprio perché temono ciò che non possono controllare.

Le pagine su Facebook, d’altronde, non godono di alcun “aiuto” di Stato, come invece capita per quasi tutti i quotidiani, ragione per la quale, è molto più facile che un giornalista tradizionale scriva qualcosa che “non dispiaccia”ai potenti di turno, anche solo per non far chiudere i rubinetti dei soldi che circolano dalle casse dello Stato all’editoria.

Ma ciò è solo la punta di un iceberg: tra dieci anni, quindici al massimo, sono convinto che anche per ottenere un documento ufficiale non ci chiederanno più la carta di identità, ma sarà necessario presentare il codice del nostro profilo Facebook e non averlo equivarrà a non esistere.

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Il mondo è in continua evoluzione e il web è uno tsunami inarrestabile che travolge tutto e tutti, così, non essere sui Social, non essere specialmente su Facebook, significa non esistere, non avere identità, eventi privi di pubblicità.

Non basta più nemmeno avere una laurea nel settore: mi capita spesso, infatti, di vedere siti aziendali progettati e gestiti da laureati in Informatica o in Ingegneria Informatica che sono vecchi, legati a concezioni stilistiche e di logica sorpassate.

Un paio d’anni fa, rispettavano tutti i canoni più moderni, ma oggi sono vetusti e non soddisfano nemmeno le banali differenziazioni di visualizzazioni per pc, tablet o smartphone, che potete trovare su qualunque piattaforma di siti gratuiti, così, capita che per visualizzare le scritte su un telefono, siete costretti a ingrandire la pagina e a continuare a spostarvi, una noia che porta, inevitabilmente, i lettori ad abbandonare la visualizzazione in un lampo.

Oggi, non esiste azienda che si rispetti che non abbia personale dedicato alla gestione del marketing in Internet e quelle che pensano che tutto ciò sia solo tempo sprecato sono aziende che si stanno scavando la fossa senza neppure rendersene conto, disconoscendo il futuro, dove Facebook sarà la nostra carta d’identità.

Forse, i Social hanno trasformato i rapporti umani, soprattutto Facebook, ma danno anche modo a tanti di esternare le proprie emozioni, le proprie passioni, gli interessi.

Sono tanti gli amori sbocciati in Internet e qualcuno è riuscito a sfondare, nella musica, grazie a pezzi caricati su Youtube.

Qualcuno sostiene che i Social siano pieni di individui falsi, inventati, pieni di menzogne.

Beh, sinceramente, ritengo più falsi i sorrisi stampati sulla faccia del novanta per cento delle persone il giorno di Natale, quando si vorrebbe stare da tutt’altra parte, ma ci si adopera a sopportare la zia acida, il cugino intollerante, la cognata saccente, che per il resto dell’anno si farà di tutto per non vedere più.

Tuttavia, ritengo che l’unica regola da osservare sia quella di essere onesti, con se stessi prima ancora che con gli altri.

Ma questa è una regola che dovrebbe essere rispettata anche nella vita reale, ma che, purtroppo, è più disattesa di quanto si pensi, soprattutto da chi abiura il web.

D’altro canto, per quale motivo un individuo dovrebbe ripudiare un profilo Social se non per paura di imbattersi in persone che avrebbero da ridire per trascorse malefatte?

Inutile ripudiare il Web, parlare di orde di imbecilli, di nullafacenti, o altro, perché la rete è il futuro.

Chi avrà un profilo Facebook, avrà anche una carta d’identità.

E’ solo questione di tempo.

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