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PERCHE’ I BUGIARDI HANNO SUCCESSO?

Perché i bugiardi hanno successo?

di Pasquale Di Matteo

Perché i bugiardi hanno successo? Cerchiamo di scoprirlo su eventi Armonici.

Recentemente, mi è capitato di avere a che fare con chi è stato capace di negare l’evidenza di SMS salvati sul telefono e della testimonianza di altre persone coinvolte in affari personali, che confermavano quanto da me enunciato.

Nel frattempo, Matteo Renzi, l’uomo che dopo l’ultimo Referendum costituzionale è diventato il bugiardo italico per eccellenza, è stato acclamato a furor di popolo Segretario del PD, dopo che aveva promesso a più riprese di lasciare la politica nel caso in cui fosse uscito sconfitto al Referendum.

“Io non sono come gli altri e se perdo smetto di fare politica, perché non sono attaccato alla poltrona”, queste le sue parole, ripetute in tutte le televisioni e rimbalzate su tutti i media.

Sappiamo, invece, quanto valore avessero.

Ma, qui a Eventi Armonici ci chiediamo: perché i bugiardi hanno tanto successo? Da dove nasce il loro fascino?

Per chi ha studiato Psicologia, non è difficile individuare chi mente: attraverso l’esame degli indicali e dei tratti prosodici, (atteggiamenti, intercalari, movenze degli occhi…), è possibile, infatti, stabilire se e quando una persona stia presumibilmente mentendo, ma chi è a digiuno di queste nozioni può affidarsi comunque alla logica.

Il bugiardo odia stare da solo, in primo luogo perché, per chi non è in pace con se stesso, la solitudine è davvero rumorosa, in seconda analisi, il bugiardo necessita di un pubblico a cui esternare le proprie menzogne, per riceverne in cambio gratificazioni.

Per il bugiardo, infatti, la menzogna è un mezzo per arrivare allo scopo: essere gratificato.

E su questo punto, i due politici nella foto in evidenza sono dei Maestri.

Il bugiardo è generalmente dotato di scarsa cultura, ma di istruzione e di competenze almeno nella media; il proprio ego lo spinge a mettersi continuamente in competizione con gli altri, cosa che lo preoccupa e, per primeggiare, ricorre alla bugia, soprattutto quando viene criticato, inventando e diffamando gli accusatori pur di non scendere dal piedistallo sul quale le gratificazioni lo pongono.

Egli soffre alla guida di un’utilitaria o nei panni di un uomo normale ed è ossessionato dai soldi, dalle auto di lusso, dai vestiti firmati e dai gioielli, perché il riempirsi di oggetti costosi che dimostrino il proprio potere economico funge da maschera, per nascondere il vuoto che sente dentro di sé.

Spesso, il bugiardo riesce a ottenere un ottimo livello economico, proprio perché, a differenza della persona onesta e sincera, egli è disposto a scendere a compromessi e, per lui, la dignità può essere svenduta al miglior offerente, così come gli altri sono solo avversari da scansare, fatta eccezione per le persone dalle quali può trarne vantaggio, ovviamente.

Ma perché i bugiardi hanno successo, anche quando le menzogne sono palesi ed evidenti?

In una società sana, i bugiardi verrebbero emarginati e invitati a farsi curare da professionisti, certamente non verrebbero votati come rappresentanti di un partito e nemmeno avrebbero la faccia tosta di candidarsi.

Tuttavia, la nostra non è una società sana, poiché è endemica la rincorsa all’edonismo, all’assomigliare a quelli che vengono individuati come eroi, non più chi metteva a repentaglio la propria vita per salvare gli altri, non più i Paolo Borsellino, che continuavano la battaglia contro la mafia, pur sapendo che avrebbero pagato con la morte.

No, oggi gli eroi sono il ragazzo dalla dentatura perfetta alla guida di un’auto di lusso in una nota pubblicità, o la donna dalle curve sinuose che indossa gioielli di tendenza.

Sono eroi quelli che parlano con enfasi, con espressioni di superiorità appiccicate sulla faccia, con frasi zeppe di avverbi per rendere più affascinanti discorsi altrimenti sterili.

E, soprattutto, sono eroi quelli capaci di promettere ciò che il momento richiede; non importa se poi si torna in politica quando si era sostenuto il contrario, non importa se i terremotati non hanno ancora ottenuto le case promesse.

La parola, d’altronde, è una qualità legata a tempi lontani, ormai.

Perciò, chi afferma il vero, chi dissente, chi critica, chi rifiuta l’appiattimento alla massa, chi si lamenta per le menzogne o per l’inaffidabilità della parola di qualcuno diventa un’anomalia, un disturbo da cancellare.

In fondo, non importano più i valori di un tempo, come la dignità e il rispetto per gli altri, né la parola, ma conta solo l’obiettivo finale: arricchirsi o avere più voti alle elezioni è ciò che conta.

E se un bugiardo può essere d’aiuto alla causa, che ben venga.

“In fondo, tutti mentono, no?”

Quante volte i bugiardi e chi li difende ricorrono a tale domanda per ridimensionare le cose, per non ridimensionare il successo?!

E, allora, via, ognuno ai propri posti tra la folla, con la bava agli angoli delle bocche spalancate, pronte a fagocitare l’ennesima menzogna, con la speranza che si possano emulare i nuovi eroi e se ne tragga qualche beneficio.

Perché, si sa, i bugiardi hanno un grande successo.

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