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#IGOR IL RUSSO Figuraccia all’italiana

di Pasquale Di Matteo

Per settimane i titoli della carta stampata e dei TG pavoneggiavano, come nemmeno l’Istituto Luce avrebbe saputo fare meglio, ingenti e straordinarie risorse messe in campo nella ricerca di un criminale comune trasformato in Rambo: Igor il Russo.

Prima 700, poi 1000, infine 1200 uomini, tra polizia, Carabinieri, ex reduci da missioni speciali all’estero; droni e mezzi di ultima generazione; psicologi… Per una cifra giornaliera non distante dalle 200.000 euro.

Insomma, il governo non badava a spese pur di assicurare il criminale alla giustizia il prima possibile, cosa che sembrava ormai assodata, visto che l’uomo sembrava circondato in una ristretta zona del Ferrarese.

E lo sprovveduto sembrava una preda facile da trasformare in simbolo dell’efficienza di governo.

Eppure, di Igor non vi è traccia.

Igor il Russo, che in realtà sarebbe originario della Serbia, era stato dipinto come Rambo addestrato nell’ex Armata Rossa, cosa già di per sé impossibile, visto che l’esercito simbolo dell’Unione Sovietica è stato smantellato nel 1991, quando Igor, al limite, poteva raccogliere le figurine dei militari, visto che oggi ha 36 anni.

Qualcuno lo ha dipinto come assassino armato di ascia, altri travestito da ninja, altri ancora con maschera e arco alla Arrow.  Manca il mantello di Superman, ma solo per ora…

Norbert Feher, questo il suo vero nome, era noto alle forze dell’ordine fin dal giugno 2016, quando su di lui fu emessa un’ordinanza di custodia cautelare in merito ad alcune rapine, ma anche in quel caso di Igor non ci fu traccia e agli inquirenti non restò altro da fare se non scrutare il suo profilo Facebook.

Qualcuno ora giura di averlo visto in ospedale, ferito, altri partire da Ancona alla volta di terre lontane.

Inoltre, altri sostengono non esservi neppure prove incontrovertibili del fatto che si tratti proprio dell’omicida del guardiacaccia e del barista.

E, a questo punto, mi chiedo: esisterà davvero questo Igor?

Sta di fatto che per le nostre forze dell’ordine e, in primo luogo, per il governo, questa vicenda è ormai diventata la figuraccia internazionale più triste e l’inequivocabile testimonianza dell’inefficienza e della incompetenza a governare di chi attualmente riveste i ruoli più importanti.

In uno Stato serio, qualche testa sarebbe già saltata.

Ma siamo in Italia e , al più, chi ha promesso il massimo impegno per poi fallire miseramente potrà candidarsi come Segretario del partito di maggioranza ed essere degno di fiducia.

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