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SCUOLE SERALI, quando mettersi in gioco può spalancarti le porte del futuro.

di Pasquale Di Matteo

Da bambino, sognavo che un giorno sarei stato un medico, un Neurologo per la precisione.

Sono sempre stato affascinato dal cervello, dai meccanismi che rendono la specie umana unica.

Non a caso, con gli anni, mi sono appassionato sempre più alla Psicologia.

Ho frequentato il Liceo Classico fino al terzo anno, fino alla I Liceo, quando decisi di ritirarmi per una serie di motivi.

Cominciai a lavorare e, per anni, la scuola non mi è mancata. Tuttavia, la sete di conoscenza non si è mai assopita e sono sempre stato uno da almeno 20 libri all’anno, tant’è che casa mia è tappezzata da libri ovunque: Filosofia; Storia; Psicologia; Scienze, Narrativa…

Quando è nato mio figlio, la mia voglia di conoscenza è esplosa, fino a culminare nella decisione di riprendere gli studi.

Ricordo che era dicembre del 2009; feci una rapida ricerca in Internet, per capire quali istituti di scuola superiore offrivano corsi serali nella mia zona di residenza, quindi li visitai tutti, prima di iscrivermi al corso Sociale presso l’Istituto P. Sraffa di Crema.

Partii immediatamente dal terzo anno, in virtù degli anni del Liceo, e studiai tutto il programma fin lì svolto durante le vacanze di Natale. (In media 6 ore al giorno).

A gennaio sostenni tutte le interrogazioni e le verifiche in tutte le materie e mi rimisi in pari, quando, purtroppo, a mia moglie diagnosticarono un melanoma, richiamata d’urgenza in ospedale dopo aver asportato quello che sembrava essere un nevo innocuo.

Difficile studiare quando si lavora; impossibile se hai brutti pensieri che ti riempiono la mente.

Mi ritirai a fine febbraio, con la promessa di tornare, appena possibile, e così feci.

Dopo che mia moglie subì una radicalizzazione della zona interessata dalla malattia, e trascorsi alcuni mesi, capii che, per fortuna, il cancro era stato preso in tempo, così mi iscrissi nuovamente a scuola a settembre del 2011.

In sincerità, ho sempre pensato che le serali fossero un posto per fannulloni, ragione per cui affrontai i primi giorni con una sensazione di disagio, fino a quando non scambiai quattro chiacchiere con un professore, che mi disse: <<Vede, qui è un po’ come all’Università. Ogni sera, noi facciamo lezione; se lei non ha voglia di assistere, non ha alcun interesse a studiare, beh, in un modo o in un altro, al diploma ci arriva… Se, al contrario, ha voglia di imparare e di impegnarsi, noi siamo qui a sua completa disposizione >>.

E posso dire che è stato realmente così!

Ricordo che una sera, durante una lezione di Anatomia/Igiene, feci una domanda sul funzionamento del Pancreas e l’insegnante, qualche giorno dopo, mi prestò un suo tomo universitario, sul quale mi aveva evidenziato i capitoli dove avrei trovato le risposte che cercavo.

A giugno 2012, finito il terzo anno del ciclo di studi, presentai domanda per iscrivermi direttamente al quinto, perché sentivo che altri due anni a quei ritmi non li avrei retti.

Così trascorsi l’intera estate a studiare per sostenere gli esami di tutte le materie sui programmi del quarto anno.

Ce la feci.

Ho frequentato il quinto anno e mi sono diplomato nel 2013 con il massimo dei voti.

Mi sono iscritto all’Università, a Bergamo, ma a causa della crisi e della successiva perdita del lavoro, per ora gli studi restano un miraggio.

Ma perché studiare, rimettersi in gioco a una certa età?

Perché tutto si evolve intorno a noi e non possiamo restare fermi. Al di là della scuola, non è possibile, soprattutto nell’era digitale in cui viviamo, non avere conoscenze, competenze, non sapere.

Siamo bombardati da nozioni, prima ancora che da notizie, e senza strumenti per codificarle è impossibile comprendere ciò che accade, rielaborarlo, codificarlo.

Ora, nessuno può sapere tutto, ma nemmeno non sapere nulla aiuta.

Sento spesso persone lamentarsi perché vorrebbero un diploma o una qualifica, ma poi, quando parlo della mia esperienza e suggerisco di iscriversi alle serali, le lamentele non sfociano mai in qualcosa di concreto.

Di recente, personaggi famosi come Briatore si sono spesi a favore dell’abbandono degli studi, dimenticando che non tutti possono avere la fortuna di conoscere personaggi influenti per essere posti in posizione privilegiate. E poi, talvolta basta ascoltare il modo di esprimersi di tali personaggi per capire che studiare magari non ti farà diventare ricco, ma un po’ meno banale, non appiattito sugli stereotipi,  senza dubbio.

Certo, affrontare la scuola con impegno, per apprendere davvero, costa sacrificio: la sveglia di casa suonava ogni mattina alle 6:15. Lavoravo otto ore continuate per poter essere a casa prima delle 17.

Una doccia al volo, poi, presa la borsa con i libri, via a scuola, dalle 18:15 alle 22:35.

Cenavo appena rincasavo e studiavo fino a che non mi si chiudevano gli occhi, dormendo in media 3 ore e mezza ogni notte.

Tra il venerdì sera e il sabato mattina, cercavo di studiare il più possibile, arrivando, a volte, anche alle 5.

Mio figlio mi piombava addosso alle 7:30 e via con il week end e gli impegni familiari.

Andare alle serali per ottenere risultati è dura, ma è un’esperienza che ti cambia.

Ho conosciuto persone che, come me, volevano riprendere il cammino interrotto, altre che si erano fermate alla terza media.

Ho conosciuto infermieri diplomati quando il corso di infermieristica non era ancora corso di laurea e, come accade spesso in Italia, i legislatori non hanno equiparato le due qualifiche, così, molti miei compagni di classe si erano visti espellere da Master di aggiornamento ai quali partecipavano (a pagamento) già da settimane, perché era subentrato un infermiere in possesso di Laurea.

Soprattutto, ho scoperto un mondo in cui tutti si aiutano, almeno la gran parte, studenti e insegnanti insieme in un progetto formativo continuo.

In quinta eravamo 33 all’appello, ma solo una decina frequentanti ed è stato bello conoscere persone speciali, compagni e insegnanti, che resteranno per sempre nel mio cuore, perché, in fondo, se sono ciò che sono lo devo anche a loro.

Perciò, se anche tu non ami vedere la TV, ma preferisci un buon libro, se anche tu sei affascinato dal mondo che ti circonda, se anche tu, come me, hai interrotto il percorso di studi da ragazzo, non lasciare che la tua età ostacoli la tua sete di conoscenza.

Sono molti gli istituti superiori che offrono corsi serali.

Così come sono molte le librerie in cui acquistare libri e le biblioteche in cui prenderli in prestito.

Studiate, a qualunque età, perché studiare è l’unico strumento che impedisce agli uomini di non essere tagliati fuori dal mondo.

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